

La Filas premia le aziende laziali che si sono distinte nel campo dell'innovazione
Innovare, innovare, innovare. Insomma, pare che innovazione e ricerca saranno il motore dello sviluppo economico laziale dei prossimi anni. E la Filas (Finanziaria Laziale di Sviluppo) lo sa bene: è per questo che da anni ormai si propone di aumentare il tasso di diffusione delle conoscenze tecnologiche e scientifiche da un lato, e di creare un ponte tra gli operatori della ricerca come Università e Cnr, e le piccole medie imprese del Lazio dall’altro, stimolandone l’incontro e la collaborazione.
Concetto questo ribadito più volte lo scorso 14 dicembre al Jolly Hotel Leonardo da Vinci (v. Gracchi 324) durante la cerimonia di premiazione “Innovalazio”: tre premi da 100 mila euro a tre imprese innovative del territorio laziale, consegnati dalla Filas. Iacobucchi Hf Electronics, D. Marchiori e Ifex sono i beneficiari di questo progetto, nato per sostenere e promuovere l’innovazione tecnologia nelle Pmi: la prima premiata per la realizzazione di un innovativo compattatore di rifiuti ad incasso, la seconda per il suo processo di produzione di sensori di pressione ad alta qualità ma a basso costo , e l’ultima per aver sviluppato un sistema antincendio rapido ed efficace da impiegare su strade e autostrade.
Sessantaquattro in tutto le aziende partecipanti: “Il risultato delle domande pervenute – ha sottolineato l’amministratore unico di Filas Fabrizio Sacerdoti – , il 36% in più rispetto all’edizione passata, ci fa capire che il sistema innovativo in questa regione funziona”. Eh già, perché il Lazio, a detta del presidente di Sviluppo Lazio Spa Giancarlo Maria Valori, è la terza regione italiana per innovazione di brevetti, preceduta da Lombardia e Piemonte; ma si deve consolare solo con un settimo posto per quanto riguarda i brevetti informatici.
Uno dei limiti del sistema imprenditoriale italiano è che manca spesso la capacità di rendere immediatamente oggetto di impresa la vasta rete di innovazione che la ricerca produce; e allora si rende sempre più necessario un lavoro di collegamento tra il mondo delle aziende e quello del sapere universitario.
“E’ positivo il fatto che su 580 aziende solo un 16% dichiara di non essere impegnato nell’innovazione -spiega Sacerdoti – mentre più della metà ha già un ritorno entro i tre anni dall’investimento fatto; ma solo il 17% ha realizzato accordi con università e centri di ricerca”. Il premio Innovalazio serve proprio a questo: far emergere tutto il materiale innovativo a disposizione soprattutto in una regione, come il Lazio, centro di grande vitalità grazie alla fitta presenza di Centri di Ricerce, Poli Universitari e tecnologici.
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