

Il 29 novembre si sono votati due ordini del giorno sul bilancio e il piano investimenti
Due differenti ordini del giorno, presentati da due gruppi politici contrapposti, si sono discussi al Centro Anziani di Tiburtino III, il 29 novembre. Un “Consiglio Straordinario”, fuori dalla solita aula consiliare del V municipio, per affrontare un tema che investe e interessa tutti: il bilancio e il piano investimenti.
Alla vigilia dell’approvazione di una legge Finanziaria che continua a far discutere, il presidente del consiglio municipale Massimo Caprari in accordo con il presidente del V municipio Ivano Caradonna, ha deciso di convocare e presiedere un consiglio “fuori dalle righe” a cui hanno partecipato l’assessore alle politiche economiche, finanziarie e di bilancio del Comune di Roma, Marco Causi, la giunta del municipio, tutte le forze politiche e numerosi cittadini.
Il primo o.d.g. è stato illustrato dal capogruppo dei D.S. Micaela Campana che ha definito la Finanziaria: un intervento contro Roma e i suoi cittadini. “Se questa finanziaria sarà votata – afferma – verrà rifiutato il ruolo di Roma Capitale. I tagli colpiranno tutti i settori, dalla sanità alla cultura, dai servizi sociali alla mobilità e ci saranno gravi ripercussioni sull’occupazione. Il Governo scarica agli enti locali il fallimento di 5 anni di amministrazione. Il modello Roma, invece, ha dimostrato che governare in maniera diversa è possibile. Roma non è Parigi, perché in questi anni ha saputo mantenere una coesione sociale oggi messa a rischio da questa finanziaria. Il precedente governo della Regione Lazio non si è mai interessato di concedere gli interventi straordinari indispensabili per una capitale, come ad esempio per il trasporto pubblico, o di erogare leggi speciali sull’urbanistica. La nostra richiesta di aiuto è rivolta ai parlamentari di tutte le forze politiche affinché venga rifinanziata la legge di Roma Capitale, in pericolo dal 2007. Perchè Roma non è un semplice capoluogo di provincia ma è la capitale d’Italia”.
Ma ecco la replica dell’opposizione con il secondo o.d.g: “Non è vero che non arrivano soldi dal governo. Il Comune riceve 96.000.000 di euro per i Municipi e 1.000.000.000 di euro da destinare ai dipartimenti. Noi chiediamo che i Municipi possano essere più autonomi nei loro interventi. Meno soldi ai dipartimenti e più ai Municipi perché il decentramento venga effettivamente realizzato”.
Ed ecco scaturire la polemica sulla non pertinenza dell’o.d.g dell’opposizione; il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Catroppa: “noi parliamo di tagli e loro di decentramento, come al solito quando non sanno come rispondere sviano l’argomento”.
Finalmente arriva l’intervento atteso dell’assessore Causi: “La finanziaria mette a rischio tutti gli investimenti. Solo una ripresa della crescita economica può farci uscire da questa situazione di crisi. Le difficoltà nascono dal fatto che da 4 anni il paese cresce al di sotto della media europea. Mentre Roma è da 10 anni che cresce più della media nazionale. Anche Montezemolo ha riconosciuto la crescita e lo sviluppo di Roma, pertanto, è ingiusto colpire quei comuni che hanno contribuito, in maniera così determinante, a migliorare il bilancio nazionale.
La Corte dei Conti ha certificato che la spesa dei Ministeri è cresciuta del 10%, quella del Comune di Roma dell’1,9%.
Un esempio eclatante – prosegue l’Assessore – è il turismo: Roma vanta un giro di affari vertiginoso, dovuto ad un forte incremento del turismo a cui ha contributo la promozione fatta in questi anni dalla Città di Roma. Ma di queste entrate a Roma non arriva nulla.
L’anno scorso al Comune di Roma sono stati tagliati 150.000.000 di euro, quest’anno 235.000.000.
E’ stato tagliato il fondo per le politiche sociali importantissimo – continua Causi – perché serve a finanziare i servizi a tutela di tutte le situazioni di disagio sociale. Questo bilancio tecnico è politicamente insostenibile.
Noi, tuttavia, abbiamo già predisposto una serie di azioni per correre ai ripari: abbiamo ridotto ulteriormente il numero dei funzionari pubblici, inoltre, per il V Municipio stiamo avviando cofinanziamenti con la Provincia di Roma per l’emergenza degli asili nido. E stiamo proseguendo l’opera di autofinanziamento attraverso una politica innovativa di entrate nei municipi, per la quale il V è già all’avanguardia.
A chiusura dell’intervento la risposta all’ o.d.g presentato dall’opposizione che denunciava l’eccessiva spesa in consulenza del Comune di Roma e l’eccessiva somma destinata ai dipartimenti: “voi non sapete che in quei 58.000.000 di euro per le consulenze rientrano anche i contratti a tempo determinato e che nel finanziamento per i dipartimenti convergono i soldi destinati all’attuazione degli artt.11”.
La dichiarazione finale è del presidente del V municipio Ivano Caradonna. “Al di là di chi è al governo e di chi si oppone, c’è un tema che ci unisce tutti: la crescita del paese. Il Governo deve essere più rigoroso nelle sue scelte e assumersi le responsabilità di una fallimentare gestione delle risorse. Non si possono cambiare tre Ministri dell’Economia in 5 anni di mandato. E’ una sconfitta politica e culturale con cui non è possibile non fare i conti. Pertanto, invito tutti a partecipare il primo dicembre alla marcia delle periferie promossa dai municipi di Roma Est. Sul necessario finanziamento di Roma Capitale non faremo sconti a nessuno, neanche se scelte del genere venissero prese dal governo di Romano Prodi”.
La seduta si chiude con le votazioni: il documento della maggioranza viene approvato con 14 voti favorevoli e 3 contrari, quello dell’opposizione bocciato con 3 favorevoli e 14 contrari. La seduta è sciolta.
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