Categorie: Incontri e Convegni
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Convegno sul Codice ‘Martirologio dell’Assunta’

Nel comune di Arpino in provincia di Frosinone

Sabato 27 febbraio ad Arpino (Frosinone) presso l’Auditorium comunale “P. Cossa” si è svolto un convegno di presentazione del Martirologio, il libro liturgico del 1300 conservato nella chiesa di Santa Maria dell’Assunta.
Il convegno è stato promosso dal Sindaco Dott. Fabio Forte e da don Antonio Di Lorenzo e con la partecipazione del Prof. Marco Palma, docente di Paleografia presso l’Università di Cassino.
Sono intervenuti: l’Assessore provinciale alla Cultura Dott. Antonio Abbate, l’Assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Dott. Gianluca Quadrini, il Prof. Antonio Cartelli docente di Abilità Informatiche dell’Università di Cassino, il Direttore scientifico del Museo della Città di Arpino Dott. Angelo Nicosia e il Prof. Filippo Carcione docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese all’Università di Cassino.

Il Martirologio dell’Assunta è un libro che testimonia l’importanza della città di Arpino nel basso medioevo e sino all’età moderna. Nel testo liturgico vi sono, infatti, contenute numerose annotazioni di carattere storico che vanno dall’inizio del XIV sec., anno in cui il Codice fu donato alla Chiesa arpinate, alla metà del XVII secolo.
Il Codice ha un grande interesse scientifico per le peculiarità che lo contraddistinguono dai restanti manoscritti, per lo più antifonari e documenti ecclesiastici, del fondo custodito nella Chiesa dell’Assunta.
Il Prof. Marco Palma ha dichiarato: ”Il manoscritto è un’opera dai significati complessi vergato da mani ignote e appuntato a margine con note storiche di notevole interesse per la storia della città di Arpino che vanno dal XIV al XVII secolo. Al piano della storia sacra, quello del messaggio dottrinale, agiografico, della storia scandita dal calendario liturgico, che il testo propone, si sovrappongono quelli paleografico, musicale, codicologico, nonché quello relativo alla storia locale (vi si trovano notizie varie, di terremoti, pestilenze, come la notizia della consacrazione della chiesa sotto il titolo dell’Assunta del 6 novembre del 1306 o quella della visita del re di Napoli Ladislavo di Durazzo alla Madonna dell’Assunta nel luglio del 1409), inoltre, la presenza di frammenti in scrittura beneventana, porzioni conservatasi di un antifonario smembrato e adoperato secondo la logica dell’uso strumentale, per meglio cucire i fascicoli del manoscritto, fanno di questo Codice un prezioso esemplare nel mondo degli studi storico-paleografici”.

 

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