Convegno:“Formazione, lavoro e responsabilità sociale. Il nuovo paradigma europeo”

Al centro: marginalizzazione dei lavoratori e formazione

Il 9 novembre, in un convegno internazionale organizzato da Confservizi Lazio, presso l’Ara Pacis, sono state messe a confronto esperienze e risultati, rispetto alle iniziative adottate dal progetto CEMA-net (Rete dell’Occupabilità e Adattabilità Costruttiva) contro la marginalizzazione dei lavoratori.
All’evento hanno preso parte – accanto al presidente di Confservizi Lazio, Giuseppe Labarile, il sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi, il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi, il parlamentare europeo, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale alla Formazione, Silvia Costa, il Segretario Confederale della UIL, Guglielmo Loy e i rappresentanti europei del progetto CEMA-net, che hanno esposto le esperienze e prospettive dei diversi paesi coinvolti nel programma.

“Senza una significativa strategia di cooperazione comunitaria è impossibile vincere la scommessa contro la marginalizzazione della forza lavoro a rischio”.

A dimostrarlo i risultati ottenuti dal CEMA-NET, una vera e propria rete messa in piedi da otto paesi membri dell’Unione Europea. Francia, Italia, Austria, Germania, Danimarca, Spagna, Polonia, Slovacchia, questi i paesi membri che hanno sottoscritto l’accordo di cooperazione internazionale e hanno lavorato insieme per due anni con un unico obiettivo: individuare gli strumenti più idonei ad arginare il pericolo, purtroppo sempre più incombente per alcune tipologie di lavoratori a rischio (over 45, lavoratori a bassa scolarità, donne e disabili), di una futura marginalizzazione.

Tre i temi principali presi in considerazione dai gruppi di lavoro: adattabilità costruttiva, responsabilità sociale d’impresa, life-long learning. Unica per tutti, invece, la finalità: dare soluzione al fenomeno della discriminazione delle risorse occupate e occupabili puntando sulla formazione continua dei lavoratori e sull’individuazione di modelli di responsabilità sociale fondati sul riconoscimento e il rispetto della dignità umana.

Nel reciproco scambio di competenze ed esperienze ciò che è emerso indispensabile, è puntare sulla formazione. Indagini in merito parlano chiaro: nel nostro paese sono decisamente svantaggiati nell’accesso alla formazione gli over 45, le donne, i lavoratori a bassa scolarità e i disabili. In media, partecipa a un corso di formazione soltanto il 34,8% dei dipendenti con un titolo di studio alto e solo il 18% di chi possiede un titolo di istruzione inferiore. Se nelle aziende di dimensioni grandi il 43,6% dei lavoratori segue un corso di formazione, in quelle di dimensioni più ridotte il tasso scende al 15,5%. La partecipazione più alta si registra nel pubblico impiego, con una percentuale del 32,7% rispetto al totale degli occupati, mentre è più contenuta tra i dipendenti di imprese private (26,7%) e tra gli autonomi (27,6%). In genere, inoltre, col crescere dell’età cala anche la propensione a partecipare a corsi di formazione.

“È necessario – ha detto Giuseppe Labarile, presidente di Confservizi Lazio – vedere la formazione come leitmotiv di un modello di welfare attivo, ponendola come elemento chiave di politica economica e come strumento di garanzia del diritto individuale mediante il quale si acquisiscono lungo l’intero corso della vita lavorativa competenze che permettono l’occupabilità e l’adattabilità necessarie ad un mercato del lavoro flessibile”.

“La rete CEMANET ha dimostrato – ha concluso Labarile – che è possibile ottenere risultati evidenti, quali quelli illustrati oggi, affrontando anche sul piano internazionale, oltre che su quello nazionale, le questioni legate alle politiche del lavoro e della formazione. Ritengo che cooperazione politica rafforzata e impegno continuo di tutti gli attori coinvolti siano ingredienti indispensabili per continuare a compiere progressi concreti in materia”.

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