

Fratelli d'Italia lancia un siluro contro la gestione dell'accoglienza capitolina. Il deputato Marco Perissa deposita la testimonianza shock di un'ospite: "Accoltellamenti, spaccio e zero vigilanza"
L’accoglienza dei disperati a Roma si trasforma nell’ennesimo incubo burocratico e di degrado urbano, dove la promessa di un riparo dignitoso per i senza fissa dimora sfocia, nei fatti, in una terra di nessuno priva di legge e di controlli.
A far esplodere la polveriera politica sulle Politiche Sociali della giunta guidata da Roberto Gualtieri è la denuncia frontale firmata da Marco Perissa, parlamentare e guida romana di Fratelli d’Italia.
Al centro del ciclone c’è il diario degli orrori vissuto all’interno di una delle quattro tensostrutture comunali destinate all’assistenza dei fragili, raccontato in prima persona da una donna che in quell’inferno ci ha dormito per mesi.
Il resoconto consegnato agli atti disegna un quadro di totale anarchia gestionale e pericolo costante per chi tenta di rifugiarsi nei moduli abitativi del Comune:
Piazze di spaccio al coperto: La testimone parla di una presenza capillare di stupefacenti all’interno della struttura, con il consumo sistematico e mai contrastato di crack dentro i servizi igienici.
La violenza senza filtri: A fronte di una vigilanza ritenuta del tutto inesistente, le aggressioni fisiche sarebbero all’ordine del giorno. Tra gli episodi più gravi viene citato un sanguinoso accoltellamento avvenuto nell’agosto scorso.
L’emergenza sanitaria: Bagni ridotti in condizioni igieniche limite, lerciume e una perenne latitanza di presìdi di sicurezza a tutela dell’incolumità degli ospiti più indifesi.
«Un quadro sconcertante — affonda Perissa — che dimostra quanto la realtà sia distante anni luce dai proclami patinati del Campidoglio. L’assistenza alle persone fragili non può diventare lo schermo per coprire illegalità, violenza e assenza assoluta di verifiche».
Ma se le denunce sul degrado umano sollevano sdegno, è l’aspetto economico-amministrativo a far scattare il cortocircuito istituzionale. Il Campidoglio ha infatti in corso l’assegnazione della nuova maxi-gara da 20 milioni di euro per gestire i quattro centri d’accoglienza nei prossimi anni.
I verbali dell’apertura delle buste, risalenti a circa un mese fa, rivelano un dettaglio tutt’altro che trascurabile:
Monopolio di fatto per tre lotti: Per ben tre delle quattro tensostrutture messe a bando dal Comune, l’unica offerta pervenuta è quella degli stessi gestori uscenti.
Gara deserta per la concorrenza: Soltanto sulla quarta struttura si è registrata la presenza di una seconda società concorrente.
Effetto “continuità”: A dispetto dei report su violenze, sporcizia e mancata vigilanza, le attuali gestioni viaggiano su un binario blindato per incassare la riconferma dell’appalto e dei fondi pubblici.
Di fronte a quello che FdI definisce un potenziale spreco di risorse pubbliche a beneficio di chi avrebbe dimostrato evidenti lacune gestionali, la richiesta indirizzata al sindaco Gualtieri prende le forme di un ultimatum politico:
Sospensione immediata: Congelare la procedura d’assegnazione dei 20 milioni di euro in attesa che venga fatta piena luce sulle denunce.
Ispezioni e audit: Disporre verbali di controllo straordinari con l’intervento delle forze dell’ordine e della ASL per accertare lo stato d’igiene e sicurezza di tutti e quattro i complessi.
Verifica delle responsabilità: Accertare eventuali inadempienze contrattuali a carico delle cooperative e delle società attualmente responsabili della gestione.
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