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“Cuore sacro” nei sottosuoli della metropolitana di Roma

Opere artistiche esposte sulla condizione dei "barboni" come forma d’inclusione sociale

L’associazione culturale “Soqquadro”, in collaborazione con Met.Ro. (la Società che gestisce la metropolitana romana) e con la promozione dell’assessorato alla Cultura della Regione Lazio, ha presentato il 29 dicembre 2005 a piazza di Santa Maria del Soccorso una mostra di 18 opere su tela intitolata “Sottosuoli” sulla condizione dei “clochard” romani, che sarà esposta anche dal 6 all’11 febbraio 2006 nella stazione Piramide della linea B della metro.

Il messaggio culturale (e morale) che gli ideatori dell’esposizione artistica intendono diffondere al grande pubblico è sembrato al cronista simile al bel film di Ferzan Ozpetek “Cuore sacro”, in cui il regista ha voluto provocare negli spettatori quelle emozioni e quelle sensazioni di estremo disagio (di “scandalo”, come hanno sostenuto anche gli ideatori dell’esposizione), nel mettere a nudo le contraddizioni rappresentate dal dramma sociale, rimosso alla nostra coscienza, del pauperismo e dell’esclusione di quelle che sono comunemente ritenute non persone, perché non producono e non consumano.

Le performance artistiche dei pittori Pablo Echaurren e di Alexander Jakhnagiev, sono il frutto di un’idea, ma soprattutto di una scelta dei mezzi espressivi, davvero originali.
Gli artisti, infatti, usando i cartelli con cui i mendicanti chiedono l’elemosina o utilizzando l’impronta del loro corpo sdraiato in terra sopra un telo, come a raffigurare l’ombra di chi è invisibile, acquistati da un simbolico compenso in denaro, hanno trasformato queste componenti di strada nel contenuto pittorico trasfigurato dalla loro fantasia artistica.

L’obiettivo è quello di far venire alla luce una presenza che si stanzia normalmente nei sottosuoli, appunto, della metropoli, ma soprattutto negli angoli più nascosti della nostra coscienza.

Alcune opere i visitatori potranno vederle riprodotte in terra, proprio lungo il tragitto che gli utenti della metropolitana percorrono per andare o uscire dai convogli e dalla stazione della metro. E’ chiara la scelta espositiva: spostandoci in metro saremo costretti a calpestarle, proprio come avviene nella realtà quotidiana con la loro condizione (sub)umana “border line” agli angoli delle strade della nostra città.

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