Categorie: Incontri e Convegni
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Curare il disagio mentale, si può iniziare anche da un sorriso

Si è svolto il 6 marzo l'incontro promosso dal gruppo a.m.a. VI municipio e dal Centro di salute mentale. Il prossimo sarà il 20 marzo

“Accoglienza”, “sensibilità”, “prevenzione”, “reciproco ascolto”, “partecipazione”, “diritti”. Sono le parole chiave usate dai molti convenuti al’incontro d’informazione e di formazione, promosso il 6 marzo presso la sala consiliare del VI municipio, dal gruppo d’auto mutuo aiuto (a.m.a.) “Il nido del cuculo”, in collaborazione con la cooperativa sociale Ibis e col Dipartimento e Centro di salute mentale D/6 Asl RM C di via Casilina.

Primo, degli undici incontri programmati, il seminario vuole gettare un ponte di fattiva collaborazione tra operatori sanitari, utenti e familiari. L’obiettivo è quello di migliorare la condizione delle persone con disagio mentale, facendo leva su una cultura di difesa e di recupero dello spirito originario della legge 180 (la cosiddetta Basaglia, dal nome dello psichiatra che 25 anni fa volle chiudere i manicomi), basato sul diritto ad essere considerati "persone e non pattumiera umana".

Alla presenza di Puro e Vannisanti (rispettivamente Presidente e Assessore ai servizi sociali del Municipio), sono intervenuti il dr. Attenasio (direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl RM C) e la relatrice Maria Guglielmi (psicologa, addetta all’accoglimento).

‘Questa sera mi sento meno solo”, ha esordito il direttore del Dipartimento (250 operatori, 5000 utenti). Grazie alla partecipazione dei cittadini, infatti, si può sperare di difendere i diritti delle persone con sofferenze psichiche e rintuzzare il disegno (vedi le proposte ministeriali) di rinchiuderli nei luoghi dei “crimini di pace”, come chiamava i manicomi Franco Basaglia.
Il percorso comune di scambio d’esperienze e di proposte di soluzioni tra operatori sanitari e utenti-familiari, ha ribadito con forza il dirigente sanitario, è la migliore garanzia del successo di questa battaglia di civiltà, anche se ancora duri a morire sono gli stereotipi e i pregiudizi contro il malato di mente.

“Solo migliorando i servizi e l’assistenza nel territorio, insieme con la partecipazione dei cittadini, è possibile difendere meglio la legge 180”, ha dichiarato nel suo intervento Vannisanti.

La psicologa Guglielmi ha introdotto il dibattito affrontando il tema cruciale dell’accoglimento di quanti si rivolgono alla struttura sanitaria di via Casilina, 395 (un’équipe di medici, psicologi, infermieri, a disposizione da lunedì a venerdì, ore 7,30-19,30, sabato 7,30-13,30).
Una fase, questa, che si svolge con un’ottica di “prendere in cura” e di attenzione alla prevenzione dei disagi più gravi. Essa infatti risulta molto delicata (può condizionare il prosieguo del rapporto terapeutico) in quanto si carica di aspettative da parte dell’utente che non sempre possono essere recepite nel giusto verso.
Ad esempio, il bisogno d’aiuto può contraddittoriamente nascondersi dietro un atteggiamento di chiusura mentale o di non collaborazione dell’utente (il quale abbandona talvolta la cura), nei confronti del terapeuta che cerca invece d’entrare nel suo animo. A questo proposito però si è sperimentato che il rapporto aperto con i familiari ha poi facilitato l’ingresso dei pazienti.
“Le richieste d’aiuto al centro d’accoglienza”, ha continuato la psicologa, “oltre ad essere aumentate sono anche cambiate nella tipologia. Includono molti giovani con problemi depressivi, ansie fobico-ossessive o disturbi del comportamento alimentare e attacchi di panico. Da qui l’attenzione dell’équipe a non eludere questi bisogni che, accolti al momento in cui s’evidenziano, potrebbero prevenire future catastrofi”.

Le persone intervenute al dibattito, per lo più familiari d’utenti disagiati hanno messo in evidenza gli aspetti assurdi delle loro esperienze (burocrazia delle strutture pubbliche, insensibilità, indifferenza della società).
I convenuti però hanno rilevato che lo scopo di questi incontri non è quello d’aprire processi, ma al contrario quello di trovare insieme le giuste risposte.
Proprio per questo si può cominciare da “un sorriso”, vale a dire dalla qualità dell’accoglimento.
Un sorriso (fatto in un ambiente dignitoso e pulito), da parte di chi accoglie i pazienti, non costa nulla ed ha un gran valore simbolico e terapeutico. Fa bene alla vita, anche degli operatori sanitari.

Il prossimo appuntamento è lunedì 20 marzo, ore 16, sempre nella Sala consiliare del VI municipio in p.zza della Marranella. Tema dell’incontro: “Diagnosi e presa in carico”.

Per informazioni: Centro Salute Mentale (Distretto 6, via Casilina, 395). Dirigente: dr. Narciso Mostarda Tel: 06 2418765 (fax 062428322)
Gruppo Auto Mutuo Aiuto (a.m.a.) Giovanni 3334792424, Giordano 3334602510

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