

Continuiamo a scoprire i misteri nascosti nelle strade di Roma.
Piazzale di Porta Pia. L’arco di Porta Pia è ornato ai lati e al centro di tre bassorilievi che richiamano il mestiere del barbiere: dai quali si voleva che discendesse la famiglia di Pio IV. La trovata maligna, non gradita dal papa, sarebbe nata nella mente di Michelangelo, che progettò la porta nell’ultimo anno della sua vita.
Via di Propaganda. Nella facciata laterale del palazzo di Propaganda Fide la tradizione crede di riconoscere un altro segno della rivalità tra il Bernini e il Borromini. Il primo aveva costruito la facciata su piazza di Spagna. Poi subentrò il Borromini, che in segno di spregio contro il nemico (abitante proprio li di fronte, tra via di Propaganda e via della Mercede) decorò le finestre laterali all’ultimo piano con delle curiose sagome "ad’orecchia d’asino", evidentemente allusive.
Via dei Redentoristi. Sulla colonna d’angolo del palazzo al n.9 troneggia uno stranissimo personaggio. Lo si direbbe un angelo, ma la sua espressione è truce e sinistra e le sue ali sono simili a quelle di un pipistrello. Non si è ancora stabilito se rappresenti un angelo ribelle, compagno di Lucifero o un vampiro romanesco.
Piazza Elio Callisto. Sulla sinistra della via Nomentana sorge un rudere che fa pensare ad un grande seggio riconosciuto come la "sedia del diavolo". In realtà si tratta di un monumento sepolcrale romano, di fine architettura e decorazione. Ridotto dai secoli a una forma che può, grossolanamente, ricordare un seggio, gli venne attribuito nel Medioevo il nome che gli è rimasto.
Vicolo della Spada D’Orlando. Qui si nota un masso che presenta due fenditure, una delle quali particolarmente profonde. Sarebbero i colpi della Durlindana, la leggendaria spada d’Orlando, che il paladino tentò di spezzare su questo macigno prima di morire, a Roncisvalle, perché non cadesse in mano al nemico. Secondo altre leggende, Orlando sarebbe stato assalito proprio in questo punto dai Mori, e li avrebbe messi in fuga vibrando grandi colpi, uno dei quali incise la roccia.
Via Tuscolana. (Porta Furba) E’ una specie di arco trionfale costruito sotto Sisto V e inserito nell’acquedotto dell’Acqua Felice. Secondo la tradizione popolare deve il nome alle bande di malfattori che ivi si appostavano intorno al seicento per taglieggiare i viaggiatori.
Piazza delle Vaschette. Al posto della piccola fontana della piazza, un tempo c’erano forse due o più vaschette. E’ probabilmente questa l’origine del nome della piazza. Dalla fontanina, si dice, che zampilli acqua angelica a cui si attribuivano virtù curative e depurative per il fegato.
Corso Vittorio Emanuele. Sulla facciata di S.Andrea della Valle, a sinistra si nota un singolarissimo e grande angelo con l’ala alzata ma l’effetto ottico è davvero asimmetrico. Ne manca infatti il corrispettivo sulla parte destra. Secondo la tradizione, la figura funge da sostegno per un muro instabile. Secondo altre voci, servirebbe a nascondere un difetto di simmetria della facciata.
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