Curiosità sulle catacombe dei SS. Pietro e Marcellino

Considerate le terze per estensione dopo quelle di S.Callisto e Santa Domitilla, si trovano accanto al Mausoleo di S. Elena nel Municipio Roma VI
di Massimiliano Liverotti - 11 Maggio 2008

Le catacombe dei SS. Pietro e Marcellino sono dedicate ai due martiri di cui rispettivamente uno presbiterio ed uno esorcista e che morirono intorno al 304 d.C. presumibilmente per decapitazione. Tali catacombe si trovano a Roma presso via Casilina, al terzo miglio della via Labicana e vi si accede dalla parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro ad Duas Lauros.

Sono considerate le terze per estensione dopo quelle di S.Callisto e Santa Domitilla. Comprendono infatti un’area di oltre 18.000 chilometri quadrati e racchiudono un dedalo sotterraneo di cunicoli e gallerie che si articolano su due livelli. Sono quelle che hanno il maggior numero di pitture. Se ne contano addirittura cinquecento. Spesso i soggetti di tali opere riguardano il periodo Pre – Costantiniano e sono riprese dal repertorio figurativo pagano come le immagini della vite, la rappresentazione delle quattro stagioni o alcune famose figure mitologiche, come l’Orfeo.

Alcune decorazioni ci mostrano temi misteriosi e piuttosto difficili da interpretare. Una di esse, per esempio, ritrae un giovane, in piedi, che regge con la sinistra una lampada e con la destra un’azza, ossia una sorta di accetta appuntita. Ai piedi del curioso personaggio, si notano delle asce e un grande compasso; sullo sfondo si scorge un edificio sconosciuto. Sull’abito del giovane spiccano tre vistose svastiche, una sulla spalla destra e due all’altezza delle ginocchia.

Nelle stesse catacombe è interessante notare i segni di “Tau”, l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico. Simbolo che viene adoperato come simbolo sin dall’Antico Testamento, per indicare la salvezza e l’amore di Dio per gli uomini.

Le catacombe si trovano accanto al Mausoleo di S. Elena, e, ufficialmente sono aperte una sola volta l’anno ossia la prima settimana di giugno.


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