Da Pietralata a Tiburtino III ai parchi condominiali di Colli Aniene

Passeggiata (con soste) del 14 maggio 2020
Vincenzo Luciani - 15 Maggio 2020

Da Pietralata a Tiburtino III ai parchi condominiali di Colli Aniene all’incontro con un grande amico per parlare di crisi e di progetti… Questo in sintesi il riassunto della mia passeggiata (con soste, di circa 3 ore) del 14 maggio 2020.

Per arrivare sulla Tiburtina scelgo un itinerario che so meno frequentato da esseri umani (non per asocialità di certo ma per la necessaria precauzione di un anziano fragile come sono definiti quelli della mia età) e perciò attraverso via Pescosolido ed inciampo nell’abbandono a terra davanti ai cassonetti di quello che è ritratto in foto.

Una battaglia persa quella contro gli zozzoni? Per ora si direbbe di sì, perché il fenomeno non viene contrastato con la necessaria decisione e repressione e le prospettive non mi sembrano affatto buone se anche l’Ama si diverte con una discutibile campagna stampa, che contrariamente all’effetto che si propone, sembra invitare ad osare di più (lasciando salotti davanti al Colosseo e frigo davanti alla fontana di Trevi) https://abitarearoma.it/centri-ama-al-via-campagna-contro-ingombranti-su-strada/

In via del Badile, a Tiburtino III sosto davanti alla lapide di Caterina Martinelli, “morta in questo luogo il 2 maggio 1944, durante un assalto al forno per cercare il pane per i suoi figli, uccisa dalla violenza fascista. Lei “non voleva che un po’ di pane per sfamare i suoi figli perché non voleva sentirli piangere tutti insieme”.

Io che conservo la memoria di quando mia madre e mio padre si toglievano il pane di bocca per darlo a noi figli nati subito dopo la guerra, non posso sopportare i tanti che dicono oggi, senza cognizione, “siamo in guerra!”. La guerra è, è stata una cosa molto terribile, come sanno quelli che ci sono passati e sono sopravvissuti.

Poco più avanti in largo Boiano mi accoglie un’edicola dedicata alla Madonna, piena di fiori (siamo nel mese mariano, ma qui fiori non mancano tutto l’anno) e una lapide che sembra avercela con me e dice: “Fermati o passante che vai per la via stano ed ansimante a salutar Maria…” A contrasto qualche metro più in là si attribuisce al presidente della Roma Pallotta un’offesa in rima alla madre. In omaggio all’AD dell’Ama Zaghis a terra giacciono un divano e una poltrona abbandonati.

Sull’altra parete sotto la scritta toponomastica, c’è la firma di Noemi e Mirko, me tre uno spasimante di Annarita inaugura via Trivento.

Poco più avanti un nespolo e una siepe adornano la via e il parco giochi invece richiama alla cruda realtà del momento. Riprenderà quella benemerita attività? e in che modo? Problemi angoscianti.

Sono in via Grotta di Gregna e mette tristezza la grande struttura sportiva della Vigor Perconti (stessi interrogativi di poc’anzi e tanta tristezza nel vedere i cancelli chiusi e lo striscione dei Centri estivi. Ci saranno quest’anno?

 

 

I PARCHI CONDOMINIALI DI COLLI ANIENE

Sono ormai all’altezza dell’autostrada Roma-L’Aquila dove il sentierino che porta al Parco Baden Powell è dominato, oltre che dal rumore del traffico, dai pannelli fonoassorbenti che mi ricordano una campagna di stampa del mio giornale Abitare A contro l’inquinamento atmosferico dell’autostrada e che costrinse la Società Autostrada ad installarli.

Incontro in prossimità del parco una proterva cornacchia con la quale certo di intavolare una conversazione, ma lei sdegnosa non mi degna e si allontana.

Eccomi nel parco ai margini del quale incontro questo albero fossilizzato e con un tronco che pare una scultura berniniana.

Più avanti un tronco di pini mi chiede di indovinare di quanti anni è vecchio. Hai voglia a contare i cerchi…

La bacheca degli Amici del Parco è piena di comunicati, soprattutto di podisti che qui si allenano e che hanno perfino un bugigattolo che un volontario sta ripulendo accuratamente.

La sensazione che si prova in questi luoghi è di una estrema cura e pulizia, persino sotto le arcate della sovrastante autostrada e relativi raccordi,

Risalgo all’altezza di viale Togliatti che interrompe il sentiero che riprenderò dopo averlo attraversato e dal pannello noto che si stanno riformando (segno buono?) le classiche code a Portonaccio.

 

AL DI LA’ DI VIALE TOGLIATTI

Attraversato il viale che presenta un discreto traffico, ma finora niente di paragonabile con quello ante-Coronavirus, riprendo il sentiero dei giardini condominiali.

Questi costeggiano e abbelliscono le palazzine, prevalentemente di cooperative e che costituiscono un continuum di verde molto curato al quale contribuiscono il Servizio giardini, la associazioni ambientaliste del quartiere, i condomini ed i volontari. Un esempio, e non da oggi, per tutta la città di Roma

Tutto è pulito e curato e perciò fa una maggiore impressione una mascherina abbandonata dal solito zozzone la cui razza è tutt’altro che in estinzione.

Mi colpisce una palazzina particolarmente patriottica con i tricolori esposti in bella vista e poi un’altra contornata da melograni in fiore.

Mi beo dell’odore dei fiori in particolare di quelli inebrianti delle acacie e il mio occhio si riposa in tutto questa esplosione di verde e neppure la vista di una bicicletta abbandonata mi turba.

Incontro persone a spasso con i cani ed altri in bici e di corsa. Ed i giardini sono usufruibili da tutti eccetto che un tratto circondato da reticolato e dove la strada si restringe e rende ancora più maestoso una robinia posta proprio al suo centro.

L’occhio è attratto da quei fiori gialli di palude di cui ho molto parlato nell’escursione alla Cervelletta,la cui sagoma si staglia in lontananza nell’intrico della folta vegetazione.

Proprio all’ingresso del sentiero che conduce alla Cervelletta mi godo l’incanto e l’odore di cespugli di rose, curatissime e di colori diversi.

L’occhio non vuole proprio staccarsi da queste splendide rose, ma bisogna andare avanti.

C’è ancora molta strada da fare

 

PIAZZA LORIEDO E CERVELLETTA DUE FERITE DEL QUARTIERE

Sono in via Spataro che conduce a viale Bardanzellu e scelgo questa via anziché proseguire lungo i giardini condominiali che vanno fino a via Compagna e che ho già descritto più volte.

Scelgo di percorrere le strade del quartiere perché sono curioso di vedere l’aspetto che hanno in questi tristi giorni di pandemia.

All’angolo con piazza Loriedo mi coglie un sentimento di tristezza nel vedere in che stato sono riusciti a ridurre questo spazio meraviglioso i nuovi amministratori.

Ieri in Consiglio del V municipio essi hanno decretato la fine della consigliatura sfiduciando all’unanimità la presidente “decisionista” Roberta Della Casa che è riuscita a coalizzare nella sfiducia la sua maggioranza di 15 consiglieri del M5S più gli altri di tutte le opposizioni. Insomma un fallimento, ben simboleggiato in questo quartiere dalla situazione della Cervelletta e dall’attuale degrado del parchetto di piazza Loriedo.

Ma a pagarne le spese sono i cittadini.

Passo davanti al nido “La favola mia” (troncata dalla chiusura attuale. Speriamo riprenda), mentre trovo sempre più assurda (dopo gli oltre 31mila morti in Italia, più la grave situazione occupazionale e le relative conseguenze) questa scritta “Andrà tutto bene”.

Ma, di grazia, cosa andrà tutto bene?

Quello che vedo mi offre l’immagine di un quartiere ben ordinato, pulito e curato, dove si vede soprattutto la mano di cittadini abituati a cooperare.

Superata la Togliatti mi immetto in viale Fernando Santi e incrocio l’Istituto comprensivo Tullio De Mauro.

Su muro che precede la scuola c’è questa bella scritta che dice: “Un bambino, un insegnante, un libro ed una penna possono cambiare il mondo”.

Sono d’accordo.

 

IL GIARDINO ALDO TOZZETTI

Più avanti sulla sinistra ecco il Giardino “Aldo Tozzetti”, grande protagonista delle lotte per la casa a Roma (lo chiamavano l’Angelo dei baraccati”) https://abitarearoma.it/roma-ricorda-aldo-tozzetti-nel-decennale-della-morte/

https://abitarearoma.it/un-film-sulla-vita-e-le-lotte-per-la-casa-di-aldo-tozzetti-prodotto-dal-municipio-roma-6/

e la mia mente non può non andare al ricordo vivo di un personaggio che ho conosciuto molto bene e con il quale ho condiviso grandi battaglie per il diritto alla casa a Roma e in Italia. Un uomo temerario, dalla grande trascinante personalità, che ha fondato il Sunia ed è stato parlamentare del PCI. Sua moglie Marisa, una donna gentile e risoluta, vive ancora oggi in questo quartiere e idealmente la saluto.

Poco più tardi è mi ha colpito la coincidenza, mi ha telefonato un lettore del nostro giornale e mi ha chiesto se ci interessava un articolo e delle foto sul lavoro che alcuni volontari stanno operando per rendere più accogliente il Giardino Tozzetti.

Io gli ho risposto nella maniera con la quale rispondo a simili sollecitazioni: Tutto quello che interessa al quartiere automaticamente ci interessa.

Procedendo in via Santi ammiro la pulizia di un’area cani davvero molto bella.

Dietro l’area si intravede la Biblioteca Vaccheria Nardi, onore e vanto dei quartieri Colli Aniene e Tiburtino III (prima che la Vaccheria Nardi diventasse dopo 10 anni di lotte dei cittadini e alle quali il mio giornale ha pure contribuito) la biblioteca era in via Mozart (e si chiamava Biblioteca Mozart).

 

DI NUOVO A TIBURTINO III

E proprio in via Mozart sono diretto ora presso la Sogester del mio fraterno amico Luigi Polito, con il quale ho condiviso momenti importanti tra cui quello di quando ci siamo conosciuti ed eravamo due quarantenni, disoccupati.

Sì disoccupati come in tanti sono già ed altri  si troveranno ad essere nei prossimi mesi ed anni (altro che “Andrà tutto bene”).

Ricordo ancora con quanta fatica e tenacia ci siamo trovati entrambi ad inventare il nostro lavoro: io un’editrice e lui una società di servizi molto importante per il quartiere e la città.

Prima di suonare al suo citofono ho bevuto alcune sorsate invia Sibelius, più che una via un parcheggio e mi sono chiesto: chi era Sibelius? Poi mi sono documentato è ho scoperto che “Johan Julius Christian Sibelius, conosciuto come Jean Sibelius (Hämeenlinna, 8 dicembre 1865 – Järvenpää, 20 settembre 1957), è stato un compositore e violinista finlandese. In Finlandia è conosciuto anche con il nome di Janne Sibelius. Insieme a Elias Lönnrot e Johan Ludvig Runeberg, la sua figura è il simbolo musicale dell’identità nazionale finlandese”.

E a questo punto ci sta bene ascoltare insieme quello che è considerato il suo capolavoro.

 

Io e Luigi abbiamo fatto finalmente una lunga conversazione – a due metri di distanza fisicamente ma molto vicini sentimentalmente – ripercorrendo fatti e ricordi di oltre 34 anni di frequentazione, Oggi ci siamo trovati in una situazione che somiglia molto a quella di quando eravamo quarantenni ed al tempo stesso è molto diversa.

Quello che le accomuna – e noi ci siamo trovati d’accordo in questo – è che occorre cogliere come e più di allora  l’occasione della crisi per rinnovarci ancora una volta, tenere duro, e far lavorare il cervello.

Ci siamo lasciati con la forte determinazione di vendere cara la nostra pelle e di cooperare.

Sì cooperare, perché per Luigi e me cooperazione è una cosa valida oggi più che mai, come anche la solidarietà e la passione di costruire una comunità nel quartiere. Perché i problemi si superano insieme.

Rimettendomi in moto da via Mozart (un musicista che amo, molto) purtroppo mi sono vergognato di come vengono lasciate nel degrado le nostre vie periferiche  (vedi foto) che Di Maio, la sua sindaca e non solo loro non vedono e quindi poi non possono provvedere…

L’intero servizio fotografico è sul mio profilo facebook

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=895388630882463&set=pcb.895391120882214&type=3&theater

 


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