Dal 2009 l’obbligo del Bilancio Sociale per tutte le imprese sociali

Per le Organizzazioni di Volontariato una proposta di “Linee guida” presentate a Roma

La proposta illustrata il 1 febbraio a Roma da CSV.net, IREF e Feo-Fivol sulle linee guida per il bilancio sociale e di missione per le Organizzazioni di Volontariato giunge poco dopo l’approvazione del decreto sulle linee guida del Bilancio Sociale obbligatorio per tutte le imprese sociali, ora alla Corte dei Conti per gli ultimi esami prima della pubblicazione ufficiale.

“Per la prima volta – sottolinea Marco Granelli, Presidente di CSV.net – viene indicato lo strumento del bilancio sociale per ottemperare all’obbligo per le imprese sociali di rendicontare la loro attività, il loro impatto e la coerenza con la propria missione, ma anche i rapporti con gli interlocutori e gli stakeholder”. Il decreto indica le linee guida per tutte le organizzazioni di impresa sociale, e quella di oggi – prosegue Granelli“è una significativa occasione per costruire linee guida di rendicontazione sociale che riconoscono e vanno incontro alla specificità che è propria del mondo del volontariato”.

L’invito di Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia per le Onlus, è infatti quello a spingersi al di là di un semplice strumento di rendicontazione per “definire degli indicatori di efficacia che mettano in evidenza le caratteristiche fondamentali di una OMI, un’organizzazione a movente ideale, come le organizzazioni di volontariato, ovvero la cultura del dono e la capacità di creare relazioni tra diverse sfere della società”.

È d’accordo Andrea Olivero, Presidente Nazionale ACLI, che dichiara: “Le linee guida presentate oggi sono uno strumento utile e interessante che può contribuire in maniera significativa a mettere in relazione le diverse parti sociali, e a far sì che esse stesse si leggano nella loro capacità di essere utili alla società. Questo è fondamentale affinché ci sia una politicità del civile, ovvero la capacità della società civile organizzata di andare insieme verso il bene comune, ma anche una modalità di rendicontazione più facile che lo renda visibile a tutti i cittadini”.

Recuperare la capacità di relazione è urgente secondo Maria Guidotti, Portavoce del Forum Terzo Settore, che sottolinea come lo strumento del bilancio sociale sia “un’occasione importante per superare l’autroreferenzialità e per dare una nuova forza a quella che dovrebbe essere la vera mission delle Organizzazioni di Volontariato, cioè quella di creare rapporti sociali che coinvolgano i soggetti in modo attivo”

“Vogliamo fare in modo – conclude Granelliche le organizzazioni non siano sole in questo compito, che non lo vivano come un obbligo burocratico ma come un’opportunità di migliorarsi. Per questo 21 Centri di Servizio stanno già sperimentando le linee guida, offrendo così un servizio di sostegno a più di 100 Organizzazioni di Volontariato”.

I Centri di Servizio per il Volontariato, fin dal 2002, puntano ad incrementare l’utilizzo del bilancio sociale da parte delle Organizzazioni di Volontariato (OdV). Attualmente però solo il 17,8% delle OdV usa questo strumento, mentre il 52,3% è interessata ad utilizzarlo e il 67% ne vuole sapere di più.

Dalla ricerca-intervento condotta nel 2007 risulta che il 33,6% delle Organizzazioni di Volontariato (OdV) vorrebbe ricevere aiuto per realizzare il proprio bilancio sociale. Per questo i 21 Centri di Servizio per il Volontariato coinvolti hanno formato il proprio personale interno e si preparano a dare assistenza per realizzare nel 2008 più di 100 bilanci sociali di OdV.

Le Organizzazioni di Volontariato (OdV) che hanno partecipato alla ricerca (360 su tutto il territorio nazionale, con una media di 24 membri ciascuna) dichiarano che il principale vantaggio derivante da questo strumento è il miglioramento della gestione interna dell’organizzazione, anche in termini di strategie e di coinvolgimento del personale (43,4%). Inoltre, è più efficace la comunicazione verso l’esterno e verso i “portatori di interesse” (37%). Infine è più facile l’acceso ai finanziamenti pubblici e privati (che per il 22% delle OdV risulta in diminuzione) grazie all’aumentata credibilità nei confronti della pubblica amministrazione (19,5%).

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