Dal camion-bunker al “coke delivery”: la rete dello spaccio colpita dalla Squadra Mobile

Scoperto un camion abbandonato adibito a magazzino della cocaina con sentinelle a presidio e un pusher 21enne con consegne a domicilio direttamente dall'auto

Dalla tradizionale piazza di spaccio presidiata da vedette al camion trasformato in deposito clandestino, fino alla nuova frontiera delle consegne a domicilio su ordinazione telefonica.

I Falchi della Squadra Mobile della Questura di Roma hanno assestato una serie di colpi mirati alle reti del narcotraffico nella periferia est della Capitale, stringendo le maglie su un sistema criminale sempre più dinamico e flessibile. L’operazione si è conclusa con un bilancio di sei arresti, tutti convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Tor Bella Monaca: lo spaccio a tenaglia e la guardia sui pianerottoli

I primi blitz degli investigatori si sono concentrati nella roccaforte di Tor Bella Monaca, dove le cessioni avvengono sotto la protezione di una fitta rete di sentinelle:

Il “filtro” all’ingresso della palazzina: Durante un servizio d’appostamento, gli agenti hanno messo a fuoco un meccanismo perfettamente oliato: un primo soggetto intercettava i clienti sulla strada e, verificata l’assenza di pattuglie, li indirizzava verso il pianerottolo dello stabile dove il complice completava lo scambio. Chiusa la trappola, i Falchi hanno bloccato il pusher del pianerottolo, sequestrando 53 dosi di cocaina custodite nel suo marsupio.

Tenta la fuga ma ha il divieto di dimora: A breve distanza, un secondo tandem di spacciatori è stato bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce: trovati con 64 grammi di cocaina e 120 euro in contanti. Dai controlli in banca dati è emerso che uno dei fermati violava già la misura cautelare del divieto di dimora a Roma.

In attesa a Largo Mengaroni: Un terzo giovane è stato sorpreso e bloccato in flagranza a largo Ferruccio Mengaroni mentre stazionava sulla piazza in attesa degli acquirenti, con dosi pronte per la vendita al dettaglio.

Ponte di Nona: il camion-bunker e lo stupefacente in bocca

Spostandosi nel quartiere di Ponte di Nona, gli investigatori hanno scoperto una modalità logistica del tutto inedita. Lo stoccaggio e la vendita della sostanza stupefacente avvenivano all’interno di un autocarro dismesso e parcheggiato in strada, trasformato in un vero e proprio deposito.

Attorno al mezzo gravitava un cordone di vedette per segnalare l’eventuale arrivo della Polizia. Gli agenti hanno atteso il momento esatto dello scambio per fare irruzione, bloccando un 27enne egiziano (già con precedenti specifici a Viterbo).

Il giovane ha tentato invano di ingoiare le dosi nascondendole in bocca, ma è stato bloccato prima che potesse farlo: la successiva perquisizione del camion ha portato al sequestro di 40 confezioni di cocaina.

Casal Bruciato e Pietralata: la rete del “coke delivery”

L’ultimo filone d’inchiesta ha messo in luce la modalità itinerante, attiva lungo l’asse Casal Bruciato-Pietralata. A finire in manette è stato un romano di 21 anni che gestiva uno spaccio in modalità delivery:

Ordini via smartphone: I clienti contattavano il giovane telefonicamente per ordinare la dose.

Consegna al volante: Il 21enne raggiungeva i punti stabiliti a bordo della propria vettura, perfezionando la cessione direttamente dal finestrino o dall’abitacolo per evitare di stazionare in strada.

La perquisizione approfondita dell’autovettura ha consentito ai Falchi di scovare 28 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 33 grammi.

Per il giovane, come per gli altri cinque indagati, la magistratura ha disposto la convalida dell’arresto.

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