

Un confronto sul traffico ed il trasporto pubblico il 3 luglio alla festa de l'Unità di San Giovanni
Il 3 luglio, all’interno della Festa de l’Unità di San Giovanni, presso il Circolo degli Artisti, si è svolto un interessante dibattito sulla mobilità ed il trasporto pubblico a Roma, durante il quale è intervenuto l’assessore comunale alla Mobilità, Mauro Calamante, per illustrare i progetti dell’amministrazione capitolina in materia per il prossimo quinquennio. Calamante, già dirigente dell’Atac, ha esposto in maniera piuttosto dettagliata e puntuale tutti gli obiettivi realizzati concretamente in tema di mobilità e trasporto pubblico dalla giunta Veltroni durante il suo primo mandato e quali sono i progetti futuri.
L’assessore ha voluto sottolineare ripetutamente come ragionare sulla mobilità a Roma significhi doversi rapportare con delle somme di denaro notevoli, e che il Campidoglio dispone ancora di risorse insufficienti per affrontare al meglio tutte le esigenze poste dall’amministrazione di una città come Roma. Uno degli obiettivi principali per la gestione del traffico cittadino è stato individuato nella regolamentazione della sosta attraverso i parcheggi a pagamento, più ci si avvicina al centro più si dovrebbe essere dissuasi dall’usare la macchina. L’assessore conta di poter ampliare in maniera consistente nei prossimi anni gli attuali 80.000 posti a pagamento. Un’altra politica già adottata è quella dell’adozione di zone a traffico limitato, che garantiscono una maggiore pedonalizzazione delle aree urbane se coordinate con un offerta più efficiente di trasporto pubblico.
Calamante ha parlato poi di come ritenga che il fiore all’occhiello della giunta Veltroni in materia di infrastrutture per la mobilità siano i numerosi cantieri già aperti per la realizzazione della linea B1 e la linea C della metropolitana. La cura del ferro porterà nel 2014 ad avere un’offerta di linee metropolitane estremamente competitiva e capace di raggiungere buona parte delle zone della città attualmente prive di un collegamento via rotaia. La progettazione e la realizzazione delle metropolitane prevede costi elevatissimi, ma il comune punta di alleggerire il traffico anche attraverso opere dal valore più basso come i corridoi della mobilità. Ovvero le lunghe corsie preferenziali per i mezzi pubblici che si stanno realizzando, non senza alcune difficoltà, sulla Tiburtina, sulla Palmiro Togliatti e nella tratta Eur-Spinaceto.
Sempre a proposito di opere dal costo minore l’assessore alla mobilità ha illustrato anche i piani particolareggiati di traffico, delle soluzioni per il fluidificamento locale che con uno stanziamento di 13 milioni di euro hanno consentito l’apertura di oltre 40 cantieri. Anche se ha ammesso che in questo campo sia necessario maturare una capacità di progettazione migliore, poiché si tratta di un tipo di soluzioni sinora poco sperimentate dall’amministrazione capitolina.
Infine Calamente ha affrontato il tema del trasporto pubblico sottolineando come negli ultimi 5 anni sia aumentato notevolmente il numero di km percorsi dall’offerta di trasporto pubblico, anche se ha lamentato una carenza di 120/130 milioni di euro annui nelle risorse per questo settore, a fronte di un servizio pubblico che ogni anno costa complessivamente 800 milioni di euro. Il vero obiettivo per il trasporto pubblico è quello di migliorare la regolarità del servizio ora che si dispone dei mezzi elettronici per effettuare una pianificazione migliore dello stesso.
Il dibattito ha confermato l’impressione di una grande vocazione alla progettualità, votata a costruire infrastrutture che miglioreranno la qualità del trasporto pubblico cittadino negli anni a venire, e la consapevolezza di aver attivato un circolo virtuoso di realizzazioni. Permangono solamente alcuni dubbi, che abbiamo espresso costruttivamente attraverso i nostri interventi, sulla necessità di un quantitativo maggiore di soluzioni da realizzare nell’immediato per aiutare una città che continua ad essere paralizzata dal traffico in numerose situazioni. Forse non è sufficiente rispondere a questa domanda con l’osservazione, comunque legittima, che c’è un certo ritardo culturale nell’utilizzo dei mezzi pubblici.
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