Dietro i disturbi alimentari: la “fame d’amore”

Con la pandemia, i problemi legati al cibo sono aumentati

Il legame tra pandemia e cibo, seppur in modo sottile, c’è e sta facendo molte vittime: è un’epidemia nella pandemia.
Un incremento del 30% dei casi di disturbi alimentari in riferimento allo scorso anno con un abbassamento della fascia d’età dai 13 ai 16 anni, ma con un surplus di casi anche tra gli 11 e 12 anni rispetto alla precedenza.

C’è stato un aumento delle diagnosi, in particolare di anoressia nervosa.
Una vita stravolta a causa della pandemia: spazio, tempo, rapporto con il cibo, con lo specchio, con il corpo hanno assunto forme diverse e sono stati ridefiniti portando all’insorgere dei disturbi come anoressia, bulimia e/o binge-eating (abbuffate) o all’aggravarsi di situazioni già esistenti.

Le persone affette da disturbi del comportamento alimentare sono quasi 3 milioni, nella maggior parte adolescenti. Non solo ragazze come siamo portati ad immaginare, i disturbi alimentari non hanno genere.
I lunghi mesi di distanziamento sociale hanno aperto la porta ai DCA (disturbi del comportamento alimentare) e per uscirne è importante chiedere aiuto, la psicologia aiuta ad inquadrare il fenomeno fornendo gli strumenti per smorzare la “voce” della malattia.

Nell’ultimo anno, la casa da rifugio è diventata gabbia: trascorrere tanto tempo da soli con se stessi, ha innescato ansie, paure, fobie con la conseguente “perdita del controllo” che nelle persone affette da DCA si trasforma in restrizioni alimentari davvero rigide (si parla di anoressia) o in ripetute abbuffate seguite da vomito (bulimia).

È bene ricordare che la seconda causa di morte della popolazione femminile italiana in adolescenza è il disturbo dell’alimentazione, preceduta solo dagli incidenti stradali.
A tutto ciò si aggiunge lo stigma sociale: se sei troppo grassa non vai bene, se sei troppo magra non vai bene lo stesso.

Spesso a tavola si consuma la tragedia peggiore, anche frasi fuori luogo da parte dei nostri familiari o amici possono innescare meccanismi particolari che soprattutto in giovane età possono essere fatali.
Non c’è bisogno di ricordare ad una ragazza che è in sovrappeso, non è necessario far notare una perdita di peso, o sottolineare come stia mangiando poco o troppo.

Un consiglio per tutti è “farsi i piatti propri”, la tavola è un momento conviviale ma non per tutti è un momento di gioia e serenità, soprattutto oggi che, dopo un anno di pandemia, il rapporto con lo specchio è cambiato. Sempre di più, infatti, siamo abituati a vederci attraverso le telecamere di pc e telefoni cellulari, durante le chiamate online abbiamo sempre la nostra figura sott’occhio e questo ci porta a notare sempre più i nostri “difetti”.

Anche i social giocano e stanno giocando un ruolo importante, dove influencer e blogger hanno preso il posto delle modelle anni ’90 e spesso propongono un prototipo di bellezza fuori dal normale e dal possibile, e sempre più frequentemente le giovani (ma non solo) cadono nella trappola dei DCA per aderire ad uno standard inarrivabile perché non salutare.

Ma non solo questo, dietro il calcolo delle calorie e le abbuffate di cibo c’è molto di più. C’è un bisogno di aiuto a cui non si riesce a dar voce, c’è bisogno di attenzione ma non nel senso cui siamo abituati quando si parla di questo tema: dietro ogni boccone, dietro ogni pacco di biscotti ingerito, dietro ogni chicco di riso lasciato c’è una storia a cui mancano pezzetti.

Tutte le persone che si trovano ad affrontare un disturbo alimentare hanno una grande fame: fame d’amore.

Uscire dai DCA è possibile, chiedere aiuto al proprio medico è il primo passo.
Ci sono centri specializzati che associano psicologia e alimentazione per una nuova accettazione di sé. Si può fare, se ne può uscire.

Qui alcuni centri a cui rivolgersi:

Ambulatorio Disturbi Comportamento Alimentare (aslroma1.it)

UOSD Disturbi del Comportamento Alimentare (aslroma2.it)

Disturbi Comportamento Alimentare (aslroma5.info)

Disturbi Nutrizione e Alimentazione | Policlinico Gemelli

Anoressia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (ospedalebambinogesu.it)

Qui un suggerimento televisivo per approfondire il tema:

Fame d’amore – RaiPlay

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