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Diritto di voto, cittadinanza e partecipazione

In un convegno nell'XI municipio

Il 10 novembre si è tenuto nella sala del Consiglio dell’XI Municipio il convegno organizzato dal Comune di Roma in collaborazione con l’università Roma Tre e l’Osservatorio sul Razzismo e le Diversità "G. M. Favara" sulla necessità di garantire il diritto di voto alla popolazione immigrata.

La proposta che prevede l’estensione dell’elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative comunali e municipali agli stranieri “non comunitari” e apolidi apre un dibattito serio che tocca ambiti di natura giuridico-costituzionale (in riferimento, tra gli altri, all’art. 48 della Costituzione, all’art. 9 del Testo Unico sull’immigrazione 286/98, alla Convenzione di Strasburgo del 1992), e che interroga sui fondamenti della cittadinanza, sulla definizione delle politiche migratorie e i percorsi di inserimento della popolazione migrante, nonché sulla qualità della democrazia nel nostro Paese e sul rapporto tra identità neomunicipaliste e dimensione statuale.

Diverse amministrazioni comunali a livello nazionale, insieme a molti Municipi romani, hanno forzato la mano alla legislazione corrente, votando modifiche dello Statuto o proposte di modifiche relative al diritto di voto ai migranti scontrandosi con il parere del Consiglio di Stato e con l’annullamento della validità normativa delle deliberazioni in questione da parte del Consiglio dei Ministri. A Torino, a Genova, a Forlì, così come Roma, è cresciuta la consapevolezza dell’urgenza e della necessità di garantire il diritto di voto alla popolazione immigrata, quale esercizio di democrazia, partecipazione e cittadinanza attiva.

Al convegno è intervenuto il sindaco della capitale, Walter Veltroni che ha introdotto relatori scelti tra politici, responsabili delle amministrazioni regionali, esperti di immigrazione e membri di associazioni di volontariato.

Il convegno si è articolato in due sessioni. Nella prima sono stati evidenziati gli aspetti politico-istituzionali dell’estensione del diritto di voto agli immigrati inserito di recente in alcuni statuti regionali e oggetto di una riforma ancora allo studio della Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Ha introdotto i lavori della prima sessione "Dal diritto alla politica" intervento di Giovanni Russo Spena, deputato di Rifondazione Comunista che ha coordinato anche gli altri interventi della mattina. Le varie esperienze municipali sono state raccontate da consiglieri comunali, avvocati ed esperti dell’immigrazione come Franco Pittau, coordinatore del Dossier Caritas/Migantes. Nella seconda sessione "Neomunicipalismo e diritti di cittadinanza", è intervenuto Massimiliano Smeriglio, Presidente dell’XI municipio di Roma.

Nel pomeriggio, invece, Valentina Olivieri ha gestito i lavori sui territori dell’inclusione; in particolare, Mezzadra, docente all’Università di Bologna, sul passaggio "Dallo ius sanguinis alla cittadinanza di residenza". La riforma della seconda parte della Costituzione è stata illustrata dal costituzionalista Giovanni Palombarini. Sull’argomento "Dall’assistenzialismo alla promozione dei diritti" sono poi intervenuti il responsabile dell’immigrazione dei Ds, A.B.Faye, Grazia Naletto, membro del Comitato promotore del diritto di voto amministrativo ai migranti, e Sergio Giovagnoli, membro della presidenza Arci. Infine Guido Lutrario, di Action Roma, e A.Barreto, del Centro socio-abitativo "Vittorio occupato" di Ostia, interverranno su "Dal diritto alla casa al diritto all’abitare: accoglienza e cittadinanza".

Un appuntamento dal quale sono scaturiti diversi interrogativi sui fondamenti della cittadinanza, sulla definizione delle politiche migratorie e i percorsi di inserimento della popolazione migrante, ma anche sulla qualità della democrazia nel nostro Paese e sul rapporto tra identità neomunicipaliste e dimensione statuale.

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