Distrutta balaustra del Bernini

Come tutelare il patrimonio storico artistico di Roma? La sovrintendenza annuncia l’arrivo di altre videocamere
di Serenella Napolitano - 28 Novembre 2012

Sabato scorso il 24 novembre 2012 un giovane, figurante ‘centurione’ sui trent’anni, si è introdotto nella chiesa di Santa Francesca Romana al Colosseo e ancora una volta, un patrimonio culturale ha rischiato di essere cancellato definitivamente, perché il centurione ha sollevato la balaustra nella zona presbiteriale e ha praticamente cancellato la storia di quei pezzi di marmo. L’uomo preso dalla furia, dopo aver inveito contro il parroco che stava officiando, ha scagliato la sua ira contro la balaustra del Bernini, distruggendo alcune colonnine e scheggiandone altre.

Il danno, circa diecimila euro, non è tanto il costo che lo Stato dovrà affrontare per il restauro, ma la sicurezza che ancora continua a mancare. Stiamo parlando di un’opera del padre della scultura e dell’arte, Bernini, figura conosciuta e invidiata in tutto il mondo, mentre a Roma, forse la maggior parte dei visitatori ignorava anche l’importanza di quella balaustra. Questo per sottolineare che la Capitale, cosi come altre città d’arte d’Italia, sono dei musei a cielo aperto, che vanno messi in sicurezza.

Secondo una notizia diffusa dal Messaggero di Roma monumenti, musei e piazze storiche verranno tutelate da una rete di telecamere che entrerà in funzione a dicembre. A supportare questa notizia lo stesso sovrintendente Umberto Broccoli che inoltre ha dichiarato “l’importanza della videosorveglianza servirà ad evitare danni al patrimonio come a S. Francesca Romana e come il danno che fu fatto alla Pietà di Michelangelo negli anni 70”. Per ricordarne uno tra i più antichi entrato nella triste storia della distruzione dei beni culturali.
Sono circa duemila e cinquecento le telecamere che per ora controllano il patrimonio culturale, ma purtroppo non sono abbastanza per proteggere tanti anni di storia illustre o forse non è proprio il modo più appropriato per poter custodire tali ricchezze. Si aspetta con ansia il prossimo dicembre quando verrà messo a punto il nuovo progetto finanziato “con i canoni pagati da chi prende in affitto aree di pregio per scopi privati” e avere più occhi elettronici che indagheranno sulla sicurezza dell’immenso patrimonio storico artistico della Capitale.


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