

L’insegnamento, l’impegno, la testimonianza del grande prete romano, sono rimasti indelebili, nella memoria di tutti
Da quel triste 12 ottobre 1997, giorno della morte del fondatore della Caritas Diocesana di Roma, sono trascorsi “undici veloci anni”.
L’insegnamento, l’impegno, la testimonianza del grande prete romano, sono rimasti indelebili, nella memoria di chi lo ha conosciuto e di chi ne ha sentito parlare attraverso le sue iniziative, i suoi scritti, le sue opere caritatevoli a favore degli ultimi, italiani e stranieri. A distanza di anni, il suo modo di essere, prete di frontiera, quale era Don Luigi, manca a tante persone nella comunità romana. Era un riferimento certo, credibile e scomodo. Interpretava e faceva conoscere l’essere cristiani con dedizione, gioia, sacrifici e speranza.
Oggi stiamo in una fase delicata della convivenza civile, a Roma e nel nostro Paese. Vengono denunciate, con forza, da autorevoli rappresentanti del mondo cattolico che : “Esistono più voci nell’informazione, nella cultura, nelle forze politiche, che spingono a forme più o meno raffinate, di diffidenza, intolleranza, contrasto, violenza” La denuncia viene anche da Don Nozza, Direttore della Caritas Nazionale, che afferma: “Intristisce quando dal mondo politico, arrivano segnali contrari che, per mitigare le frustrazioni di chi vede riflesso nell’altro, nel diverso le proprie insicurezze, alimentano un clima di paura e di intolleranza”.
Fenomeni presenti anche quando Don Luigi svolgeva la sua attività pastorale, che ha cercato di contrastare e dare possibili risposte pratiche, con il sostegno pubblico e privato, e non solo a Roma. Fenomeni che richiamano l’esigenza di rispondere con il rispetto delle regole, ma favorendo i processi di integrazione. Fenomeni che rispolverano il razzismo e l’intolleranza, anziché l’accoglienza e la disponibilità poiché i diritti e i doveri sono parte integrante della dignità dell’uomo.
Probabilmente, oggi Don Luigi Di Liegro, avrebbe sostenuto, con la sua visione profetica della vita, le difficoltà e le paure che travagliano il nostro piccolo grande mondo. Ecco perché ricordare Don Luigi, 11 anni dopo, significa riflettere e meditare su un sacerdote romano che si è speso per gli altri, senza riserve, per la giustizia e la carità. E’ una grande testimonianza che aspetta una qualche risposta. E sono tante le persone a sperare che Don Luigi salga agli onori degli altari.
Luciano Di Pietrantonio ex Segretario della CISL di Roma e del Lazio e Socio Fondatore della Coop. Caritas “Partire dagli Ultimi”
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