

Veltroni: "Le organizzazioni criminali hanno paura delle parole". Granata: "un libro per la cultura della legalità"
Presentato a Palazzo Marini, venerdì 16 aprile, ‘Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo’, un libro a fumetti per ricordare Don Giuseppe Diana.
Don Peppe Diana è stato un parroco coraggioso, promotore di un attacco diretto contro i clan di Casal di Principe e per questo, a soli 36 anni, ucciso dalla camorra il giorno del suo onomastico, il 19 marzo 1994, nella sacrestia della chiesa di San Nicola, a Casal di Principe. Don Peppe elaborò nel 1991 un documento/denuncia: ‘Per amore del mio popolo’, contro la malavita dell’agro aversano, documento che fu sottoscritto da tutti i parroci del casalese nella notte di Natale.
Il fumetto ‘Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo’ fa parte della collana Libeccio e, in una versione originale e semplice, non vuol dimenticare gli eroi della nostra società, i protagonisti dell’antimafia. Il testo è stato curato da Raffaele Lupoli e Francesco Matteuzzi, mentre i disegni da Riccardo Innocenti, Luca Ferrara, Luca Cicchitti, Giovanni Ballati, Mauro Balloni e Anna Ciammitti. Il progetto editoriale è nato dalla Round Robin in collaborazione con l’associazione daSud onlus
Sono intervenuti alla presentazione del libro Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia e Walter Veltroni, commissario parlamentare antimafia.
Fabio Granata ha sottolineato “Quando una persona per la sua consapevolezza, come don Peppe Diana, diventa scomodo, non soltanto viene eliminato fisicamente, ma infangato. Questi libri rappresentano una memoria condivisa che va oltre le posizioni politiche e… contribuiscono a diffondere tra i ragazzi la cultura della legalità”.
“Scegliere la storia della vita e della morte di don Peppe Diana attraverso i fumetti – ha dichiarato Walter Veltroni, commissario parlamentare antimafia – è ammirevole, significa conquistare i ragazzi e dare loro consapevolezza di che cosa è questo fenomeno”. “La mafia, come la camorra o le altre organizzazioni criminali, – ha concluso Veltroni – hanno paura delle parole. Le parole che don Peppe Diana scrisse in quel documento scossero tanto l’opinione pubblica e i poteri criminali da provocargli la morte… Le pistole contro le parole”.
Il testo è in vendita nelle librerie e fumetterie specializzate.
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