

Oggi pomeriggio, lunedì 24 novembre, alle 18, in via Rovigno d’Istria, il Comitato di Lotta Villa Gordiani e l’Asd Villa Gordiani hanno convocato un’assemblea pubblica
A Villa Gordiani l’aria è ancora tesa. A quasi una settimana da un episodio che ha conquistato le prime pagine dei giornali – la protesta di un gruppo di residenti che ha bloccato l’ingresso in una casa popolare a una famiglia rom assegnataria – una parte del quartiere dice basta.
Basta al racconto di un territorio “razzista”, basta allo sciacallaggio politico, basta a una narrazione che, secondo molti, non rappresenta la comunità.
Oggi, lunedì 24 novembre, alle 18 in via Rovigno d’Istria, il Comitato di Lotta Villa Gordiani e l’Asd Villa Gordiani hanno indetto un’assemblea pubblica.
Un momento per guardarsi negli occhi, dicono gli organizzatori, e rimettere al centro “i veri problemi del quartiere”.
La vicenda è ormai nota. Sabato 18 novembre un gruppo di residenti dei lotti di viale della Venezia Giulia è sceso in strada per impedire l’ingresso a una famiglia rom in una casa Erp regolarmente assegnata dal Comune.
Secondo gli abitanti, la mobilitazione nasceva da una situazione già difficile: nell’area vivono altre famiglie rom e i residenti chiedono da tempo un intervento delle istituzioni sulla gestione dell’edilizia pubblica.
Il presidio si è trasformato in una staffetta continua, con l’obiettivo di impedire agli assegnatari di varcare la porta di casa.
Neppure l’intervento del presidente della commissione Patrimonio e Politiche Abitative, Yuri Trombetti, riuscito a dialogare a lungo con i manifestanti e a promettere un incontro in Dipartimento, ha sciolto la tensione.
Nel frattempo, sul presidio si è inserito il gruppo di estrema destra “Roma ai romani”, che negli ultimi giorni ha presidiato la zona in maniera sempre più capillare. Una presenza che ha contribuito a radicalizzare la protesta e che ora preoccupa chi vive il territorio in un’altra chiave.
A smarcarsi sono oggi il Comitato di Lotta Villa Gordiani e l’Asd Villa Gordiani, che parlano di una minoranza molto rumorosa: “La protesta è portata avanti da 20 o 30 persone che non rappresentano il quartiere — spiegano — Villa Gordiani è un territorio anti-razzista, contrario a ogni forma di odio. È sbagliato impedire l’ingresso a una famiglia che ha diritto alla casa e lo è ancor di più affidarsi a gruppi estremisti”.
Per gli attivisti, il punto è un altro. E sarà questo il cuore dell’assemblea pubblica di oggi: “Le case popolari sono praticamente senza manutenzione, i riscaldamenti hanno problemi ricorrenti, in molte palazzine mancano gli ascensori e l’emergenza abitativa è una realtà sotto gli occhi di tutti”.
Di fronte a tutto questo, avvertono, “una guerra tra poveri, fondata su pregiudizi e discriminazioni, non risolverà nulla”. Il rischio, dicono, è che qualcuno stia soffiando sul fuoco: “C’è stata una strumentalizzazione da parte di esponenti dell’estrema destra che costruiscono campagne basate sulla paura, sull’odio e sulla divisione, per il proprio tornaconto”.
Questa sera, dunque, Villa Gordiani proverà a raccontarsi da sola. E a dire — a voce alta — che il quartiere non accetta etichette che non gli appartengono.
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