

Sequestrati terreni e quote societarie. Ricostruite cessioni di oltre 27 chili tra cocaina ed hashish
Un’organizzazione criminale strutturata, capace di gestire lo spaccio di stupefacenti sul litorale laziale ed ai Castelli Romani, reinvestendo tempestivamente i proventi illeciti nel mercato immobiliare.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, al termine di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri.
Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Velletri ha disposto la custodia cautelare in carcere per due persone, gli arresti domiciliari per altre due ed il divieto di dimora con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per i restanti due indagati.
Contestualmente è stato applicato il sequestro preventivo di quote societarie e due terreni per un valore di circa 70.000 euro, unitamente a nove decreti di perquisizione eseguiti ad Albano Laziale, Aprilia, Cerveteri, Marino, Roma e Teramo.
L’inchiesta, avviata nel 2025 dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia, ha preso le mosse dai controlli sul territorio di Ardea, intercettando le attività di uno dei principali referenti del traffico di cocaina ed hashish nella zona.
Gli approfondimenti investigativi hanno svelato una rigida suddivisione dei ruoli:
La cupola ed il comando remoto: Uno dei vertici dell’organizzazione continuava a gestire le movimentazioni della droga ed i flussi di denaro fornendo direttive operative direttamente dal carcere in cui era già recluso.
Logistica e distribuzione: I complici si occupavano del trasporto, del stoccaggio e della capillare vendita al dettaglio dei lotti di stupefacente.
Contabilità e riciclaggio: I proventi venivano ripuliti mediante strutture finanziarie ed immobiliari.
Nel corso dell’intera indagine sono state tratte in arresto complessivamente 12 persone (di cui 8 colte in flagranza di reato durante i riscontri) e sono stati sequestrati oltre 2,2 chili di cocaina ed altrettanti di hashish.
I riscontri analitici hanno comunque permesso di attestare la movimentazione di oltre 11 chilogrammi di cocaina e 16 chilogrammi di hashish.
Sul fronte dell’aggressione patrimoniale, i finanzieri sono riusciti a tracciare la filiera del denaro sporco. I profitti generati dallo spaccio venivano fatti confluire all’interno di una società immobiliare creata ad hoc, successivamente utilizzata per l’acquisto dei terreni finiti sotto i sigilli dell’autorità giudiziaria.
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