Categorie: Cronaca
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Droga nel caffè e pendolari derubati

La Polfer del Lazio avverte i passeggeri nelle stazioni: "Non accettate nessun tipo di bevanda da persone che non conoscete, anche se con abiti telari"

La Polizia ferroviaria del Lazio lancia un appello ai passeggeri nelle stazioni: «Non accettate nessun tipo di bevanda da persone che non conoscete, anche se con abiti telari». Sembra, infatti, la nuova ‘tendenza’ dei truffatori capitolini quella di puntare una persona sola alla stazione, farsela amica con parole di conforto e offrirle un caffè. Fin qui tutto bene. Il fatto è che nel caffè viene messo un sonnifero. Il malcapitato cade, così, in un sonno profondo e il truffatore ha gioco facile nel rubargli portafogli, telefonino e oggetti di valore. Nel giro di pochi giorni è successo ben tre volte nella stazione Termini. A dare il via è stato Giuseppe Pizzuto, 40enne di Campobasso con già precedenti penali: travestito da prete aveva adescato un anziano signore diretto in Piemonte. Nella sosta a Roma il finto prete ha gentilmente offerto un the con dentro un ipnotico sedativo. È stato arrestato dagli agenti del compartimento della Polizia ferroviaria per il Lazio, diretti dal dirigente superiore Carlo Casini, mentre, nella stazione, cercava altre vittime.

Non scoraggiato dall’arresto del ‘collega’, un tunisino di 42 anni, Foughali Fethi, ha fatto la stessa cosa. Due le sue vittime: un nepalese e un cinese, a cui l’uomo si è presentato come italiano, con il nome di Fabio Ceterelli. Ancora non è chiaro che approccio abbia usato per adescare le vittime; fatto sta che con un caffè ‘corretto al Ritrovil’ ha derubato un cinese di 47 anni, residente a Verona, di 150 euro e di un cellulare Nokia. Una birra, invece, era stata l’arma usata per derubare (il 19 aprile) un nepalese di 35 anni, cuoco in un ristorante ai Parioli. Grazie alle telecamere a circuito chiuso la Polfer è riuscita a identificare l’uomo, già pluripregiudicato. Ed è stato trovato, dopo due giorni di ricerche, mentre si aggirava nella stazione romana con in tasca un flacone di Ritrovil. Nell’abitazione, poi, gli agenti hanno trovato due cellulari, una parte dei soldi rubati al cinese, una tessera Metrebus di proprietà del nepalese e una lametta con cui il tunisino tagliava le tasche delle giacche dei malcapitati per rubare i portafogli. Sono state rinvenute anche carte di credito sulle quali si stanno facendo degli accertamenti: è possibile che appartengano a probabili altre vittime dell’uomo. «Tre casi in pochi giorni non bastano per parlare di un allarme ma – ha detto Casini – è bene dire alla gente di stare attenta. Non bisogna accettare bevande da persone conosciute da 5 minuti che si presentano da amici ma in realtà non lo sono, mettendo a rischio i beni delle persone e la loro stessa salute». Il monito ‘non fidarsi degli sconosciuti’, insegnato ai bambini, quindi, vale anche per gli adulti.

Da Libero 24.04.09

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