Entro febbraio l’ultima acquisizione a verde pubblico del Parco della Caffarella

Al convegno sul futuro del Parco un messaggio del Sindaco, preannuncia la conclusione dell’iter espropriativo

Si è svolta il 21 febbraio al Teatro Don Orione, in via Tortona, vicino piazza Re di Roma, la tavola rotonda sul tema: “Quale futuro per il Parco della Caffarella?”.

L’incontro, fortissimamente voluto dal Comitato per il Parco della Caffarella e organizzato dal Presidente del IX Municipio, Susi Fantino, voleva fare il punto della situazione sull’Ordinanza di esproprio definitivo firmata dal sindaco Walter Veltroni il 3 marzo 2005. L’esproprio riguarda alcuni casali, tra cui quello centrale di Vaccareccia, datato 1547, e gli ultimi 40 ettari di terreno dei 120 espropriati ai 230 ettari totali della valle della Caffarella, all’interno del Parco regionale dell’Appia Antica.

Tra pochi giorni scadrà il termine dei due anni per l’immissione in possesso, da parte dell’Assessorato al Patrimonio, e il rischio è che, se non si conclude l’iter espropriativo entro tale termine, i beni espropriati tornino nella disponibilità dei vecchi proprietari, la Fondazione Gerini, i quali hanno già in progetto la realizzazione di un agriturismo.

Ma dopo un’ora dall’inizio del convegno, l’arrivo dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Dario Esposito, ha rassicurato tutti i presenti. Esposito ha portato un messaggio del sindaco Veltroni su uno stanziamento di 8 milioni di euro per l’esproprio, con l’assicurazione della definitiva immissione in possesso per fine febbraio. La notizia è stata accolta da tutti con entusiasmo scatenando uno spontaneo e fragoroso applauso.

Il convegno, aperto dall’introduzione di Susi Fantino, è stato coordinato dall’architetto Paolo Grassi. Hanno partecipato anche i presidenti del Municipio Roma X, Sandro Medici, e Roma XI, Andrea Catarci. Quest’ultimo, insieme alla dott.ssa Rita Paris della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha ricordato l’episodio della tenuta di S. Alessio, sfuggita ad una lottizzazione che prevedeva la realizzazione di mega impianti sportivi di élite.

Sandro Medici, invece, nel suo intervento ha criticato la gestione comunale del patrimonio. Non ci sono grossi investimenti nei Beni pubblici e un parco come quello dell’Appia Antica non gode degli stessi finanziamenti di Villa Borghese. Anche dalla sua voce, comunque, è venuta fuori una notizia: tra breve dovrebbe concludersi la vicenda degli orti abusivi del Parco degli Acquedotti, con il definitivo sgombero del terreno indebitamente occupato.

Dopo gli interventi di Rossana De Stefani, Comitato per il Parco della Caffarella, e della professoressa Vittoria Calzolari, dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il professore Carlo Blasi, del Dipartimento Biologia Vegetale all’Università di Roma, ha decantato il grande valore ambientale della Caffarella. Nel parco vi è un’elevata biodiversità. Sono presenti 356 specie vegetali che rappresentano il 15% di tutta la flora della Gran Bretagna. Anche da lui critiche alla gestione ambientale da parte del Comune di Roma che non cura molto il lato paesaggistico della nostra città. Luigi Nieri, Assessore al Bilancio e Partecipazione della Regione Lazio, si è detto comunque disponibile al confronto. La vera sfida è la gestione.

E su una corretta gestione, sul dopo acquisizione, perfetta sintonia fra tutti i partecipanti. È necessario l’impegno di ognuno e, soprattutto, investimenti chiari.

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