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Ex Stadio della Roma a Tor di Valle: la Corte d’Appello cancella le condanne e assolve De Vito e Lanzalone

Crolla il castello di carte del presunto sistema corruttivo attorno al mai nato stadio della Roma nell'ansa del Tevere

Un azzeramento giudiziario pressoché totale che cancella le pesanti condanne di primo grado e riscrive la storia penale dell’operazione urbanistica più controversa della Capitale.

I magistrati della terza sezione della Corte d’Appello di Roma hanno assolto con formula piena Marcello De Vito, ex presidente dell’Assemblea capitolina e figura chiave delle vicende politiche romane, annullando senza appello la condanna a 8 anni e 8 mesi di carcere sanzionata nel primo capitolo processuale legato al progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle.

La decisione dei giudici d’appello riduce ai minimi termini l’inchiesta che nel 2018 portò a un terremoto politico-amministrativo in Campidoglio, mandando scagionati tutti i principali protagonisti finiti nel mirino della Procura.

Proscioglimento totale per Lanzalone e Mezzacapo: cancellato il “sistema”

Insieme a De Vito, il collegio d’appello ha riabilitato integralmente i professionisti travolti dalle indagini:

Luca Lanzalone e Camillo Mezzacapo: L’avvocato genovese Lanzalone (all’epoca consulente del Comune per la pubblica utilità dell’opera), che in primo grado aveva subito una condanna a 3 anni di reclusione, è stato completamente prosciolto. Analogo verdetto di assoluzione per l’avvocato Mezzacapo, a cui erano stati inizialmente inflitti 9 anni di reclusione.

Le altre posizioni azzerate: Escono a testa alta dal secondo grado anche gli imprenditori Gianluca Bardelli e Giuseppe Statuto, nei cui confronti è caduta ogni addebito.

Minimizzata la posizione di Parnasi: prescrizione per l’ex tesoriere del Carroccio

Il crollo delle contestazioni ha avuto un effetto domino sul principale promotore dell’opera e sui referenti politici coinvolti nei filoni secondari:

Il mini-sconto per Luca Parnasi: Per lo sviluppatore immobiliare Parnasi, considerato il perno dell’intero impianto accusatorio, la sanzione è stata rideterminata in appena 3 mesi di reclusione, polverizzando i 2 anni del primo grado.

Sconto a Palozzi e stop per prescrizione: Ridotta a 8 mesi la pena per l’ex vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi (precedentemente condannato a un anno e 10 mesi). È scattata invece la prescrizione per l’ex tesoriere della Lega, Giulio Centemero, e per Andrea Manzoni.

Cala il sipario su un decennio di veleni urbanistici

Il verdetto d’appello completa il quadro delle assoluzioni già disposte in primo grado nei confronti di numerosi esponenti politici e tecnici — tra i quali figuravano l’ex tesoriere dem Francesco Bonifazi, l’ex assessore della Giunta regionale Michele Civita, l’ex consigliere comunale Davide Bordoni e l’ex soprintendente ai beni culturali Francesco Prosperetti.

Si chiude così in una bolla di sapone una delle saghe giudiziarie più contorte del recente passato romano: un maxiprogetto da centinaia di milioni di euro che avrebbe dovuto rivoluzionare la periferia sud e che, tra retate eccellenti, paralisi burocratiche e il definitivo cambio di rotta della società giallorossa, resta ormai soltanto un ricordo archiviato nei tribunali.

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