

Dalla verifica di un furgone di panini alla scoperta di un centro di stoccaggio e confezionamento abusivo
Doveva essere un ordinario controllo di polizia amministrativa su un camioncino per la vendita di carne, ma le verifiche degli agenti hanno finito per scoperchiare una centrale dello stoccaggio e del confezionamento abusivo di bionde.
Un deposito clandestino stipato all’interno di un capannone nel quadrante sud-ovest della Capitale è stato individuato e sequestrato in un’operazione congiunta condotta dai Poliziotti del Commissariato Spinaceto e dai militari della Guardia di Finanza di Pomezia.
L’immobile, secondo la ricostruzione degli investigatori, serviva da punto di stoccaggio per il tabacco grezzo, destinato ad essere successivamente lavorato, inscatolato e immesso sul mercato nero del contrabbando cittadino.
L’operazione è scattata quasi per caso. Gli agenti del Commissariato Spinaceto stavano eseguendo una serie di verifiche di routine sulla regolarità delle licenze di un venditore ambulante di generi alimentari.
Avvicinandosi a un capannone industriale posizionato proprio a ridosso dell’attività di vendita, gli operatori hanno notato sul pavimento della struttura una serie di inconfondibili residui e scarti di foglia di tabacco.
Un dettaglio che ha fatto scattare l’allarme e convogliato sul posto gli specialisti della Compagnia della Guardia di Finanza di Pomezia per un’ispezione approfondita del locale.
La perquisizione dei locali ha confermato i sospetti e svelato l’infrastruttura logistica dell’organizzazione. All’interno del capannone le forze dell’ordine hanno rinvenuto:
Tabacco grezzo: 9 imponenti scatoloni riempiti con complessivi 1.350 chilogrammi di tabacco sfuso e privo di qualsiasi documentazione sulla tracciabilità o sull’origine dei lotti.
Materiale per il confezionamento: 22 barattoli di colla liquida industriale, filtri, cartine e macchinari rudimentali necessari per l’assemblaggio finale delle bionde.
Logistica per gli ‘operai’: negli angoli ciechi dell’edificio erano stati allestiti giacigli e stanze di fortuna complete di scorte di cibo, verosimilmente riservati ai manovali destinati a lavorare sui turni di confezionamento senza mai uscire dalla struttura.
Tutto il materiale rintracciato, unitamente alla tonnellata e mezza di tabacco e all’intera struttura, è stato posto sotto sequestro giudiziario per accertare i canali di approvvigionamento e risalire ai titolari della catena di contrabbando.
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