

La mostra fotografica inaugurata ieri a Palazzo Valentini sulle nuove famiglie italiane
Un ampio salone con volta a botte, mattoni in faccia vista e varie foto che adornano le pareti, cullati da una luce soffusa: la mostra “Famiglie italiane” di Enrico Bartolucci, inaugurata ieri, 16 febbraio presso la Sala Egon Von Fürstenberg di Palazzo Valentini in via IV Novembre a Roma.
La mostra raccoglie una serie di reportage fotografici incentrati sulla vita quotidiana di cinque famiglie di origine differente, tra cui una italiana, scelte tra le più numerose comunità immigrate nella Provincia di Roma: Bangladesh, Romania, Filippine, ex Yugoslavia.
Un momento di incontro tra il mondo italiano che negli ultimi 20 anni ha visto trasformare la sua società e famiglie straniere che in Italia lavorano, studiano e vivono.
“E’ un fenomeno in crescita, un fenomeno con il quale bisogna fare i conti e fare in modo che i conti tornino in termini di uguaglianza, diritti e doveri, rispetto e civiltà”, questo il messaggio di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma tradotto in parole di quelle immagini che raccontano la vita quotidiana delle famiglie di immigrati in Italia.
Simona Marietti dell’Associazione Antigone, curatrice del progetto, ha più volte ribadito che ‘l’oggetto artistico dice della persona quel che nessun discorso è capace di dire.’
E nel vedere queste foto, ci cattura la vivacità di culture lontane da noi, l’umanità e non solo la faccia criminale dell’immigrazione tante volte trasmessa in Tv.
“Quello che viene restituito sull’immigrazione fa paura – dichiara Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) – si cerca solo di mandare via senza capire che allontanare queste persone non significa risolvere il problema. Una prova è data da tutte quelle persone che cacciate dall’Italia sono finite nel carcere libico, come se avessero commesso un reato e da li buttate di nuovo nel deserto. Questa – continua la Boldrini – non è integrazione”.
A ricordare che stiamo parlando di persone oneste è l’Assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia: “Un plauso all’autore della mostra che ha intuito come parlare delle migrazioni che da anni conducono in Italia nuclei famigliari che costruiscono qui la loro vita .
“Gli abitanti delle nostre città – continua la D’Elia provengono da tutto il mondo. Sono proprio questi i cittadini che la mostra racconta da vicino”.
Enrico Bartolucci è nato a Roma il nel 1969, attualmente vive e lavora a Parigi. Tra il 1998 e il 2004 ha lavorato come assistente personale di fotografi quali Harry Gruyaert, Josef Koudelka, Bruno Barbey. Per il reportage, Bartolucci ha trascorso un anno con le persone fotografate, ha immortalato ragazzi nati da genitori stranieri che vivono in Italia e che fra 10 anni saranno impiegati, avvocati, insegnanti ma che purtroppo qualcuno considera ancora inesistenti. Il titolo del progetto, infatti recita“Gli altri non esistono”, eppure le diversità non dovrebbero dividere ma arricchire.
Orari: dal 17 febbraio al 2 marzo 2010, dal lunedì al venerdì ore 10,00 – 19, 00;
sabato ore 10,00 alle 13,00. Chiusura domenica e festivi.
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