

Dal 18 settembre al 4 ottobre. Obiettivo: portare il progetto fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati alla disciplina e metterlo in dialogo diretto con i territori
L’architettura torna a camminare per strada, a confrontarsi con le comunità e a occupare gli spazi della vita quotidiana. È questa la filosofia di FAR26 – Festival dell’Architettura di Roma, che dal 18 settembre al 4 ottobre celebra la sua ottava edizione confermando una formula ormai consolidata: portare il progetto fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati alla disciplina e metterlo in dialogo diretto con i territori, i cittadini e le trasformazioni urbane della Capitale.
Promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia, il festival mantiene il proprio cuore alla Casa dell’Architettura, negli spazi dell’Acquario Romano, ma sceglie ancora una volta di diffondersi nei quartieri, trasformando la città stessa nel principale palcoscenico della manifestazione.
La novità più significativa dell’edizione 2026 è l’apertura al design, che diventa parte integrante del racconto urbano promosso dal festival. L’esordio è affidato infatti all’Esquilino, dove prende forma il primo Design District della storia di FAR, un esperimento che punta a mettere in relazione progettisti, attività commerciali, istituzioni culturali e residenti.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione con l’Accademia Costume & Moda e mira a trasformare le vetrine e gli spazi affacciati su piazza Vittorio Emanuele II in una mostra diffusa dedicata alla scuola romana del design.
Designer emergenti e realtà del territorio dialogheranno attraverso installazioni e allestimenti che renderanno le vetrine veri luoghi di narrazione urbana. Grazie a QR code dedicati, i visitatori potranno approfondire storie, contenuti e processi creativi legati ai progetti esposti, costruendo un rapporto diretto con il lavoro dei professionisti coinvolti.
L’obiettivo non è soltanto valorizzare il design contemporaneo, ma sperimentare nuove forme di relazione tra il progetto e la città. In questo senso il Design District rappresenta un laboratorio urbano che prova a superare la separazione tra spazi culturali e vita quotidiana, coinvolgendo negozi, attività commerciali e luoghi di passaggio in un unico racconto condiviso. Una scelta che riflette la volontà di FAR26 di utilizzare l’architettura non come tema specialistico riservato agli addetti ai lavori, ma come strumento per leggere e interpretare le trasformazioni sociali e territoriali della metropoli.
Dopo la tappa inaugurale all’Esquilino, il festival si sposterà nei quartieri di Centocelle e Casal Bruciato, confermando l’attenzione verso quelle aree della città che negli ultimi anni sono diventate terreno privilegiato di sperimentazione culturale e partecipazione civica.
Qui l’architettura si trasforma in uno strumento di relazione, capace di favorire l’incontro tra istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini. Workshop, visite guidate, laboratori, attività artistiche e momenti di confronto pubblico accompagneranno il programma, con l’intento di lasciare nei territori coinvolti un’eredità concreta fatta di connessioni, conoscenza e nuove prospettive di sviluppo urbano.
A Centocelle uno dei fulcri del programma sarà l’installazione “MAMMAROMA”, progettata dal gruppo composto da Simone Barbi, Emanuele Cremona e Giacomo Montiani. L’opera occuperà piazza dei Mirti e fungerà da punto di aggregazione per numerose attività del festival.
A Casal Bruciato sarà invece protagonista “Nodo Aperto”, il progetto firmato da Nicola Auciello insieme a Paola Costanza Papakristo, Sara Varcasia e agli studenti della AANT. Entrambe le installazioni sono nate nell’ambito della Call for Projects FAR25/26 e sono state concepite come dispositivi urbani da vivere e utilizzare, più che semplici opere da osservare.
Attorno a queste strutture si svilupperanno iniziative dedicate alla fotografia, alla narrazione, all’autocostruzione, alla street art e alla riflessione sullo spazio pubblico contemporaneo
La manifestazione si concluderà poi all’Acquario Romano, sede della Casa dell’Architettura, dove sono previste giornate di incontri, conferenze, proiezioni, performance artistiche e momenti musicali. Un calendario che conferma il carattere multidisciplinare di FAR e la volontà di costruire un dialogo sempre più stretto tra architettura, arte, design, cultura e cittadinanza. Tutti gli appuntamenti saranno ad accesso libero, favorendo una partecipazione ampia e inclusiva.
Con FAR26 l’architettura romana ribadisce dunque la propria vocazione pubblica, scegliendo di uscire dagli spazi specialistici per incontrare le persone nei luoghi che abitano ogni giorno.
L’apertura al design e il ritorno nei quartieri raccontano una disciplina che vuole essere sempre meno autoreferenziale e sempre più capace di ascoltare la città, interpretarne le esigenze e contribuire alla costruzione di una nuova consapevolezza urbana.
Un percorso che parte il 18 settembre dall’Esquilino e che, per oltre due settimane, trasformerà Roma in un grande laboratorio diffuso di idee, progetti e partecipazione.
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