Filippo Tortu infiamma il Golden Gala 100 metri in 10.04, a 3 centesimi dal record di Mennea

L’italiano al terzo posto fra i giganti Baker e Viacut. La cronaca delle gare
Aldo Zaino - 1 Giugno 2018

La world lead di Ronnie Baker (9.93/-0,4, personale eguagliato) e la sua seconda vittoria consecutiva su Christian Coleman non toglie neanche un po’ della luce in cui Filippo Tortu si infila. L’azzurro è straordinario, insegue in partenza ma recupera e sorpassa garretti di prim’ordine fino a batterli.

Il crono di Tortu è 10.04, a un centesimo dal suo 10.03 di Savona, ottenuto in condizioni fantastiche. Non è il record cui in tanti aspiravano assistere, ma SuperPippo ci va sotto audace di tre centesimi e con vento contrario, e soprattutto è un gran terzo posto, mai ottenuto da uno sprinter italiano in Diamond League.

Un terzo posto che vale moltissimo, dietro Baker e al primatista europeo Vicaut (10.02), e signori, davanti a Christian Coleman (10.06, rialzatosi negli ultimi due metri), e gente come Simbine, Rodgers, Young, Guliyev. Lamont Jacobs pareggia proprio il crono del turco (10.19), ma gli sta davanti per millesimi, settimo. Roma festeggia il suo ragazzo d’oro con 37.700 applausi. Tanti accorsi all’Olimpico per il Golden Gala Pietro Mennea e per un ragazzo di nemmeno vent’anni che gli somiglia sempre di più.

Elena Vallortigara

La Cronaca della Gare: Salto in alto donne – Il pubblico applaude Mariya Latiskene-Kuchina che con 2,02 migliora la world lead 2018 e porta a 40 colpi la striscia di vittorie consecutive, ma si esalta per Elena Vallortigara, che tiene alta la tensione con tre prove a 1,97 dopo aver ballato con bella luce sotto a quota 1,94, seconda prestazione della carriera. Il terzo posto dell’italiana conferma la new dimension dell’atleta e la trovata stabilità tecnica alle misure inferiori, tutte superate al primo assalto. Alessia Trost si ferma a 1,88 prima dei tre errori a 1,91 e finisce settima. La Vallortigara perde il secondo posto per un solo errore, proprio a 1,94, rispetto alla vice campionessa olimpica Demireva, esente da pecche fino alla misura condivisa con l’italiana. Tra le illustrissime battute, la vicecampionessa mondiale Levchenko e la iridata indoor di Portland Cunningham.

Abderrahman Samba

400 metri ostacoli uomini – Si balla a ritmo di Samba sulla pista dell’Olimpico. La gara è stupenda, il duello tra la new generation del qatarino Samba e del norvegese campione del mondo Warholm non tradisce la attese, le supera! In rettilineo Warholm, superbo interprete dai 150 ai 300 metri, si persenta in leggero vantaggio ma Samba è il miglior finisseur in circolazione nella gara “che uccide” e supera l’asiatico negli ultimi 40 metri. Il display recita i crono delle occasioni grandissime. Per Samba 47.48, record della Diamond League, del Meeting e dell’Asia, oltre che miglior tempo dell’anno. Per Warholm arriva addirittura il record europeo under 23 in 47.82 (tre centesimi meglio di Harald Schmid), che è anche il record nazionale di Norvegia e la quarta prestazione di sempre in Europa. Terzo il turco ex-cubano Copello in 48.63. Josè Bencosme è settimo in 49.79, Mario Lambrughi chiude la gara a metà del primo rettilineo, fermandosi.

400 metri ostacoli donne – Georganne Moline torna a vincere a Roma dopo tre anni e col gran crono di 53.97, ma il tifo è per le due azzurre che si comportano benissimo. Ayomide Folorunso in seconda corsia fa gara di giudizio non lasciandosi travolgere dal grande avvio della Adekoya in prima corsia, e imbocca la strada del primato italiano under 23 presentandosi in rettilineo più brillante di diverse avversarie. Il record, già suo con 55.50, viene considerevolmente limato stasera fino a un importante 55.16, quarta prestazione italiana all-time. Dietro di lei c’è la primatista assoluta Yadi Pedroso, all’esordio stagionale, subito competitiva in 55.43 (entrambe largamente sotto il minimo per l’Europeo). C’è tanta Italia dietro il continente americano: seconda è la giamaicana Russell (54.08), prima a Roma nelle ultime due edizioni del Golden Gala, terza l’olimpionica Muhammad in 54.65.

400 metri uomini – Kerley, ma che brivido! Lo statunitense offre uno show dei suoi all’Olimpico ma nell’abbrivio viene quasi raggiunto dal fortissimo qatarino Haroun, ancora secondo in Diamond League ma sempre in progresso cronometrico. L’americano quasi si butta sul photofinish in 44.33, l’asiatico in 44.37. In scia il sempre più sorprendente Paul Dedewo (altro prodotto USA) in 44.58, e un po’ più dietro c’è lo scintillante esordio del bravissimo Davide Re, sesto ma in un 45.49 che sfiora di nove centesimi il personale e con cui centra la seconda prestazione europea 2018, precedendo chi la detiene, il britannico Hudson-Smith.

1500 metri uomini – Ancora una miglior prestazione mondiale stagionale dall’inesauribile serata del Golden Gala Pietro Mennea. La firma è del favorito Timothy Cheruiyot, che sta scrivendo la miglior stagione della carriera e all’Olimpico migliora se stesso in 3:31.22, precedendo colui che al mondiale di Londra l’aveva battuto, Elijah Manangoi (3:33.79) e l’iridato indoor Samuel Tefera, nuovo frontman etiope sulla distanza, terzo in 3:34.84. Gli italiani si esaltano e firmano entrambi il personale, in particolare Ali Mohad Abdikadar Sheikh che è decimo ma in un 3:36.54 che toglie due secondi secchi al personale, gli vale la 13esima prestazione italiana all-time e è nettamente sotto il minimo per gli Europei di Berlino. Applausi veri, dalle tribune ancora stordite dall’effetto-Tortu, anche per Yeman Crippa, che dopo le gemme su 5000 e 10000 firma il personale anche sui 1500 in 3:38.22, undicesimo nella lunga fila di talenti, in cui ha battuto lo spagnolo Mechaal e una superstar come Silas Kiplagat.

800 metri uomini – Il Kenya delle forze emergenti conferma la felice annata con l’accoppiata Kinyamal-Kitilit e in mezzo il collaudato Ferguson Rotich, centrando un’altra tripletta dopo quella dei 3000 siepi donne e restituendo il successo del Golden Gala al paese africano dopo sei anni. Nel gran finale si spinge ancora di gamba, Kinyamal non si imballa e precede tutti in 1:44.65 davanti a Rotich (1:44.74) e a Kitilit (1:44.78). Sfiora l’ideale podio il canadese McBride, quarto in 1:44.99. Giordano Benedetti non trova la miglior serata e chiude decimo in 1:48.08:

3000 metri siepi donne – Altra World Lead, tra le più probabili e confermata, ma anche nuovo record del Golden Gala e primato sul suolo italiano. La firma è di Hyvin Kiyeng, al termine di una gara molto accesa che ha visto l’iridata Emma Coburn, in fuga verso il traguardo con la Kiyeng e l’altra keniana Chespol, cadere dopo aver valicato la riviera e perdere il treno del successo. La Kiyeng fissa il nuovo record del meeting a 9:04.96, 22esima prestazione assoluta della specialità, la Chespol arriva a un respiro in 9:05.14, Norah Jeruto approfitta della caduta della Coburn per fare tripletta keniana in 9:07.17. Quarta la sfortunata Coburn in 9:08.13, poi un bel seguito di atlete sotto i 9:20 per fare della gara dell’Olimpico la quarta della storia come densità.

3000 metri siepi uomini – Terzo successo di fila al Golden Gala per Conseslus Kipruto, forse il più assaporato per l’evidente soddisfazione del keniano, preceduto a sorpresa a Eugene da Benjamin Kigen, oggi battuto, che gli aveva anche soffiato il miglior tempo stagionale. Kipruto si riprende così la vetta mondiale 2018 in 8:08.40 proprio davanti all’uomo nuovo Kigen (8:10.01) e all’etiope Chala Beyo, terzo col personale abbassato a 8:11.22. Yohannes Chiappinelli ha chiuso quindicesimo ma in 8:28.10, seconda prestazione della carriera (entrambe al Golden Gala), a dieci centesimi dal minimo per l’Europeo.

Salto in lungo uomini – Al primo scontro diretto dopo la finale mondiale indoor di Birmingham, il cubano Echevarria ha stuzzicato l’orgoglio di Luvo Manyonga, battuto in Inghilterra in una finale bellissima. Al secondo salto il caraibico è planato a 8,53 (0.5), personal best. Manyonga ha risposto nel giro di una rincorsa con 8,58 a vento zero, miglior salto mondiale 2018 e proseguimento di un duello strepitoso che terrà gli occhi incollati sulla sabbia per parecchio tempo. Il terzo posto dell’altro sudafricano Samaai (8,34/0,9), manda in archivio la più bella gara di lungo della stagione, con sei atleti oltre gli 8,15. Nono con 7,78 (-0.1) Kevin Ojiaku.

400 metri donne – Salwa Eid Naser non è una meteora e dopo l’irresistibile mondiale a Londra conferma di possedere i numeri e il futuro. All’Olimpico fatica un po’ a scrollarsi l’ombra della giamaicana McPherson (50.69), ma vince in 50.51. Libania Grenot ha ben retto fino all’ingresso in rettilineo (quarta) poi la luce si è spenta e la campionessa d’Europa, all’esordio sui 400 quest’anno, ha chiuso sesta in 52.51, davanti alle due altre italiane, Maria Benedicta Chigbolu (settima in 52.77) e Raphaela Boaheng Lukudo, nona ma col primato personale portato a 52.80 alla prima vetrina importante. Terza la statunitense Stepter in 51.47. Libania si promuove a pieni voti

200 metri donne – La legge di Marie-Josée Ta Lou torna a imporsi a Roma dopo la sconfitta di Shanghai. L’ivoriana fa suoi i 200 in 22.49 con forte vento contrario (- 1,7) precedendo una particolarmente tonica Ivet Lalova-Collio (22.64, terzo tempo europeo 2018) e la svizzera Kambundji (22.78). In fila tutte le americane, autrici di volate poco incisive. Nona Irene Siragusa in 23.64

100 metri ostacoli donne – Cose da USA, okay, ma con l’imprevisto della sfortuna per l’olimpionica Brianna McNeal-Rollins, che non cade dopo aver urtato un ostacolo ma perde la gara, lasciando via libera a Sharika Nelvis (12.76/0.0), davanti all’ex-iridata Danielle Williams (12.82) e alla nigeriana Amusan (12.86). Elisa Maria Di Lazzaro, chiamata a una corsia importante in extremis, ha chiuso in 13.52, ottava.

Salto con l’asta uomini – Sam Kendricks ha festeggiato il salto vincente a 5,84 quasi come avesse vinto il mondiale, tanta era la tensione di una gara ormai ridotta a uno spareggio tra campioni del mondo. Kendricks di Londra, il polacco Wojchiechowski di Daegu, alcuni mondiali fa. Bella gara, ripresa per i capelli dal polacco con un solo tentativo lasciato per i 5,78, poi andata all’americano più tonico, giovane e in forma. Terzo un altro campione del mondo, il tedesco Holzdeppe, con 5,62.

Sandra Perkovic

Lancio del disco donne – Il buongiorno si vede dal pomeriggio, lo porta al pubblico Sandra Perkovic, che rimette in piedi al quinto lancio una gara condotta dalla cubana Yaimé Pérez. Lo standout della croata (68,93) vale il primato del meeting, che era nelle mani della bulgara Khristova da 32 anni, e la terza vittoria di fila all’Olimpico di una delle beniamine del pubblico romano. La Pérez è seconda con 66,62 davanti alla connazionale Caballero (63,48). Daisy Osakue è ottava con il miglior lancio di 57,66, quarta misura della carriera, e si lascia alle spalle due discobole con personali attorno ai 65 metri (Rodrigues e Vita). La 22enne della Sisport, reduce dal successo nella Division II della Ncaa, ha il sorriso stampato sul volto:

Lancio del disco uomini – E’ mancato un fazzoletto di centimetri al giamaicano Fedrick Dacres per abbattere il record del Golden Gala, lontano un soffio. Gara di grandi contenuti con il caraibico primo con 68,51 davanti al lituano campione mondiale Andrius Gudzius (68,17). Terzo l’iraniano Hadadi, uno che sfiorò il titolo olimpico a Londra, con 65,93, poi ben sette atleti in meno di un metro, poco sotto i 65, a testimonianza della qualità della competizione. Giornata al di sotto dei recenti standard per Hannes Kirchler, tornato a superare quest’anno i 63 metri, undicesimo con 57,46.

CREDITS FOTO: IAAF/Diamond League 


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