

Pulizia regolare e meno degrado. Ma le criticità rimangono
Nei primi giorni di febbraio in via Sequenza, via del Tufo e via dei Monti Tiburtini è stata effettuata una pulizia generale dei cigli della strada, comprendente anche la potatura delle tante erbacce.
Il V Municipio, in tutta onestà, negli ultimi tempi ha dato ascolto alle giuste lamentele divulgate da Abitare A Roma ed espresse dai cittadini residenti nell’area, stanchi del degrado. Attenzioni che nessuno finora aveva dedicato alla zona.
Così è stato finalmente restituito un nome alle strade (“Where the streets have no name: via del Tufo, via De Zigno, via Artini” apr 2005), in via del Tufo e in via Seguenza sono state cambiate le vecchie lampade a vapore di mercurio con quelle al sodio, è stata ripulita dai tanti rifiuti via D’Achiardi. E’ stata poi curata con regolarità quantomeno la pulizia di via De Zigno, strada provinciale che necessita di un allargamento, sulla carta interdetta al traffico dati i suoi 150 cm di diametro, ma nella realtà utilizzata quotidianamente in entrambi i sensi di marcia: un suo non utilizzo paralizzerebbe l’intera zona, con conseguenze pericolose anche sul flusso degli studenti in entrata e in uscita dal vicino Ist. Tecnico Industriale Meucci (“Via De Zigno, finalmente la prova: i Vigili del fuoco rimasti bloccati” feb 2005).
La cronaca di questi ultimi mesi registra quindi un’interessante inversione di tendenza nella politica di gestione del territorio in questione. Prendendo atto di ciò, non vanno tuttavia dimenticati gli annosi problemi che attanagliano l’area.
Primo tra tutti l’assenza di illuminazione notturna nel piazzale retrostante l’Istituto Meucci: con cadenza oramai settimanale gli abitanti di via D’Achiardi assistono rassegnati a furti e scassi dei veicoli ivi posteggiati.
Stesso discorso, ma sotto diverso aspetto, vale per via Mesula. Qui l’assenza di illuminazione non arreca solo danni materiali, ma è vera e propria fonte di pericolo per l’incolumità di chi la percorre. La strada ce le ha tutte: stretta, tortuosa, con curve cieche, sporca, manto stradale distrutto, senza marciapiedi né illuminazione. Ecco che, in attesa dell’attuazione del PRG che ne prevede un adeguamento, quantomeno i lampioni sembrano necessari. O no?
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