Categorie: Sociale e Handicap
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Fontana di Trevi, un tuffo per sbloccare i fondi per l’infanzia

Protesta degli operatori per l’infanzia e l’adolescenza a Fontana di Trevi

“E’ servito un gesto eclatante per smuovere l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Sveva Belviso, su un fatto estremamente grave: il blocco dei fondi per la tutela dell’infanzia e l’adolescenza (Legge 285/97). Fondi che finanziano ludoteche, centri di aggregazione giovanile, attività sportive e iniziative a carattere musicale, teatrale, culturale nei centri estivi.” A dichiararlo è Gianluca Peciola, consigliere della Sinistra l’Arcobaleno alla Provincia di Roma, riferendosi al “tuffo” nella Fontana di Trevi degli operatori sociali, a cui anche lui ha preso parte.

“Questa mattina ho voluto manifestare con gli operatori sociali, immergendomi insieme a loro nella fontana di Trevi per manifestare la mia solidarietà al gesto messo in atto e la mia preoccupazione per il destino dei servizi sociali nella capitale e soprattutto per la situazione degli operatori che vi lavorano. Cooperative e associazioni si stanno indebitando con le banche per far fronte al blocco dei fondi messo in atto dall’amministrazione comunale da 10 mesi a questa parte. Occorre garantire immediatamente la continuazione dei servizi e il reddito a tutti gli operatori. Queste figure professionali sono vergognosamente malpagate e fronte di un intervento professionale di alta qualità a fianco di migliaia di cittadini che afferiscono al sistema di protezione sociale del Comune di Roma. Il governo e il Comune parlano di sicurezza e non si dimostrano capaci di garantire i diritti minimi degli utenti e del personale che opera nel sistema di welfare capitolino.

“Spero – ha concluso Peciola- che l’incontro richiesto dall’assessore Belviso fornisca davvero quelle garanzie di cui si ha bisogno.”

Il vicepresidente della commissione servizi sociali Daniele Ozzimo  ha dichiarato: “Oggi ho formalizzato la richiesta di audizione dell’assessore Belviso, così non si può più andare avanti – afferma Daniele Azzimo vice presidente della commissione servizi sociali – i servizi alle persone in difficoltà sono ad un passo dalla chiusura”.

Gli enti gestori dei servizi oltre a non riuscire a pagare gli stipendi ai lavoratori non riusciranno a pagare neanche le tasse, se entro pochi giorni non si vedranno corrisposti i compensi per i servizi resi, uscendo dalla regolarità contributiva.

Alle cooperative sociali, dobbiamo constatare ancora una volta, con grave disagio per i lavoratori non vengono corrisposti ne gli stanziamenti statali della ex 285 ne quelli comunali, entrambi relativi a servizi resi e certificati. Tutto ciò è una follia. Si sblocchi subito almeno una parte dei fondi per impedire il collasso e la paralisi degli enti gestori.. 

Nell’esprimere solidarietà ai lavoratori che hanno attuato la clamorosa protesta di stamattina ha a Fontana di Trevi il consigliere Paolo Masini membro commissione servizi sociali PD ha dichiarato:“Vorremmo evitare che gli operatori e in futuro gli utenti dei servizi alla persona, per far valere i propri diritti, debbano nei prossimi giorni fare il tour dei monumenti turistici dopo quello odierno a Fontana di Trevi. Da tempo abbiamo sollecitato l’amministrazione ad occuparsi concretamente di questi problemi, che in pochi mesi stanno minando le garanzie sociali della nostra comunità cittadina. Sulla 285, come sulla 328, come su molte altre gravi situazioni è ormai non più rinviabile un’audizione dell’Assessore Belviso in Commissione Politiche Sociali come da tempo richiesto”.

Il vice capogruppo del PD Mario Mei infine ha stigmatizzato: “Il Consiglio Comunale non viene ancora messo in condizione di discutere dei problemi della città”. – Dichiara Mario Mei – “Anche nella prossima riunione prevista per lunedì, l’Aula Giulio Cesare discuterà di mozioni e ordini del giorno presentati dai vari gruppi e dai singoli consiglieri.”

Questo è l’esito della riunione del 10 luglio 2008 dei presidenti dei gruppi consiliari – commenta il vice presidente del gruppo del PD.

“Pur importanti – sottolinea Mei – tali dibattiti non producono atti specifici per la città come ad esempio: impegni per i servizi sociali, regolamentazioni per la mobilità, provvedimenti per il commercio e l’emergenza abitativa.”

“Vorremmo sapere – chiede il consigliere democratico- quali atti stanno producendo le sedute della Giunta Municipale. Al momento leggiamo solo atti d’impegno di spesa per incarichi esterni e comandi per collaborazioni in supporto agli uffici del Sindaco e dei componenti della Giunta”.

 

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