

Una creatura meravigliosa, autentica e vera in tutte le sue apparizioni superbamente interpretata da Jasmine Trinca
Jasmine Trinca è Fortunata. Di nome, non di fatto, fa la parrucchiera a domicilio nel torrido agosto di Torpignattara, ma insegue un sogno: quello di aprire un suo negozio per emanciparsi, conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità. Ad aiutarla nel suo sogno c’è er “chicano” (Alessandro Borghi), un tossico sfigato con la madre, ex attrice di teatro, malata di Alzheimer. A rendere più difficile la vita di Fortunata c’è l’ex marito (Edoardo Pesce), guardia giurata destroide, violento, razzista, che la umilia insultandola e violentandola, che la critica per come cresce la figlia. La figlia di Fortunata vive un rapporto conflittuale con lei, a causa della separazione e alla “propaganda” del padre contro la madre, cosa che la porterà ad andare dallo psicologo della ASL Patrizio (Stefano Accorsi), incaricato di valutare le condizioni della bambina per l’affidamento dopo il divorzio, e che la farà illudere della possibilità di una vita migliore.
Madre imperfetta ma legata alla propria figlia da un amore tenero e nello stesso tempo animalesco, Fortunata è una creatura meravigliosa, autentica e vera in tutte le sue apparizioni.
Jasmine Trinca nel ruolo della protagonista riesce immediatamente a regalare al pubblico un personaggio pieno di passione, costruito ad arte: dalla ricrescita dei capelli al tatuaggio incompleto, ogni dettaglio di Fortunata, fisico e caratteriale, è studiato alla perfezione. “Il mondo di Fortunata mi piace molto. Ci ho ritrovato certe donne che conosco e anche qualcosa di me. Il suo essere madre la rende forte è vulnerabile insieme. Una specie di animale selvatico pieno di ammaccature, umanissimo e imperfetto e per questo così bello”, dice l’attrice.
Non sono da meno la quasi totalità dei comprimari, a partire dalla piccola e bravissima Nicole Centanni (Barbara) e continuando con un rodato Edoardo Pesce nel ruolo del violento ex marito di Fortunata, e la stella nascente Alessandro Borghi nel ruolo del Chicano, migliore amico ed anima affine (ma non interesse amoroso) di Fortunata. Unica eccezione uno Stefano Accorsi decisamente sottotono rispetto ai suoi standard.
Un film che certamente è fra le prove migliori di Castellitto, ma che a volte diventa troppo “psichico”, troppo denso, non dosando sempre al meglio reazioni, rivelazioni, accadimenti imprevisti e veri e propri colpi di scena.
Castellitto ricrea nella sua opera una tragedia moderna, reale ed attuale, che nell’ultimo atto esplode in una drammaticità fin troppo italiana, costringendo a serrare i pugni e le mascelle: il pubblico si fonde con i due protagonisti tanto in positivo che in negativo, svelando ciò che dietro la maschera (quasi?) tutti saremmo capaci di fare.
Un racconto di vita talmente vero da fare male.
Fortuna è la messa in scena di storie di donne con una vita segnata da un destino difficile costrette a lottare ed a scontrarsi con la vita di tutti i giorni. Più ottimista il destino di “fortunata” rispetto a quello della proragonista di “Non ti muovere” con una conclusione del film aperta alla speranza . Eccellente la Trica nella migliore prova ad oggi fornita. Adatta al ruolo e capace di rappresentare la protagonista del film rendendola credibile e forte.
Il trailer del film
https://youtu.be/Cv47a8di5p0
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