

Un serio dibattito su come promuovere, finanziare e regolamentare le attività dello spettacolo
1- Il forum sullo spettacolo; 2- Oliviero Diliberto; Il presidente del VII municipio Mastrantonio, tra gli organizzatori dell’appuntamento
Si è svolto nella giornata del 16 gennaio 2007 presso il teatro Quirino l’importante forum sullo spettacolo organizzato dal partito dei Comunisti Italiani.
Il convegno ha rappresentato un significativo momento di dibattito e di confronto tra politici, attori, registi, sceneggiatori ed esperti in materia che hanno riflettuto sui rischi e sulle prospettive di risoluzione che possano favorire un’inversione di tendenza all’odierna situazione e trasformino la cultura, fattore fondamentale di coesione e di integrazione sociale, in una fonte primaria di una crescita sociale ed economica diffusa. Perciò in un momento di vuoto normativo che affligge i settori del teatro, del cinema e dello spettacolo emerge con forza la necessità di una legislazione quadro che sottolinei con forza la loro utilità sociale e che restituisca loro sufficienti risorse e una dignità.
Numerosissime le personalità di spicco presenti all’evento.
Il forum si è aperto in mattinata con i saluti di Paola Pellegrino, Resp. Cultura PdCI e moderatrice del meeting.
E’ poi seguito l’intervento del giornalista Massimo Rendina che ha speso parole per incoraggiare registi e sceneggiatori ed ha invitato ad approfondire in maniera seria le tematiche e le problematiche connesse allo spettacolo.
Il giudice Imposimato ha invece auspicato un impegno maggiore verso la cultura, elemento fondamentale della democrazia ed ha suggerito un’attenzione più intensa verso il conflitto d’interesse così da tutelare i principi costituzionalmente garantiti dell’eguaglianza e della pari opportunità.
Vincenzo Calò della Direzione PdCI Roma, ha poi esposto brevemente la piattaforma di discussione della giornata analizzando gli ambiti di maggior urgenza sul teatro, il cinema, la musica e gli spettacoli dal vivo e l’operatività del governo attuale sulle tematiche.
Il discorso di Flavio Albanese si è poi incentrato sul Teatro della Dodicesima, del quale è il direttore artistico, un teatro di frontiera per il quale è necessario un vero lavoro di alfabetizzazione del pubblico attraverso una programmazione che consideri le potenzialità degli spettatori. Esiste, infatti, ha sottolineato Albanese, una platea colta che conosce i codici teatrali ed una più primitiva e meno vicina al teatro. Ma per avvicinare questi ultimi agli spettacoli teatrali occorre innalzare il livello professionale.
Appassionato anche l’intervento di Maria Pellegatta della Commissione cultura Senato che ha sottolineato come la bussola che deve guidare i lavori sia quella di ripristinare i finanziamenti del FUS almeno al livello raggiunto nel 2001.
I contributi della mattinata hanno visto susseguirsi tra gli altri Benedetta Buccellato, Antonia Brancati, Luca Mancini, Giorgio Testa, il quale ha analizzato il lato psicologico dell’educazione al teatro sin da bambini e Giulia Mafai che ha voluto evidenziare la mancanza di professionalizzazione e di preparazione nel teatro.
Il ricco programma dei lavori si è successivamente riaperto nel pomeriggio alle 14.30 con il grido di dolore del teatro sollevato da Lamberto Consoni il quale ha scongiurato una cultura e un teatro di classe.
Tra i protagonisti del pomeriggio, oltre a Giorgio Gobbi, Alessandro Mastropietro, Daniele Griggio, anche Moni Ovadia che ha posto l’accento in un commosso intervento su come l’anima del paese si costruisca davvero attraverso la cultura. “Bisogna che la politica capisca che l’investimento nel teatro è importante non tanto per il bene del teatro, ma per il bene del Paese” ha peraltro ribadito con forza Ovadia.
In chiusura da ricordare la presenza al convegno di Ugo Gregoretti e di Massimo Ghini. Questi ha rimarcato in ogni intervento del forum un fondo di verità riconoscendo tra l’altro efficaci spunti risolutivi e ha sottolineato la stringente necessità di unire alle parole un “contorno” che le metta in atto. Un parere è stato espresso anche dal vicepresidente del consiglio e ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli, arrivato all’incontro nel pomeriggio, che ha evidenziato la “priorità pubblica” della promozione della cultura e dello spettacolo, due elementi vitali in un paese democratico quale l’Italia . “So che il dibattito è caratterizzato da venature forti e so che ci si aspetta molto dal centro-sinistra e che perciò deve essere netta la differenza con l’operato del governo Berlusconi” ha dichiarato Rutelli.
Il denso congresso si è poi chiuso con Oliviero Diliberto che ha ringraziato tutti i presenti per la giornata considerata un buon punto di partenza per un serio dibattito sulla cultura. Ed ha anche posto un tema interessante, quello del rilancio degli stabili e dei lavori "ombra" del mondo dello spettacolo, ricordando come la cultura dell’evento non può essere il canone fisso del nostro paese, ma che bisogna salvaguardare quelli che sono le professionalità presenti nei luoghi dove si fa cultura quotidianamente.
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