Fossoli e altre memorie

L’esperienza negata del lager italiani. Relatori dell'incontro del 25 gennaio la giornalista Carla Guidi e Fabio Galluccio del Circolo Giustizia e Libertà

“Fossoli e altre memorie” è il titolo dell’incontro che si terrà il 25 gennaio alle 17 in via San Francesco di Sales 5, nei pressi della Farnesina.

Alla casa della memoria e della storia, verrà ricordata l’esperienza negata del lager italiani, affinché il passato non possa mai ritornare, non venga dimenticato nel presente e serva a migliorare il futuro.
Il 31 gennaio (ore 9,30) l’incontro verrà ripetuto  con le scuole, per ricordare anche ai più piccoli cosa è stata la deportazione nei lager degli ebrei italiani, dei dissidenti politici al Fascismo, degli zingari e degli handicappati, “grazie” al Reggio Decreto per la difesa della Razza, emanato il 5 settembre dl 1938 da Mussolini e dal re Vittorio Emanuele III.

Molti gli interlocutori: presenterà Vittorio Cimiotta, presidente della FIAP; interverrà Grazia Pasanisi de’ Foscarini, presidente dell’Associazione danneggiati di guerra; Anna Maria Ori, storica ricercatrice del Campo di Fossoli e Sisto Quaranta, prigioniero del Campo nell’estate del 1944.

Parleranno Fabio Galluccio, segretario del Circolo Giustizia e Libertà e autore del libro "I lager in Italia" (non luoghi edizioni) e Carla Guidi, giornalista e autrice del libro "Operazione balena" (edizioni associate) sul rastrellamento del Quadraro nel 1944 e l’internamento nel campo di Fossoli, a Carpi in provincia di Modena.

Fossoli ha funzionato dodici mesi come campo di transito per il nord: da lì nel 1944 sono passati poco meno di 3mila ebrei, ovvero un terzo dei deportati del territorio italiano. Ad essi vanno aggiunti 2.600 politici e moltissimi civili, non quantificabili perché venivano avviati a forza a lavoro nei territori del Reich. Questi ultimi, infatti, erano costretti a firmare l’ingaggio come lavoratori volontari, senza neanche avere il riconoscimento dello status di deportati.
In mezzo ad essi c’erano i 947 prigionieri politici rastrellati il 17 aprile del ‘44 al Quadraro, quartiere tra via Tuscolana e via Casilina, insignito, nel sessantesimo dell’episodio, con la medaglia d’oro alla resistenza civile dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi.
Il riconoscimento ha fatto riemergere un interesse di ricerca nel quartiere e così nel 2004 è uscito il libro “Operazione balena” di Carla Guidi che, ha raccontato l’accaduto attraverso la voce di Sisto Quaranta, uno dei deportati del posto.

Altro racconto quello di Fabio Galluccio che, nel libro “I lager in Italia” narra una triste scoperta: a Ferramonti in Calabria, l’autore scopre sotto un cavalcavia dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, all’uscita di Tarsia, un ex campo di concentramento, seminascosto dall’autostrada e dai segni del tempo. Da lì le sorprese crudeli proseguono: oltre 100 campi dimenticati e l’amara consapevolezza che ne esistono in Italia almeno altri 100 non ritrovati. L’indignazione per l’occultamento di una realtà storica negata non può che essere l’unica reazione a questa atroce verità.

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