Frutta e verdura, l’autunno alza i prezzi: zucchine romanesche a 4 euro al chilo e finocchi a 2

Lo raccontano i dati dell’Osservatorio prezzi del Centro Agroalimentare di Roma (CAR)

È bastato un soffio d’autunno perché i banchi dei mercati di Roma cambiassero colore — e prezzo.

Le prime giornate fredde, le piogge improvvise e le gelate che già sfiorano le campagne del Lazio hanno rallentato i raccolti e spinto verso l’alto il costo di frutta e verdura.

immagine di repertorio

Lo raccontano i dati dell’Osservatorio prezzi del Centro Agroalimentare di Roma (CAR), che nel mese di ottobre ha registrato un’inversione di tendenza netta: meno prodotto, più domanda, prezzi in rialzo.

Il clima instabile ha accorciato la stagione estiva e reso più difficile la raccolta. “È una fase di transizione che mette alla prova la filiera – spiega Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR – l’offerta si contrae, la domanda resta solida e i prezzi si riallineano verso l’alto. Ma il sistema regge: il CAR continua a garantire approvvigionamenti regolari e una formazione dei prezzi trasparente, nonostante la volatilità crescente”.

Sui banchi, la fotografia di questo cambiamento è chiara: le zucchine romanesche toccano 4 euro al chilo, i finocchi salgono a 2 euro, il radicchio lungo a 1,80 euro.

Rialzi anche per lattughe e indivie, mentre i pomodori datterini restano stabili a 2,80 euro, e il rosso siciliano cala leggermente a 1,80, complice l’arrivo di prodotto estero.

La frutta, invece, vive gli ultimi scampoli d’estate: le pesche percoche chiudono la stagione a 2,20 euro al chilo, i cachi si attestano su 1,80, e le uve seedless e pizzutello restano solide rispettivamente a 3,30 e 2,70 euro al chilo.

Ma oltre ai numeri, il mercato racconta una storia più ampiaquella di un settore che cambia insieme al clima. “Questo è il momento in cui il nostro Osservatorio diventa strategico – sottolinea Valter Giammaria, presidente del CAR – rileviamo in tempo reale le oscillazioni di prezzo, ma soprattutto intercettiamo i cambiamenti delle abitudini di consumo. Roma e il suo Centro Agroalimentare sono una finestra privilegiata su come clima, logistica e scelte alimentari stanno ridisegnando il futuro del settore”.

Così, tra i banchi del mercato, l’autunno si fa sentire non solo nell’aria, ma anche nel portafoglio.

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