

Presentato presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna in viale delle Belle Arti
Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna in viale delle Belle Arti 131 il 18 maggio 2006 al Salone dell’Ercole c’è stata la presentazione del volume Gerardo Dottori Catalogo generale ragionato a cura di Massimo Duranti in collaborazione con gli Archivi Dottori EFFE Fabrizio Fabbri Editore.
Sono intervenuti Maria Vittoria Clarini Clarelli, Soprintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Enrico Crispolti, Claudia Salaris, Mario Verdone. Era presente Luce Marinetti.
L’opera di Gerardo Dottori, nato a Perugia nel 1884 ed ivi morto nel 1977, pittore futurista che aderì al movimento marinettiano nel 1912 e che è stato uno dei principali artefici degli sviluppi aeropittorici degli anni Trenta, fu attivo a Roma, accanto a F.T. Marinetti come critico d’arte e teorico del futurismo, trova sistemazione critica nel Catalogo generale ragionato. L’opera è divisa in due tomi da 1032 pagine complessive e con 250 immagini a colori e 2100 in bianco e nero, nella parte monografica ci sono scritti di Enrico Crispolti, Massimo Duranti, Domenico Cialfi, Alessandra Migliorati, Francesco Federico Mancini, Claudia Salaris, Antonio Carlo Ponti, Antonella Pesola, Andrea Baffoni e Francesca Duranti.
Sul secondo tomo c’è il catalogo di circa 2.000 opere di pittura, pittura murale, disegni, lavori di ambientazione, arti applicate, scenografie, design e grafica seriale. I testi sono tradotti in inglese.
Prima di partire per la guerra l’artista ha già un ampio repertorio di opere futuriste ispirate al dinamismo e alla traduzione di sensazioni visive ed uditive. Dopo la guerra nel 1920 tiene a Roma la sua prima mostra personale alla Casa d’Arte Bragaglia presentato da Marinetti. Da allora lo vediamo sempre presente in tutte le manifestazioni futuriste sia in Italia che all’estero. Nel 1924 prende parte alla prima Biennale di Venezia e poi vi partecipa per altre 11 volte ed è presente anche in tutte le Biennali e le Quadriennali romane. Dottori insieme a Balla, Benedetta, Depero, Prampolini, Somenzi e Tato sottoscrive nel 1931 il "Manifesto dell’Aeropittura". Nelle sue opere possiamo notare gli sviluppi futuristici aeropittorici: visioni dall’alto prima statiche, poi distorte e dilatate, in movimento, tanto da diventare protagonista indiscusso.
Trasferitosi a Roma, oltre a stare al fianco di Marinetti e degli altri esponenti del Futurismo, si dedica anche ad una intensa attività di pubblicista. E’ molto legato alla sua città umbra dove vi torna spesso per organizzarvi delle manifestazioni artistiche.
Artista dai molteplici interessi si dedica alle ambientazioni, alle sistemazioni architettoni-che, alla grafica pubblicitaria, alle scenografie ed alle sculture polimateriche. Insieme a Fillia inventa l’Arte Sacra Futurista, teorizzata nell’omonimo manifesto del 1932.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale continua ad esporre in numerose rassegne in Italia e all’estero. Il Comune di Perugia ha sistemato nel Palazzo della Penna dal 2003, una raccolta permanente delle sue opere comprendendo dipinti di istituzioni private e pubbliche.
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