

Restano ancora da accertare le cause del crollo della condotta e le tempistiche per il ritorno alla normalità
Mattinata d’inferno e scene da film nel cuore del quartiere Marconi. Nelle prime ore di giovedì 15 ottobre, un’improvvisa ed imponente rottura della condotta idrica sotterranea a piazza della Radio, proprio all’intersezione con via Oderisi da Gubbio, ha trasformato la strada in un bacino allagato.
Dall’asfalto squarciato si è sollevato un vero e proprio geyser d’acqua che, spinto dalla fortissima pressione della rete, ha superato in altezza i pali dell’illuminazione pubblica e i cartelloni pubblicitari. Nel giro di pochissimi minuti la piazza e le vie limitrofe sono state sommerse da migliaia di litri d’acqua.
A pagare il prezzo più alto del guasto sono stati i mezzi in sosta e i pendolari nell’ora di punta:
Mezzi a due ruote sott’acqua: Diversi scooter e motocicli parcheggiati negli stalli lungo i marciapiedi sono stati parzialmente sommersi dal livello dell’acqua e travolti dai getti della conduttura danneggiata.
Traffico paralizzato: Gli automobilisti di passaggio si sono ritrovati a procedere a passo d’uomo per aprirsi un varco nell’allagamento, scatenando lunghe code e ingorghi a catena in tutto il quadrante sud di Roma.
L’evento ha immediatamente scatenato lo sconcerto e la protesta degli abitanti della zona, molti dei quali hanno immortalato la scena dai balconi diffondendo video e immagini virali sui social network di quartiere.
Alle battute amare per l’ennesimo guasto alle infrastrutture cittadine si è aggiunta la rabbia per il gigantesco spreco di risorsa idrica.
L’incidente si è consumato a pochissimi metri dal perimetro del cantiere del Parcheggio Urbano Programmato (PUP) di piazza della Radio, un’opera da tempo al centro di accese polemiche per i ritardi e la lunghezza dei lavori.
Sul posto è stato richiesto l’intervento urgente delle squadre tecniche per la chiusura del flusso e la riparazione del tubo, oltre agli agenti della Polizia Locale per deviare il traffico, mettere in sicurezza l’area e consentire il ripristino della viabilità.
Restano ancora da accertare le cause del crollo della condotta e le tempistiche per il ritorno alla normalità.
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