Municipi:

Giovedì grassissimo al Centro Anziani del Casilino 23

Un carnevale all’insegna delle migliori aspettative fra balli, maschere e cotillon

E’ stato un Giovedì di carnevale che più grasso di così non ci si poteva attendere, quello celebrato al Centro Anziani (si fa per dire) del Casilino 23 il 15 febbraio.

C’è tempo per pensare al sacro e alla penitenza, si saranno detti gli organizzatori del Centro di via Ferraironi. Almeno fino al mercoledì successivo delle Ceneri la parola d’ordine è allora quella di divertirsi in ogni modo.

In una sala strapiena (di donne soprattutto) si assisteva, infatti, alla presenza dell’assessore Vannisanti e del capo gruppo dell’Ulivo al Sesto Municipio Palmieri, all’esibizione di spettacoli di balli di gruppo in maschere (diretti da Teresa Bencini), di musica e cotillon.

In un’altra sala attigua, invece, altri iscritti erano tutti chini sulle carte da gioco in mano stando seduti attorno ai tavolini. Un modo, anche questo, per mascherare (è il caso di dirlo) gli affanni quotidiani.

Ma veniamo al clou della festa. L’idea dello spettacolo è stato davvero originale.

Un gruppo di circa 15 ballerine si sono esibite armonizzando il tipo di musica e ballo alla coreografia dei costumi indossati, sotto gli scatti dei flash del fotografo ufficiale Goffredo D’Orazi.

Si è iniziato con “la baciata”, i cui passi di danza si sintonizzavano, in questo caso, con il corpo delle ballerine vestito da abiti un po’ lunghi e neri e gli occhi coperti da mascherine colorate. Primi calorosi applausi.

La seconda tornata ha visto le evoluzioni “calienti” del “passo doble”, una musica e un ritmo della penisola Iberica, conosciutissimi.

Stavolta i costumi delle danzatrici, i cui sguardi erano in questo caso profondi e sensuali, evidenziavano una rosa rossa al collo e gonne nere con fascia rossa. Insomma sembrava d’essere nella patria del flamenco, l’Andalusia. Mancavano solo le nacchere, ma non l’urlo “Olé”, gridato alla fine dell’esibizione. Fragorosi i battimani degli spettatori.

La terza performance consisteva nel ballo denominato “Mr. Jack”, musica tipo country del Far West. Infatti le danzatrici erano tutte vestite da “cow boys” (cow girls, in verità), con tanto di cappello tipico, stivali con tacchi notevoli ai piedi, giubetto di pelle e fune in mano. La musica non poteva non essere accompagnata dagli immancabili gridolini di iaoooooh, che ben conosciamo vedendo tanti film western. Entusiastiche le approvazioni di gradimento del pubblico.

Infine, dulcis in fundo, un numero apprezzatissimo, tale da richiedere il classico bis.

Un quartetto di uomini (c’erano pure loro, come vedete), in tenuta da Fred Astair (cilindro e abito nero, bastone nero con pomello bianco e papillon rosso), hanno ballato sul motivo della famosa canzone di Frank Sinatra “New York, New York”, insieme alla loro insegnante (la “Fregoli” della serata, perché ha dovuto di seguito cambiarsi quattro volte divisa di ballo).

Se avessero fatto pure il tip-tap, diciamo noi, sarebbe venuto giù il soffitto della sala per il clamore degli applausi.

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