

Tra piazze di spaccio bunker integrate da vedette, evasioni dai domiciliari e ristoranti fuorilegge. Il bilancio del blitz tra Tor Bella Monaca e la periferia est
Una ragnatela di controlli tessuta a maglie strette tra i palazzoni di Tor Bella Monaca, le fermate della Metro C e gli esercizi commerciali di periferia. Il quadrante orientale della Capitale è stato teatro di una vasta operazione interforze guidata dal VI Distretto Casilino, in prima linea con le unità cinofile antidroga di Ciampino, i tecnici dell’ASL Roma 2 e gli ispettori del Lavoro.
Un dispositivo a tutto campo che ha stretto la morsa sulle piazze di spaccio storiche e sul sommerso economico dell’area est.
Il nucleo dell’intervento si è concentrato lungo i ballatoi ed i cortili di via dell’Archeologia, dove i pusher continuano ad affinare tecniche per eludere le pattuglie.
A Tor Bella Monaca lo spaccio al dettaglio si adatta con creatività al fiato sul collo delle forze dell’ordine. In un primo blitz, un ventiseicenne cittadino marocchino è stato sorpreso a gestire una cassa continua “mimetica”: dopo ogni trattativa veloce con i clienti, si avvicinava ad un sasso per recuperare le dosi pronte alla vendita. Sotto la pietra i poliziotti hanno scovato oltre 90 involucri tra crack e cocaina, insieme a 210 euro in contanti.
Poco distante, gli agenti hanno smantellato un’organizzazione perfettamente strutturata a tre teste: due giovani a terra ingaggiati come “ganci” per i clienti ed un terzo complice arrampicato sulle impalcature ed i ballatoi per cedere la merce dall’alto.
Nonostante la fitta rete di vedette posizionate lungo la via, il blitz ha bloccato il trio ed ha consentito di sequestrare un borsello stipato con 53 dosi di crack e cocaina.
Un terzo pusher, un 34enne anche lui di origine marocchina, ha tentato la fuga disperata a piedi dentro un parco di zona ma è stato raggiunto con 64 involucri di crack e cocaina e 15 dosi di eroina nascoste nel marsupio.
Non sono mancati i momenti di tensione sulle arterie viarie. Un automobilista ha ignorato l’alt imposto dalle pattuglie, dando vita ad un inseguimento a folle velocità terminato con l’abbandono della vettura e la fuga a piedi tra i palazzi. Raggiunto ed bloccato dagli agenti, l’uomo è finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per le gravi infrazioni al Codice della Strada.
Durante la tornata di controlli sui soggetti sottoposti a misure restrittive (255 persone identificate e 82 veicoli verificati in totale), un pregiudicato agli arresti domiciliari è stato sorpreso fuori da casa e denunciato per evasione.
Il blitz si è poi spostato dalla strada alle cucine e ai locali della movida periferica. Le verifiche amministrative effettuate con l’Ispettorato del Lavoro e la ASL Roma 2 hanno fatto emergere 8 gravi violazioni sulla sicurezza, carenze igienico-sanitarie ed impianti di videosorveglianza abusivi, per un ammontare di oltre 6.000 euro di verbali.
A fare le spese maggiori delle verifiche è stato un ristorante di sushi della zona: all’interno del locale gli ispettori hanno scoperto ben cinque dipendenti impiegati completamente in nero.
Il riscontro ha fatto scattare l’immediata sospensione dell’attività commerciale ed un’ulteriore maxi-sanzione da 2.500 euro.
Tutte le misure restrittive ed i sequestri eseguiti dalla Polizia di Stato sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
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