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Gli Incontri Letterari di ottobre 2025 della prof.ssa Loredana Mambella

Presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire, in Via delle Cave di Pietralata 63, nel IV Municipio

Riprendono gli INCONTRI LETTERARI, tenuti dalla Prof.ssa Loredana Mambella, con il Patrocinio della Parrocchia di San Romano martire, nella omonima Biblioteca in Via delle Cave di Pietralata, 63 nel IV Municipio, per l’anno 2025-2026 .

Argomenti degli Incontri: la lettura, l’analisi e il commento della Iliade di Omero, nella traduzione di Vincenzo Monti.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Giovedì 2 ottobre 2025, ore 17.00
Omero. Iliade. Libro II: Il sogno di Agamennone-Il Parlamento e la fuga dei Greci-L’intervento di Minerva.

Giovedì 9 ottobre 2025, ore 17.00
Omero. Iliade: Libro II: Il nuovo Parlamento e il discorso di Tersite-Il discorso di Ulisse-Il discorso di Nestore-Agamennone prepara la battaglia.

Giovedì 16 ottobre 2025, ore 17.00
Omero. Iliade . Libro II: Il catalogo delle navi.

Giovedì 23 ottobre 2025, ore 17.00
Omero. Iliade. Libro II: Iride invita Ettore alla battaglia.

Giovedì 30 ottobre 2025, ore 17.00
Omero.Iliade. Libro II: La rassegna dei Troiani.

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2 commenti su “Gli Incontri Letterari di ottobre 2025 della prof.ssa Loredana Mambella

  1. Il 2 Ottobre scorso sono ripresi gli Incontri Letterari degli Accademici della via Tiburtina per l’Anno accademico 2025/2026.

    La Professoressa Loredana Mambella, prima di introdurre l’argomento del giorno, ripercorrendo la presentazione del lavoro da lei curato “Dante e Roma” il 13 Settembre nel Teatro Cavour di Pescara e ricordando l’accoglienza e la risonanza mediatica ricevute, ha rivolto un ringraziamento sentito a tutti gli Accademici della via Tiburtina.
    Un ulteriore ringraziamento è stato rivolto al gruppo di lavoro per il supporto ricevuto durante l’anno. Un “grazie” particolare è andato al Parroco don Julio Lavin e, prima di lui a don Marco Fibbi per l’ospitalità accordata nella biblioteca parrocchiale senza la quale le attività culturali non potrebbero aver luogo.

    La Professoressa ha poi introdotto il secondo libro dell’Iliade basato sull’episodio del “Sogno ingannevole”. Zeus, ricevuta la supplica di Teti madre di Achille che gli chiede vendetta per l’affronto ricevuto dal figlio da parte di Agamennone, manda il dio “Sogno” travestito da Nestore da Agamennone mentre dorme. Nestore promette che, con l’appoggio degli dei, Troia sarebbe presto caduta e sprona Agamennone a mandare all’attacco l’esercito greco. Ma ciò non era vero, anzi l’esercito greco senza la presenza di Achille avrebbe subito gravissime perdite. Agamennone crede a queste parole ingannevoli. All’alba convoca il consiglio dei capi, riferisce loro il sogno e stabilisce come disporre le schiere per quello che crede essere l’attacco decisivo alla città. Prima, però, Agamennone decide di mettere alla prova l’esercito per saggiarne la volontà di combattere. Convocata l’assemblea degli Achei, dà quindi il falso annuncio che intende rinunciare alla conquista di Troia e ritornare in patria. Inaspettatamente guerrieri e soldati, stanchi per le fatiche di una guerra che si trascina ormai da dieci anni, si precipitano verso le navi, ma la dea Atena, avvertita da Era (entrambe schierate dalla parte degli Achei) va da Odisseo (Ulisse) e lo sprona a intervenire. Egli riesce ad arginare la fuga e riconduce di nuovo gli Achei in assemblea.

    I punti chiave evidenziati dalla Professoressa su cui riflettere sono:

     Il ruolo dei sogni nell’Iliade, in particolare come essi possano essere ingannevoli ed usati come strumenti di manipolazione. Il sogno inviato da Zeus ad Agamennone, travestito da Nestore, è stato evidenziato come esempio di ciò.

     La stanchezza della guerra. In contrasto con gli ideali eroici a cui è improntata l’Iliade, qui emerge chiaramente e viene enfatizzato il tema sottostante molto umano della fatica dell’esercito greco e del suo desiderio di tornare a casa dopo dieci anni di guerra.

     L’intervento degli dei. E’ stato rilevato il coinvolgimento di divinità come Zeus, Atena e la personificazione del Sonno (Sogno) negli eventi dell’Iliade, evidenziando la loro influenza sulle azioni umane e sul corso della guerra.

     La professoressa ha collegato il tema del sogno alla canzone “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno che parla proprio di un sogno ingannevole e bello. Ha collegato poi il tema della guerra con la canzone “C’era un ragazzo…” di Gianni Morandi che racconta la storia di un giovane americano spensierato e amante della musica che viene mandato a combattere in Vietnam dove muore.

  2. L’argomento principale della lezione del 23 ottobre scorso è l’analisi del catalogo delle navi dell’esercito greco e del catalogo delle forze troiane, nonché delle implicazioni derivanti dalle differenze tra i due. La Professoressa Loredana Mambella ha ampliato l’argomento alla prospettiva di Omero, al contesto storico e ai temi più generali della guerra e della natura umana.
    Siamo nel secondo libro dell’Eneide quando Agamennone, a seguito del sogno ingannatore, si accinge a schierare l’esercito greco. Nel campo avverso la dea Iride, messaggera divina, si reca, sotto le spoglie di Polite, all’assemblea dei Troiani per informare Ettore dei preparativi nemici ed esortarlo al contrattacco.
    Il capitolo si chiude con un elenco breve e sintetico dell’esercito troiano, dopo l’elencazione lunga e dettagliata delle forze greche in campo.
    Omero ci dice che l’esercito greco guidato dal comandante in capo Agamennone era formato da 29 contingenti con uomini provenienti da 33 popoli, con 46 comandanti per un totale di 1186 navi e 142.320 uomini.
    L’esercito dei Troiani, guidato dal comandante in capo Ettore era composto da soli 16 contingenti con uomini provenienti da 12 diversi popoli.
    Una differenza abissale, fa notare la Professoressa, non solo sotto il profilo numerico ma anche dell’organizzazione. L’esercito greco era accampato infatti nella spianata percorsa dai fiumi Xanto e Scamandro davanti a Troia. Lì si riuniva il Parlamento, lì l’esercito aveva le sue tende e le sue navi. Troia era una cittadella racchiusa dentro le mura che poteva contare sulle popolazioni alleate della Troade. L’esercito si riuniva nel Palazzo reale che doveva essere sì molto grande, ma certo non grande come la pianura davanti a Troia.
    Da qui derivano una serie di domande: “Il catalogo delle navi è una sterile elencazione di nomi, città, luoghi, numeri oppure apre la strada per riflessioni più importanti? “Perché Omero fa una elencazione così dettagliata delle forze greche, cioè del catalogo delle navi, e una così scarna di quelle troiane?” Perché il catalogo dei greci viene presentato in pompa magna con l’invocazione alla musa, mentre quello dei Troiani non è preceduto da nessuna invocazione? “Perché questa disparità?”
    Le possibili ragioni includono l’origine greca di Omero, che lo porta ad enfatizzare la potenza dei greci; il desiderio di onorare i vincitori, e la storia, si sa, la scrivono i vincitori, oppure l’effettiva disparità delle forze in campo. “Omero sembra fare due pesi e due misure, dice la Professoressa, ma in realtà evidentemente i pesi erano quelli e le misure quelle”.
    Ulteriori domande: “Sono credibili le informazioni elencate? I numeri dell’esercito greco sono stati sovrastimati? Il Catalogo è stato composto da Omero o riflette un documento pre-omerico o la tradizione orale, oppure è il risultato di uno sviluppo post-omerico? Sappiamo che l’Iliade è stata scritta molto tempo dopo la guerra, quindi le fonti delle informazioni rimangono sconosciute.
    Dopo l’esame delle forze in campo che stimola tante domande, tante riflessioni e poche risposte certe, la professoressa torna all’episodio della dea Iride che dietro il comando di Giove e sotto mentite spoglie si reca nel Parlamento troiano, per incitare Ettore a predisporre l’esercito alla battaglia. La guerra ormai si avvia alle sue fasi finali.
    Ma in quale periodo si svolge la guerra di Troia descritta da Omero nell’Iliade, qual’è il conteso storico?
    Ci troviamo nella Grecia del tredicesimo secolo, alla fine dell’età del bronzo, quindi in un’età che è quasi confinata nella preistoria.
    Il periodo descritto da Omero si concentra sugli ultimi 50 giorni della guerra mentre niente viene detto dei 10 anni precedenti. Omero non ci parla nemmeno della caduta di Troia. L’Iliade si conclude con i funerali di Ettore, ucciso in duello da Achille, che fa scempio del suo cadavere trascinandolo per tre giorni attaccato ad un carro, intorno alle mura di Troia. Il corpo di Ettore sarà poi restituito con un atto pietoso, da Achille al vecchio padre Priamo che potrà dargli una sepoltura degna di un principe ed eroe.
    La caduta della città di Troia sarà narrata nell’Eneide da Virgilio. Sarà un romano a dirci secoli dopo come è caduta Troia e a raccontarci come Enea riesce a fuggire dalla città in fiamme, fino ad approdare dopo molti anni nelle coste del Lazio per dare origine alla stirpe romana, stirpe divina essendo Enea figlio di una dea. Molte informazioni sulla guerra di Troia provengono dunque dai racconti di Enea, ma anche da quelli di Ulisse che dopo aver vagato per dieci anni nel Mediterraneo torna nella sua patria, Itaca.
    L’Iliade ci parla di una guerra sanguinosa, scoppiata, forse per motivi economici, tremila anni fa.
    Ma da allora qualcosa è cambiato? Se guardiamo la storia dell’uomo, dice la professoressa: “Non c’è stato un periodo in cui non ci sia stata una guerra.”
    Da quando l’uomo compare sulla terra, la guerra è una costante delle vicende umane. E’ la Bibbia a raccontare i primi conflitti, quello tra Adamo ed Eva che provocò la loro cacciata dal paradiso terrestre e tra Caino e Abele con l’omicidio di Abele da parte di Caino.
    Anche la storia di Roma che comincia da un piccolo villaggio sul Tevere che si espanse si espande a poco a poco fino a divenire uno dei più grandi imperi mai esistiti, è caratterizzata da guerre continue, prima contro le popolazioni italiche, poi contro Cartagine, proseguendo con la conquista dell’Africa, di parte dell’Asia e dell’Europa. Senza contare le guerre civili, tra cui spicca per importanza quella tra Ottaviano e Pompeo.
    In epoca romana ci fu solo un breve periodo di pace: “la famosa Pax Augustea”, l’età dell’oro. Le armi furono riposte e fu chiuso il tempio di Giano bifronte.
    Ma durò pochissimo, presto le porte del tempio furono riaperte perché Roma era sempre in guerra.
    Anche la scoperta dei nuovi continenti e la loro conquista fu caratterizzata da una lunga scia di guerre e sangue. E così arriviamo ai giorni nostri, attraverso guerre sempre più vaste e sanguinose.
    Dopo la digressione, la Professoressa propone l’ascolto della canzone “Imagine” di John Lennon, che evoca visioni di un mondo libero da conflitti dove le persone vivono in pace, visioni senz’altro astratte, ma che l’autore ci invita comunque ad immaginare. E’ un mondo dove non esistono le religioni, la proprietà, le nazioni e i confini tra di esse. Questa canzone che è una delle opere più famose di Lennon, fu scritta quando aveva una relazione con Yoko Ono, negli anni 70, durante la guerra in Vietnam e gli anni di piombo. A distanza di decenni i giovani ancora la conoscono, l’apprezzano e l’ammirano.
    Riassumendo, in base a quanto emerso nella lezione, le riflessioni su cui focalizzarsi potrebbero essere le seguenti:
    • L’essere umano è “condannato” alla guerra?
    • Perché i periodi di pace sono così brevi nella storia?
    • La “guerre” scoppiano prima di tutto in contesti privati tra persone legate da vincoli familiari, come ci insegna il racconto biblico: il conflitto tra Adamo ed Eva, l’omicidio di Abele da parte di Caino?
    • Perché la redenzione attraverso Cristo non ha portato alla pace universale?
    • Sono economici i motivi che hanno portato alla guerra di Troia? Perché si fanno le guerre?
    • Chi sono gli eroi nell’Iliade? E’ ancora attuale il concetto di eroe come concepito nella tradizione greca?
    • Perché le popolazioni del pianeta terra non riescono a vivere in pace?
    • Potrebbe aiutare la causa della pace, cominciare ad immaginare un mondo pacificato?
    • La patria è un concetto necessariamente da superare per eliminare i conflitti tra i popoli e raggiungere la pace globale? A questo fine sono da superare anche i concetti di religione e proprietà?
    Nell’evidenziare che l’Iliade pur raccontando fatti di tremila anni fa, può fornire preziose intuizioni sulla natura umana e sui temi intramontabili della guerra, dell’eroismo e del destino, la Professoressa ha ricordato l’importanza del pensiero critico e dell’interpretazione nello studio dell’opera di Omero.

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