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Goffredo Godi alla Galleria Faleria

In mostra dal 25 febbraio al 18 marzo

Presso la Galleria Faleria, in via Faleria 49, è in corso la mostra del pittore Goffredo Godi.
Inaugurata il 25 febbraio, potrà essere visitata fino al 18 marzo.

Godi, nato nel 1920 a Omignano, vicino Salerno, ha vissuto i suoi primi cinquant’anni in terra vesuviana dedicandosi alla pittura e all’insegnamento nei licei artistici. Trasferitosi negli anni Settanta a Roma ha continuato la propria attività pittorica e didattica e tuttora si dedica alacremente alla sua arte come dimostrano alcune delle opere presenti in questa mostra – complessivamente una trentina – che fanno parte della sua ultimissima produzione: una serie di tele ispirate ai giardini del Quirinale.

La formazione di questo pittore è costellata da incontri con personaggi chiave dell’arte italiana anteguerra ad iniziare da Luigi Crisconio che Godi ancora ragazzino rincorreva lungo il porto di Napoli per guardarlo impastare i colori, modulare le pennellate e riporre infine tutto in una cassetta che fu per lungo tempo nei sogni del giovane tanto che appena gli fu possibile la fece duplicare da un falegname per iniziare anch’egli il suo lungo percorso artistico. Altro incontro fortunato fu quello in Accademia di Belle Arti, sempre a Napoli, con il suo maestro prediletto Emilio Notte, futurista di prima generazione che ebbe così tanta influenza sul giovane allievo. E poi Armando De Stefano, Garzia Fioresi, Ennio Morlotti, Eduardo Palumbo e l’elenco potrebbe continuare.

Nonostante Godi, in più fasi, abbia sperimentato diverse figurazioni – da quelle del secondo futurismo all’astrattismo – la sua poetica rimane maggiormente legata alle rappresentazioni naturalistiche realizzate en plein air e fortemente filtrate dal proprio stato d’animo. Se da un lato il suo operare ha caratteristiche “antiche” e immutevoli, i suoi paesaggi, invece, risultano più che mai attuali e metamorfici.

Più di un critico – uno per tutti Gino Agnese – ha accostato, per i temi e la tavolozza ricca di terre, l’opera di Godi a quella di Morandi considerando l’autore partenopeo una sorta di “risposta mediterranea” al paesaggista padano; ma ciò che nel maestro bolognese si traduce in atmosfere metafisiche e lontane, in Godi diventa vibrazione, sensazione. “Metodico e appassionato” l’ha definito la critica Laura Turco Liveri, condensando in questi due aggettivi apparentemente contradditori l’essenza di questo instancabile pittore.

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