

Il 22 maggio nei pressi di Torre Argentina le “gattare” storiche della città s’incontrano
La città ed i suoi gatti. Così un pittore dovrebbe dipingere il sito archeologico di Torre Argentina, dove al sole dei monconi di antiche colonne romane, o tra i piedi della statua di qualche imperatore, troviamo spesso pigramente distesi simpatici felini, figli adottivi di quella Roma antica dove più volte cambiarono le sorti della città eterna e dove Giulio Cesare trovò la congiura ad attenderlo.
Da allora sono passati 20 secoli, ma sembra che lo spirito del condottiero viva ancora in quello dei nostri aristocratici gatti che, quasi orgogliosamente, vigilano sui templi dell’antica sacralità romana chiedendo in cambio solo un rifugio per dormire e qualche avanzo per mangiare.
Ad accogliere la loro richiesta un gruppo di gattare che da anni si occupano della grande colonia felina di Torre Argentina e che ora vogliono esprimere a gran voce quelle che sono le reali necessità di questi piccoli animali.
Così lunedì 22 maggio dalle ore 17 alle 20 presso l’area pedonale di via S. Nicola de’ Cesarini, si terrà un incontro intitolato a I Gatti di Roma, già riconosciuti dal Comune capitolino come Patrimonio Bioculturale della città, dove le gattare esporranno le problematiche relative alla sopravvivenza dei felini di Torre Argentina alla presenza di Monica Cirinnà, dal 1994 delegata del sindaco all’Ufficio per i Diritti degli Animali.
Tra le richieste anche quella di ricevere contributi utili a finanziare l’attività del Centro per la Promozione della Sterilizzazione nato per tenere sotto controllo la natalità della colonia e per ridimensionarne la crescità.
Le gattare di Torre Argentina fanno quello che possono per aiutare i loro amici di zampa e la loro pazienza è davvero ammirevole se si pensa che storicamente queste signore sono attive nella zona da più di 80 anni alternandosi nella cura della colonia. Infatti tutti i felini dell’area archeologica in questione sono qui dal 1929, da quando cioè iniziarono gli scavi del sito sacro di Torre Argentina che consentì loro di trovare tra le vestigia antiche un luogo protetto al di sotto del piano stradale dove vivere in tranquillità.
Da allora le gattare hanno dato sempre il loro contributo affinché tutti questi piccoli ospiti potessero disporre di condizioni di vita accettabili.
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