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Hates, house at the end of the street

Ryder: "è complicato come la maggior parte dei bei film”

Debutta il 13 giugno in tutte le sale italiane “Hates, house at the end of the street” , l’ultimo prodotto della Eagle Pictures, prodotto da Aaron Ryder, e diretto da Mark Tonderai, presentato alla stampa romana lunedì 6 maggio presso la sala dell’Anica.

hatesIl premio Oscar Jennifer Lawrence, reduce dal successo mondiale di Hunger Games e de Il Lato Positivo, e la candidata al premio Oscar Elisabeth Shue (Via da Las Vegas, Piranha 3D) sono le protagoniste di questo thriller psicologico che vi terrà incollati alla sedia. Una teenager, Elissa, e la madre divorziata, Sarah, si trasferiscono in un quartiere esclusivo per iniziare una vita migliore. Ma dopo poco vengono a sapere che girano voci sul bosco vicino, dove pare che viva un omicida; Elissa conosce un ragazzo misterioso, unico sopravissuto di un efferato doppio omicidio avvenuto nella casa accanto: da quel momento in poi i sogni di un futuro più radioso di madre e figlia precipitano vertiginosamente in una spirale da incubo.

“House at the End of the Street è complicato proprio come è complicata la maggior parte dei bei film”, dice il produttore Aaron Ryder. “È un thriller hitchcockiano, indirizzato a un pubblico più giovane, con un grande cast di giovani attori. La sceneggiatura è fantastica, nel senso che fa veramente paura”.

I personaggi in House at the End of the Street sono tormentati da un’orribile tragedia consumatasi parecchi anni prima rispetto al momento di inizio del film. “Una coppia venne assassinata dalla figlia handicappata che poi scomparve” dice Ryder. “Ora Elissa e la madre Sarah si trasferiscono nella casa accanto a dove si è consumato il massacro. C’è un unico sopravvissuto, un giovane di nome Ryan, che ancora vive nella casa. È con lui che Elissa inizia una relazione, forse il suo primo amore. Ma si scopre che c’è qualcosa di maligno nel paese”.

Il film è tratto da un breve racconto dello scrittore, direttore e produttore Jonathan Mostow, ed è stato sottoposto a una profonda rielaborazione da parte di Mostow e del suo partner di produzione, Hal Lieberman. “È raro trovare materiale come questo già sviluppato in modo veramente valido da professionisti competenti”, dice Ryan: “È stato per questo che molti registi di grande esperienza si sono interessati al progetto”.

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