

Il candidato Sindaco di AN ha lanciato il suo programma durante la convention del 19 marzo al Teatro Brancaccio
Un programma in sette punti da realizzare nei primi 100 giorni di amministrazione. E’ la promessa di Gianni Alemanno, ministro delle Politiche Agricole e candidato Sindaco per Alleanza Nazionale alle elezioni del 28 maggio prossimo, fatta durante la convention di AN, domenica 19 marzo, sul palco del teatro Brancaccio in via Merulana.
Presentato dall’attore Luca Barbareschi, testimonial della manifestazione, Alemanno ha indicato i sette punti del suo programma:
1. Approvare un nuovo PRG che abbia come obiettivo principale la ricostruzione delle periferie e l’individuazione di aree di edilizia economica e popolare. Questo potrebbe essere realizzato anche adesso, prima delle elezioni, se la giunta Veltroni accoglierà le nostre richieste di modifica della loro proposta di Prg, richieste che abbiamo avanzato nei giorni scorsi e su cui ancora si deve decidere. Altrimenti sarà inevitabile intervenire nuovamente sugli strumenti urbanistici per dare regole e certezze a cittadini ed imprenditori.
2. Smantellare il Moloch del gruppo al Comune di Roma che oggi è una holding costituita da più di 80 partecipate, per lo più costose, improduttive e serbatoio di consulenze politiche. Una struttura più snella delle partecipazioni del Comune è necessaria per risparmiare sul bilancio e per lasciare più spazio all’iniziativa privata.
3. Un grande progetto di rilancio della solidarietà sociale tutto basato sulla sussidiarietà, rendendo protagoniste le associazioni no profit, il volontariato, le fondazioni e l’associazionismo sociale. In questo progetto il ruolo e la presenza del mondo cattolico saranno fondamentali per dare risposte agli emarginati ed agli indigenti che oggi sono abbandonati a se stessi. Roma dev’essere anche una Capitale dei valori e della solidarietà, e non dev’essere città dove muore un senza tetto ogni 15 giorni.
4. Affidare il compito alla Camera di Commercio di creare una grande agenzia per lo sviluppo degli investimenti nazionali ed internazionali a Roma. Investimenti come sponsorizzazioni per rilanciare il nostro grande patrimonio storico e monumentale. Per far questo serve un’Agenzia di privato – sociale e non l’intervento delle istituzioni pubbliche.
5. Creare un marchio "Roma" che certifichi per i turisti ed i cittadini tutto ciò che è tipicamente romano, dalle trattorie ai ristoranti, dai prodotti alimentari artigianali ai servizi privati offerti ai turisti.
6. Spostamento dei Campi Nomadi lontano dai centri abitati, chiusura di quelli abusivi e garanzia dell’effettiva temporaneità della sosta in questi campi, per evitare la presenza di nomadi, stanziali da tempo ma fuori dalle regole. Rafforzare tutti i servizi di controllo sui flussi migratori, evitare che piazze e quartieri romani siano preda dell’immigrazione clandestina e che intere zone della città vengano egemonizzate da gruppi etnici non integrati nel territorio cittadino.
7. Chiusura di tutti i Centri Sociali che non si impegnano esplicitamente a rifiutare la violenza politica e non osservano precise regole di convivenza civile nei quartieri dove sono inseriti. Roma ha il record di centri sociali occupati che sono incubatori artificiali di violenza politica, che degrada l’immagine e la vita della nostra città.
Una ’’Roma terribilmente antica, ma anche terribilmente moderna’’. Questo l’intervento conclusivo di Alemanno, salutato dagli applausi degli ex-ministri Storace e Gasparri e da una ‘standig ovation’ – accompagnata da qualche saluto romano – della gremita sala del Teatro.
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