

Dopo i 500.000 della finalissima al Circo Massimo, oltre un milione hanno festeggiato la nazionale italiana di calcio
Foto esclusive, scattate dal pullmann della Nazionale, dell’Archivio Fotografico Atac. 1- via Petroselli; 2- piazza Venezia; 3- Circo Massimo; 4- Del Piero, Toni e Cannavaro;
Ieri 10 luglio, all’indomani del successo ai mondiali di calcio “Germania 2006”, la nazionale italiana è atterrata nel tardo pomeriggio all’aeroporto di Pratica del Mare, dove ad attenderli c’era anche il sindaco di Roma Walter Veltroni.
Nemmeno il tempo di esultare e festeggiare, con i tantissimi romani presenti all’aereoporto, che gli uomini di mister Lippi hanno raggiunto i due pullmann con i quali si sono messi in moto verso Palazzo Chigi, ma il tragitto di una trentina di km è stato percorso molto lentamente perché erano tanti anche i romani che li hanno attesi lungo tutto il percorso.
Finalmente alla sede del Presidente del Consiglio Romano Prodi, il quale ha ringraziato i 23 azzurri e tutto lo staff tecnico per aver offerto all’Italia una chiara occasione di straordinaria unità, consegnando a ciascuno di loro una medaglia d’argento al valore sportivo.
Poco dopo le 21.30 a bordo di un pulmann scoperto la compagine italiana ha sfilato nel cuore di Roma acclamata a gran voce da decine di migliaia di tifosi letteralmente impazziti.
Peccato però che non sia stata presa in considerazione l’idea di attraversare via dei Fori imperiali e passare davanti al Colosseo, arena di gladiatori e simbolo di trionfo. Proprio lì in tantissimi si erano raggruppati pronti a salutare i propri beniamini.
Ore 22.25, in comprensibile forte ritardo, capitan Cannavaro e compagni, presentati dal duo Tiberio Timperi e Carlo Verdone (che ha avuto un’ovazione incredibile), hanno fatto il loro ingresso sul palco del Circo Massimo, davanti a circa un milione di tifosi e allo sventolìo di bandiere rigorosamente tricolori.
E’ l’apoteosi: bambini, uomini, donne e anziani impazziscono letteralmente di gioia e la serata, dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, letto da Giancarlo Abete, va avanti con cori (po po ro po po po po), canti (We are the champions e L’inno di Mameli, cantato più e più volte già in precedenza) e sfottò (Chi non salta un francese è… oppure Trezeguet… Trezeguet… il rigore lo hai sbagliato solo te).
Peccato però che i maxischermi fossero limitati rispetto alla massiccia affluenza, peccato per i soliti cori anti-Lippi (ma fortunatamente sono stati molti e fragorosi anche quelli a favore del mister), per le solite risse e peccato per il servizio del trasporto pubblico, risultato ancora una volta inadeguato, a fronte ad esempio di quello della Capitale russa, Mosca, potenziato e raddoppiato per l’occasione e per la curiosità del suo popolo di osservare una nazione straniera in festa.
Poi sulla scia della consapevolezza e dell’entusiasmo, continuano i caroselli fino alle 4 del mattino e si va a dormire con la sicurezza che per altri quattro anni saremo sempre noi i CAMPIONI DEL MONDO!
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.