

Satnam Singh perse la vita nel giugno del 2024 dopo essere stato abbandonato per strada, dissanguato e senza un braccio, dal suo datore di lavoro
Sono arrivati in Italia con il dolore nel cuore e con la speranza che la morte di Satnam Singh non resti una tragica parentesi dimenticata. Su invito della CGIL, i familiari del bracciante indiano morto lo scorso anno in condizioni disumane stanno partecipando a una serie di incontri istituzionali e momenti commemorativi. Una visita che è insieme ricordo, denuncia e richiesta di giustizia.
Satnam Singh perse la vita nel giugno del 2024 dopo essere stato abbandonato per strada, dissanguato e senza un braccio, dal suo datore di lavoro. Una ferita non solo fisica, ma simbolica: il segno profondo dello sfruttamento, dell’indifferenza e della disumanità che troppo spesso colpiscono chi lavora nei campi italiani.
Lunedì 14 luglio, nella sede della Regione Lazio, i familiari sono stati accolti dal presidente Francesco Rocca, che ha espresso parole forti e chiare:
“Quella di Satnam Singh è una vicenda che va oltre la sicurezza sul lavoro. È mancata l’umanità. Il rispetto delle regole più basilari, il senso minimo di civiltà. Non possiamo permettere che tragedie simili continuino ad accadere nel silenzio”.
Un incontro toccante, ha ammesso il governatore, “quando ci si misura con il dolore, con la perdita, si comprende quanto sia necessario agire. Ci costituiremo parte civile anche noi. Ma serve un cambio culturale”.
Durante la settimana, i familiari di Satnam stanno partecipando a tavoli istituzionali, momenti di ascolto e commemorazioni. Martedì saranno al Comune di Cisterna di Latina, dove Satnam viveva con la moglie Soni, mentre giovedì 17 luglio è previsto un doppio appuntamento cruciale:
al mattino l’incontro nella sede della CGIL nazionale di Corso d’Italia con il segretario generale Maurizio Landini;
nel pomeriggio l’audizione presso il Senato della Repubblica, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
La CGIL, che ha fortemente voluto questa visita, si è costituita parte civile nel processo in corso e sostiene la famiglia di Satnam nella loro battaglia per ottenere verità e giustizia.
“Durante questa settimana – ha spiegato la CGIL Roma e Lazio – i familiari incontreranno istituzioni, forze politiche e sociali. Ci auguriamo che da questi incontri emergano impegni chiari, misure concrete contro caporalato, sfruttamento e infortuni sul lavoro. Perché quanto accaduto a Satnam Singh non debba più accadere. A nessuno”.
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