

Ne hanno discusso il 20 gennaio i cittadini in un incontro col presidente Orlando Corsetti
Cittadini sul piede di guerra nel III municipio quando ormai mancano solo pochi giorni al 30 gennaio, la “deadline” entro la quale sarà ancora possibile esprimere delle osservazioni alle controdeduzioni del Piano regolatore approvato dalla giunta capitolina lo scorso 6 dicembre.
“Troppo poco tempo: un mese e mezzo a cavallo di Natale per fare osservazioni si è rivelato insufficiente” hanno commentato esponenti dei comitati di quartiere presenti all’incontro del 20 gennaio con il presidente del III municipio Orlando Corsetti, presso il Dopolavoro ferroviario dello scalo San Lorenzo, l’area che simbolicamente rappresenta il punto centrale e critico delle trasformazioni che interesseranno il III municipio.
La discussione per l’approvazione del Prg, definito “un’occasione di rilancio per Roma”, è partita nel 2000: un dibattito “partecipato e discusso” a detta di Corsetti al contrario di ciò che è apparso ai cittadini, e cioè una partecipazione pressoché ridotta a “pura formalità” visto che i progetti, secondo quanto riportato dai diretti interessati, sarebbero passati in conferenza di servizio, ovvero approvati senza che nessuno degli abitanti li conoscesse.
Il nuovo piano regolatore prevede un Ambito di valorizzazione nell’area compresa tra via Tiburtina e viale delle Province, che presupporrebbe una serie di “azioni strategiche rivolte alla valorizzazione di edifici e spazi aperti di interesse storico, architettonico e ambientale; al recupero dei manufatti in stato degradato per la creazione di nuove centralità con funzioni miste e qualificanti e all’inserimento di attrezzature e servizi pubblici (parcheggi, spazi pedonali e ciclabili, aree verdi attrezzate)”.
Centro nevralgico degli interventi sarà la nuova stazione Tiburtina, interessata dai lavori per l’alta velocità, che comporterà il ridisegno dell’area circostante nonché la riqualificazione dell’asse storico di via Cupa e il recupero del deposito Atac di via della Lega Lombarda per “funzioni culturali-ricreative e per servizi amministrativi”.
Costo totale delle operazioni 320 milioni di euro stazione esclusa, la quale finirà per essere una “cittadella autosufficiente e chiusa su se stessa” con centro commerciale, negozi, alberghi ma priva, stando all’analisi condotta dal coordinatore del giornale on line piazz@blog Bruno Carmeli, di servizi pubblici come asili, scuole e Asl resi invece necessari dall’aumento di abitanti in questa zona, basti pensare al flusso di nuovi lavoratori della stazione.
Per non contare che il piazzale antistante, area di massimo attraversamento, sarà occupato da un edificio di 5 piani da adibire a Municipio, mentre la valorizzazione del deposito Atac porterà 4900 mq di edilizia residenziale e 4000 di commerciale.
Così via Cupa diventerà semplicemente una zona alberghiera “altro che area artigianale da recuperare”, tuonano i cittadini preoccupati per il degrado che un utilizzo solo diurno del territorio potrebbe comportare. Cementificazione, zero viabilità, espansione selvaggia dell’Università nel quartiere San Lorenzo rimangono dunque i nodi principali da risolvere in attesa che la data per esprimere le osservazioni al PRG venga prorogata.
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