I nostri amici imprenditori durante il Coronavirus a Roma est

Come è cambiata la loro vita quotidiana, come stanno affrontando gli inediti problemi ingenerati dalla pandemia, quali sono i loro suggerimenti e le loro riflessioni
Enzo Luciani - 22 Marzo 2020

Quello che il Covid-19 ha portato in Italia è qualcosa di epocale e che a stento riusciamo ancora a comprendere completamente.
Tutto appare surreale e la vita di tutti noi è stata stravolta, anche qui a Roma nonostante le infezioni (per ora) siano in un numero tutto sommato ancora irrisorio rispetto alla popolazione.

Per cercare di spostare almeno un minimo questo velo che tutto ci offusca e non ci fa più vedere chiaramente come è la vita la fuori perché siamo chiusi nelle nostre quattro mura abbiamo contattato telefonicamente i “nostri amici imprenditori”, da sempre antenne molto sensibili, soprattutto in momenti cruciali.

Questa ricognizione non è ovviamente completa ed è destinata a mutare nel tempo.

Decathlon Prenestina saluta

Tor Tre Teste

Giolist Bar

Bar-Tavola calda

Giorgio Listo: «Siamo chiusi al pubblico, ma da lunedì 16 marzo ho iniziato a raccogliere le ordinazioni telefoniche per il pranzo e stiamo effettuando consegne, logicamente nelle immediate vicinanze dell’esercizio che è a Tor Tre Teste in via Davide Campari 14-16.

Per ordinare il numero e 3931499832, anche con Whatsapp… non posso girare tutta Roma per portare il pranzo, anche se chi mi conosce sa che ne sarei capace!… Speriamo che passi in fretta».

+++ AGGIORNAMENTO +++

Dal 23 marzo, fino a data da destinarsi, Giolist Bar non farà più neanche il servizio a domicilio… saremo chiusi del tutto!
Nella speranza che tutto finisca al più presto!

Lievito

Fornaio in via Campari 2

Enrico: «Da lunedì 16 marzo siamo aperti dalle ore 7:30 fino alle ore 15:00 sabato compreso. Ridotto personale, pizza solo bianca e rossa come da disposizioni. -50% incassi ma almeno siamo ancora aperti. Le persone vengono da noi perché non ci sono file esagerate e quando c’è da aspettare lo fanno rispettando le norme

Laboratorio Analisi Lepetit

via Davide Campari 177-181

Dal 16 marzo il Laboratorio Analisi Lepetit sta osservando i seguenti orari: Lunedì-Venerdì 7:00-18:30 e Sabato 7:00-13:00.
La struttura rimane aperta per poter garantire la continuità assistenziale sul territorio.

Il loro appello: «Aiutateci a garantire e a garantirvi la giusta serenità rispettando le misure cautelative previste dalla legge e attenendovi alle buone pratiche di comportamento emanate dal Ministero della Salute».
Si ricorda che presso la struttura non è possibile eseguire il test di ricerca del virus covid-19 (Coronavirus).

La Rigenera

Apparecchiature elettroniche, toner, riparazione telefonini, via G. Candiani 65

Alberto Margani: «Dal 16 marzo abbiamo ridotto l’orario di apertura dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 13.00. Probabilmente se la situazione non migliorerà mi organizzerò per consegne a domicilio, senza tenere aperto fisicamente il negozio, ma ora è prematuro parlarne.
Parte del mio lavoro si è interrotto perché alcune tipologie di attività sono chiuse mentre continuo a rifornire altre che lavorano a pieno regime.
A Tor Tre Teste sono molti i genitori che si sono dovuti trasformare in “maestri” e vengono qui a stampare i compiti o a comprare le ricariche per la stampante”.

Fino all’altro giorno ho visto troppe persone che continuavano a frequentare il parco, qui di fronte al mio negozio, facendo capannello o anche qui sotto ai portici ma da giovedì 19 questo afflusso è sensibilmente calato anche grazie ai passaggi delle automobili delle forze dell’ordine che col megafono ricordano le disposizioni del Decreto.»

Remax Diamond

Immobiliare, via dei Berio 214-216

Consuelo Puleo: «I nostri uffici dal 13 marzo sono chiusi al pubblico.
Rimarranno fruibili per le necessità (proposte, preliminari, o esigenze improrogabili di lavoro) di qualunque consulente Remax Diamond.

Speriamo che questo sforzo serva a tornare operativi più forti di prima. Continueremo a lavorare da casa!

Per necessità contattare il Broker Consuleo Puleo al 3494999196 o le Assistenti d’ufficio al fisso 062285206 dal quale verrà attivato il trasferimento di chiamata.»

L’Edicola di via Campari alt. civ. 192

L’edicolante Emanuele registra in questi giorni un aumento della vendita dei quotidiani e di giornaletti per i più piccoli, ma meno figurine ed altre bustine. Le persone circolanti nel quartiere sono diminuite di molto.
La gente si sta dimostrando più responsabile e più consapevole dei pericoli a cui si può andare incontro.
Sono in funzione in questo tratto di via Campari la lavanderia, le poste e l’alimentare.

Quartiere Alessandrino

Antica Norcia

gastronomia, alimentari, viale Alessandrino 413

«Il coronavirus ha messo a dura prova l’animo di tutti! Noi siamo sempre qui presenti e grazie a tutti quelli che non ci hanno dimenticato in questi momenti…

Ringraziamo Swami, la prima bimba che ci è venuta a donare un suo arcobaleno, e rivolgiamo un invito a tutti i clienti e amici dell’Antica Norcia, di portarci in viale Alessandrino 413 i disegni dei loro bambini e noi li attaccheremo fuori sulla nostra porta. Coloriamo questo momento un po’ triste!»

Roxy (Bar e Tabaccheria)

Angelo Umbro: «Concordo con le misure adottate dal Governo. Prima e meglio le rispettiamo e prima finisce, anche se alcuni punti delle ordinanze non mi convincono.
Il 16 marzo ho regolarmente pagato i contributi senza posticiparli, nonostante ci fosse la proroga e noi fossimo già chiusi dal 12 marzo.
Preferisco preservare la salute di clienti e dipendenti stando chiuso contribuendo così, nel mio piccolo (che tanto piccolo non è) a limitare il propagarsi di questa pandemia.

Dopo la chiusura del bar, in viale Alessandrino 313-315, mi sono spostato nell’attigua tabaccheria che, da disposizioni governative, rimane aperta dalle 8:30 alle 18:00

Cesercom 

Centro di servizi commerciali, contabili e fiscali, via G. B. Delponte 3/a

Giuliano Iannilli: «Il nostro studio, dopo il Decreto del 9 marzo, ha attivato i servizi di smart working e resterà chiuso al pubblico fino a nuove disposizioni governative.
Sono comunque garantiti tutti i servizi di consulenza fiscale e del lavoro, nonché l’elaborazione dei dati contabili e dei cedolini paga.
Lo studio può continuare ad essere contattato per e-mail (cesercom@libero.it) e dal lunedì al venerdì, rispettando i consueti orari d’ufficio (09:00/13:00 – 15:00/19:00), tramite i seguenti recapiti telefonici: 3281457369 (Giuliano Iannilli); 3791918195 (Alessio Verducci); 3791612170 (Segreteria).

Quartiere Centocelle

Timbrificio Centocelle

Giuseppe Crescentini: «In questi giorni sono stato poco in sede anche perché la quasi totalità dei miei clienti ha l’attività chiusa o comunque non ha necessità di timbri, targhe, ecc. Però mi sono organizzato raggruppando gli ordini e facendo consegne in determinati giorni. Oggi, 20 marzo, via delle Acacie 13 c/d si è presentata praticamente deserta.

Sto attivando il trasferimento di chiamata dallo 062411657 così chiunque avrà bisogno di me mi potrà telefonare e ci si potrà organizzare.»

Quartiere Collatino

Macelleria Colasanti ed Eccevinum

Macelleria e Enoteca in via Cherso 142/144

Mauro Colasanti: «Il nostro negozio di macelleria nei primi giorni ha avuto un grande afflusso di clienti, una sorta di corsa all’accaparramento, ma ora è tornato normale. L’attività è però più complessa sia per osservare tutte le necessarie precauzioni, che per riorganizzare il lavoro.

Ho trasferito tutte le nostre forze che prima rifornivano le attività di ristorazione, ora chiuse, al nostro nuovo servizio “Consegne a domicilio” e dal 16 marzo siamo partiti per “non lasciare nessuno indietro”.

I clienti possono inviare gli ordini utilizzando il +393755398671 con il sistema di messaggistica Telegram. Dopo l’accettazione l’ordine verrà evaso nelle 24 ore successive. Le consegne a domicilio sono gratuite per una spesa minima di 50.00 euro. Va specificato indirizzo dettagliato, civico, interno, scala e nome sul citofono. Pagamenti contanti, con carta o buoni pasto (per i pagamenti con i buoni pasto non è prevista consegna gratuita, il costo è calcolato al 10% della spesa). Al termine della preparazione di quanto ordinato verrà inviata al cliente la foto dello scontrino.

Il nostro lavoro è cambiato molto perché l’Enoteca Eccevinum, via Cherso 152\154, come da disposizione governative, è chiusa e, con la chiusura dei ristoranti, è cessato il nostro settore di rifornimento di queste attività. Sulla mia azienda la ripercussione economica è forte, sia per i mancati introiti, sia per la difficoltà a riscuotere le vecchie pendenze perché, se i ristoranti non riaprono, non possono incassare e pagare i fornitori (come noi).

Per evitare di aggravare economicamente la situazione dei nostri collaboratori ci siamo comunque subito attivati nel servizio a domicilio, cercando di tamponare l’emergenza. Chissà che questo non diventi una nuova opportunità imprenditoriale.

Sono orgoglioso del gruppo che ho costruito in questi anni e che ora tutti i giorni opera dalle ore 4:00 alle 18:00 per offrire oltre al solito impeccabile servizio anche il massimo rigore nel rispettare le direttive anti Covid-19.

Vedo ancora troppa gente in giro per Roma e troppi indisciplinati e questo, considerato tutti i sacrifici che stiamo facendo come attività e che molti altri imprenditori stanno facendo, mi addolora. Non nascondo che il quartiere Collatino l’ho trovato molto indisciplinato e noto poco controllo (anche se non dovrebbe servire un controllo per farci fare qualcosa che è per il nostro bene!).

Per quanto riguarda la mia vita privata, io ero abituato a rientrare a casa tardi e ora invece rientrando prima mi ritrovo a dividere il divano con gli altri componenti della mia famiglia e mi sento quasi un intruso in casa mia, però sto apprezzando nuovamente  momenti di intimità come una cena, tranquilli, tutti insieme a tavola.

I Professionisti del Web

WebHero

Federico Giannicchi: «Per noi di WebHero – che siamo, per lavoro, tecnologicamente avanzati – piattaforme cloud, videochiamate, ecc. sono il nostro pane quotidiano e ciò che è cambiato maggiormente è stato il riorganizzarsi per lavorare da casa invece che in sede (in via Sorrento 21 al Pigneto). Ora devo giostrarmi negli ambienti di casa: tra la mia camera da letto dove ho la mia postazione pc a favore dil balcone e la sala da pranzo, visto che ho due bambine, ma a parte questo tutto procede bene. I clienti stanno tendo attive tutte le campagne avviate, tranne quelli che hanno attività locali che devono stare chiuse per Decreto.

Quindi il tempo che ci rimane libero lo abbiamo dirottato sui videocorsi, curandoli maggiormente e promozionandoli di più rispetto a prima. Si prosegue, e bene, perché nell’ambiente digital ancora c’è molta attività.»

Preoccupazioni per il futuro. «Ovviamente mi attendo una flessione dei preventivi a causa del minor flusso di denaro nel prossimo periodo, ma dovremo essere preparati e pronti a far maggior branding aziendale e cercare di superare questo momento. Sento una grande volontà da parte di tutti nel voler superare questa crisi.»

Letizia Palmisano

Giornalista, consulente di social media marketing

«Dal punto di vista lavorativo ho perso dei lavori e ridotto altri, però una parte dei contratti per fortuna reggono e mi ritengo molto fortunata perché, anche se in quota minore, mantengo ancora un lavoro.  Al contempo, gli incarichi rimasti richiedono tutti uno sforzo maggiore, quindi paradossalmente la mole di lavoro non si è ridotta perché chi è rimasto aperto, lotta per la sopravvivenza e il minimo che io possa fare è dare loro tutto il supporto possibile.

Sono allenata a lavorare a distanza (dai tempi dell’università e dei mesi interi passati chiusi in stanza a studiare durante le sessioni d’esame). Tant’è che negli anni sono diventata una piccola esperta dello smart working (il mio ultimo decalogo è consultabile sul mio sito https://www.letiziapalmisano.it/come-organizzare-lo-smart-working-e-lavorare-da-casa-senza-diventare-matti-in-10-mosse-digital-detox/).

Per la mia vita privata, come tutti soffro, ovviamente, a stare chiusa in casa. Prima uscivo tutti i giorni, più volte: per portare il figlio a scuola e riprenderlo, andare in piscina, uscite di lavoro, andare a corsi di formazione, e via dicendo (inclusi una serie di controlli medici che mi ero ripromessa di fare visto l’arrivo degli anta!). Mi ero infatti imposta dall’inizio 2020 di ridurre il lavoro in favore della vita privata e dedicarmi a tutte queste attività che ho fatto solo per uno o due mesi prima del lockdown. Per fortuna tra i cambiamenti da 2 mesi avevo inserito la spesa biologica a domicilio per verdure, frutta, carne uova e formaggi. Ammetto che è stata la migliore idea (inconsapevole) che potessi aver avuto (per il Coronavirus).

Il cambiamento più grande, però, lo ho avuto come madre. Mi son dovuta trasformare ad essere maestra e anche compagna di gioco a tempo pieno. Mio marito è a casa dal lavoro (ferie per circa 3 settimane) e lui gioca e studia con mio figlio per tutta la mattinata. Nel pomeriggio subentro io. Bruno, mio figlio, ha sei anni, sa tutto del Coronavirus (tutto quello che deve sapere alla sua età) ma è fisiologico che ogni tanto stia male perché non vede i nonni e gli amici. Skype non è la stessa cosa. Qualche giorno fa, imbronciato, ha detto: in questa casa si vedono sempre le stesse facce (noi 3 appunto). Ma a parte alcuni momenti, per il resto riesce ad essere sereno, è la cosa che più conta ora per me.

Per la mia salute mentale e psichica… continuo la dieta che mi aveva dato la dietista e mi son procurata una mini cyclette e ripescato il vecchio step dei tempi della laurea (correva l’anno 2008!) che cigola un po’ ma funziona ancora.

L’aiuto agli altri. Cerco poi di non dimenticare gli altri. Non posso andare dai miei genitori e allora penso che anche altri figli non possano fare lo stesso nel mio edificio. All’ingresso del palazzo all’inizio del lockdown con mio marito abbiamo affisso un cartello: chiunque ha bisogno può dirci cosa comprargli. Usciamo poco ma quella rara volta evitiamo ad altri di fare altrettanto. Mi sono arrivati degli sms molto belli da alcuni condomini coi quali mi auguro torneremo un giorno a berci un caffè, magari al bar sotto casa che spero tanto riapra!

Non esco da 6 giorni (quando ero andata a fare la spesa). Parlo, via telefono e PC, con i colleghi di lavoro soprattutto. Si va avanti alla giornata. Si è consapevoli che non avremo una vera scadenza per molto tempo. Si teme quel che si troverà. La salute è la prima cosa ma pensi a chi non se la può garantire, a chi vive per strada, ai profughi, a chi sta male da solo in casa. Però non riesci a non riflettere sul mondo che ritroverai. I negozianti riapriranno? I clienti resisteranno? Pagheranno le fatture? La gente uscirà più solidale o più incattivita?

I momenti di sconforto non mancano ma penso a chi sta peggio e ho il dovere morale di far sorridere le persone che sento, mio figlio e pensare a tirare avanti anche per poter dare una mano nella ricostruzione. Non poter fare molto ora (se non stare chiusa in casa e scrivere qualche decalogo, spero utile), mi consuma ma so che arriverà il momento in cui ognuno di noi verrà chiamato a fare la propria parte ben oltre lo stare chiusi in casa. Bisogna resistere per essere pronti

iDoctors

iDoctors, attivo da 12 anni, è un sistema di prenotazioni di visite mediche per il privato ed un gestionale di servizi per i medici, di supporto alla loro attività professionale.

«Come tutti, l’emergenza ci ha colti di sorpresa. Dal punto di vista della gestione del nostro lavoro, siamo tra quei “fortunati” che hanno bisogno solo di un computer e di una connessione internet per lavorare, e questo stiamo facendo.

La gestione del quotidiano è però cambiata completamente.
Innanzi tutto le prenotazioni online di visite mediche sono drasticamente diminuite (sia per la necessaria riduzione degli spostamenti, sia perché molte regioni hanno disposto la chiusura degli ambulatori privati), quindi buona parte del nostro staff si occupa di fornire assistenza ai medici che devono ridurre le visite alle urgenze, oltre a dare supporto ai professionisti che vogliono rimanere in contatto con i propri pazienti per via telematica, tramite i Videoconsulti, un sistema lanciato alla fine dello scorso anno, e che adesso invece sta diventando uno strumento utile per molti medici, per fornire continuità assistenziali ai propri pazienti.

Per quanto riguarda l’organizzazione dell’attività, lavoriamo ciascuno dalla propria abitazione, quasi normalmente. Siamo un piccolo gruppo, 12 persone, e abbiamo qualcosa come 8 diversi gruppi su Skype, divisi per task, per poterci videochiamare o semplicemente chattare. Siamo una società che lavora su internet, quindi questi sistemi non sono una novità per noi, così come siamo abituati a lavorare con i vari cloud e tutti gli strumenti che il web ci mette a disposizione.

Mai come adesso ci accorgiamo di quanto sono utili questi nuovi sistemi, ma mai come adesso constatiamo anche quanto è importante il contatto diretto: inutile dire che nessuna videochiamata può sostituire un confronto diretto fra le persone.»


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