Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello

Al teatro Quirino con la regia di Gabriele Lavia
Francesco Sirleto - 19 Novembre 2022
Visto, con grandissimo piacere, anzi entusiasmo, il 18 novembre 2022 al teatro Quirino Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, primo degli 8 spettacoli previsti dall’annuale abbonamento che, ormai da molte stagioni, rinnovo.
È stata, senza retorica o piaggeria, una serata del tutto eccezionale, con un teatro che, così gremito, non si vedeva da non so quanti anni. Una serata animata con maestria da quell’autentico mattatore nonché animale da palcoscenico che risponde al nome di Gabriele Lavia, del quale si può dire ciò che di solito e banalmente la vox populi afferma come caratteristica del buon vino: invecchiando migliora. Lavia è uno di quei grandi capocomici che non si limita a mettere in scena un testo anche famosissimo come, nella fattispecie, Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, ma lo ricrea pur senza tradirlo. E lo ricrea secondo il proprio gusto e la propria acuta sensibilità, amalgamando e armonizzando le due diverse edizioni pirandelliane (quella in puro dialetto siciliano del 1918 e quella in lingua italiana del 1923, senza tuttavia trascurare la versione in napoletano del 1936 ad opera di Eduardo De Filippo), apportando notevoli varianti sul piano scenografico e musicale e calcando la mano, sotto il profilo contenutistico, sulla figura controversa della protagonista Beatrice (interpretata dalla bravissima Federica Di Martino), facendone un’antesignana solitaria e incompresa del movimento femminista italiano e internazionale.
A tale proposito, occorre notare che, in questa messa in scena, Lavia ci propone una sorta di dialettica tra la protagonista femminile Beatrice (signora dell’alta borghesia, moglie di un imprenditore che la tradisce con la moglie del suo contabile Ciampa) e il protagonista maschile, appunto il contabile Ciampa, interpretato magistralmente dallo stesso Lavia.
La prima, padrona ma in quanto donna sottomessa al marito, vorrebbe gridare al mondo la verità dell’adulterio subito e, così facendo, mettere in crisi l’ordine morale e sociale (ipocrita e perbenista) su cui si fonda una società divisa in classi; il secondo, piccolo borghese alle dipendenze del seduttore di sua moglie, pur essendo consapevole del tradimento, fa di tutto affinché il mondo “non sappia”. Pertanto, di fronte alla volontà di verità della sua padrona, è lui, Ciampa, che si erge a baluardo dell’ordine costituito, convincendo Beatrice a fingersi pazza e perfino i suoi familiari (madre e fratello) ad accettare, a difesa dell’onore della famiglia, la finzione della follia di Beatrice e il suo ricovero in manicomio.
Si attua così un singolare rovesciamento: la padrona, essendo donna e vittima, diventa, sia pure per poco, una sovversiva; il servo Ciampa, invece, un rigido conservatore. Se consideriamo il ruolo preminente che gioca la follia nella vicenda, ne esce fuori una situazione squisitamente pirandelliana.
Ma Lavia, dobbiamo riconoscere, oltre a mettere in risalto gli aspetti tipicamente “pirandelliani” della pièce (la dialettica tra verità e follia, tra ricerca di un’identità e necessità di assumere un ruolo permanente e riconoscibile nel contesto sociale, il relativismo, l’ambiguità, ecc.), riesce anche a valorizzare il lato comico e grottesco della storia e di taluni personaggi di contorno che svolgono il ruolo di mediatori e soffocatori tra l’individuo che tende alla libertà e le esigenze poste da una società ipocrita e conformista, una società nella quale solo ai pazzi è consentito di dire la verità.
In conclusione una serata teatrale pienamente soddisfacente sotto il profilo artistico e di quel “piacere del testo” che sempre deve accompagnare il contatto del lettore/spettatore con un classico della drammaturgia italiana e mondiale come Il berretto a sonagli di un Pirandello che, di lì a poco, avrebbe partorito quel capolavoro che si intitola “Sei personaggi in cerca d’autore”.

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  Commenti: 1

  1. Rita D’Andrea


    Una bellissima recensione, molto istruttiva e che ci conduce per mano nei meandri e nella tematica dell’opera pirandelliana, fornendocene squisitamente tutti gli elementi conoscitivi . Complimenti a Francesco Sirleto per averci trasmesso questo sapere e per aver fornito una chiave di lettura dell’opera in maniera egregia.

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