Il Cipe da il via al progetto della nuova autostrada a pedaggio Roma-Latina

Giovedi 25 novembre manifestazione dei Comitati Uniti del Lazio davanti alla Regione

Nella mattina di giovedì 16 novembre il Comitato Interministeriale per la Programmazione economica ha approvato l’apertura di cantieri di opere pubbliche per 21 miliardi di euro. Via libera quindi, tra gli altri, al progetto definitivo del corridoio intermodale Roma-Latina e al collegamento Cisterna-Valmontone. Lo ha annunciato Renata Polverini, presidente della regione Lazio, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine della riunione del Comitato interministeriale. L’importo complessivo dell’opera ammonta a 2,728 miliardi di euro e l’intervento sarà realizzato in partenariato pubblico-privato in cui il contributo pubblico non supererà il 40%. Il Cipe ha sbloccato giovedì 16 novembre i primi 468 milioni di euro per la costruzione dell’autostrada Roma-Latina mentre i restanti 711 milioni, di contributo pubblico, sono stati inseriti nel Piano infrastrutture strategiche 2011/2013 del Governo. Inoltre “è intenzione della Regione Lazio”, ha annunciato la Polverini, “proporre alla Commissione Ue il cofinanziamento del collegamento Cisterna-Valmontone con i fondi Fesr”.
L’intervento prevede la realizzazione dell’asse autostradale Roma-Latina per complessivi 68,3 km, dell’asse autostradale Cisterna-Valmontone per 31,5 km e delle seguenti opere connesse: viabilità di adduzione alla Barriera di Latina/Borgo Piave per circa 20 Km, suddivisi in tangenziale di Latina per 12,4 chilometri e miglioramento funzionale della provinciale Borgo Piave-Foce Verde per 8,3 km; viabilità di adduzione al casello di Aprilia Nord per 5,2 km; viabilità di adduzione del casello di Aprilia Sud per 2,8 km, viabilità di adduzione allo svincolo Artena-Cori-Lariano per 17,5 km e viabilità di adduzione al casello di Labico per 5,8 km.

Sconcertato rimane il Corridoio No Roma- Latina, che da anni stava lottando contro la realizzazione di quest’autostrada a pagamento, definita più volte “inutile e devastante”. “Per quanto riguarda la mobilità – afferma il Comitato – con l’approvazione del progetto preliminare della tratta Roma Tor dè Cenci-A12, alle 4.000 macchine che si sono aggiunte con l’apertura del centro commerciale di Euroma2, ai dichiarati tre milioni di turisti che andranno a visitare "CinecittàWord" a Castel Romano, si aggiungerà il traffico pesante dei TIR provenienti da nord/sud Italia. Così aumenteranno le file interminabili ed il poveri pendolari saranno anche costretti a pagare il pedaggio beffa. Per quanto riguarda la sicurezza è inutile ribadire che l’autostrada arriva alle porte di Latina (Borgo Piave) perché la parte più pericolosa, quella da Latina a Terracina, rimane tale con il suo nefasto 70% di incidenti mortali.” Inoltre la proposta della Poverini di chiedere alla Commissione Europea di cofinanziare il collegamento Cisterna-Valmontone con i fondi Fesr, sembra al Comitato un controsenso, “visto che le direttive europee rivolte ai paesi membri, danno indicazioni di investire per l’adeguamento in sicurezza della rete stradale e per il potenziamento del trasporto ferroviario”. I prossimi passi del Comitato sono quindi quelli di rivolgersi al TAR del Lazio e alla Corte di Giustizia Europea, gli ultimi strumenti a disposizione per tentare di fermare “questo scempio”. Inoltre il Comitato, assieme ai Movimenti Uniti di Roma e ai Comitati Uniti del Lazio sarà presente alla manifestazione di giovedi 25 novembre alla ore 9.30 alla Regione Lazio, per dar voce al proprio dissenso nei confronti dell’approvazione del progetto.

Tuttavia le difficoltà di questo progetto ed i ricorsi alla magistratura ebbero inizio molto tempo fa quando il Corridoio era ancora nella fase di studio. Il 2 aprile del 2007 il Comitato interministeriale per la programmazione economica, approvò la modifica del soggetto aggiudicatore del progetto, individuato inizialmente nella Regione Lazio poi sostituito con la società mista “Autostrade del Lazio”, costituitasi nel novembre 2006.
Nello stesso atto, il ministero si impegnò, una volta definito il procedimento di impatto ambientale, a sottoporre all’approvazione del Cipe la progettazione definitiva. Proprio quest’ultima delibera fu contestata dal “Consorzio 2050” nelle sue citazioni.

Si vocifera oggi che i 468 milioni di Euro sbloccati dal CIPE potrebbero non essere neppure sufficienti a pagare il risarcimento chiesto alla Regione Lazio dal Consorzio 2050 e da Autostrade S.p.a.

La Polverini non ha voluto commentare la notizia ma se risultasse vera per la Regione sarebbe un bel pasticcio da risolvere. 

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