“Il Commissario Nardone” con Sergio Assisi in onda giovedì 6 settembre

Su Raiuno, nel poliziesco un affresco dell’Italia, dal 1947 fino agli anni sessanta
di Elisabetta Ruffolo - 5 Settembre 2012

La Rai apre il sipario sulla nuova stagione con un poliziesco “Il Commissario Nardone” interpretato da Sergio Assisi, in onda giovedì 6 settembre 2012 alle ore 21,10 su Raiuno: un affresco dell’Italia, dal 1947 fino agli anni sessanta.

Il Commissario Nardone non è un personaggio di fantasia, ma è realmente esistito ed è stato l’inventore della squadra mobile. La fiction è ambientata in una Milano ferita dalla guerra che sta cercando tirarsi su accogliendo l’immigrazione del Sud, non solo operaia ma anche intellettuale. C’è la malavita arcaica dei ladri di auto ed una polizia che era appena uscita dalla dittatura fascista.

Arrivando i soldi, la malavita cresce e cresce anche la polizia che inizia ad usare mezzi più moderni. Nardone arriva dalla Campania (Avellino) e si trova in mezzo alle due evoluzioni. E’ uno dei primi ad instaurare un rapporto umano con i confidenti. Comincia a strutturare una polizia diversa (777) mettendo in piedi la squadra mobile. Ha una certa empati sia verso chi subisce il reato ma anche verso chi lo compie. Cerca esperti in tutti i campi e crea una squadra pseudo scientifica.

Le storie che si raccontano nella fiction sono ispirate a fatti realmente accaduti (uno fra tutti il caso Rina Fort). C’è anche un po’ di commedia all’italiana. L’intento è di raccontare l’Italia attraverso le motivazioni di un popolo sopravvissuto alla dittatura fascista che aveva voglia di ricostruire.

Attorno al Commisario Nardone, ruotano vari personaggi, tra questi ricordiamo il fotografo del quotidiano La Notte, interpretato da Giampiero Judica che con il suo contributo, porta la squadra di Nardone agli onori della cronaca come esempio di grande efficienza e capacità. Il protagonista ha una matrice italiana e costituisce il punto di aggregazione dell’intera squadra i cui componenti provengono da varie regioni. L’unione di questa italianità riesce a dare una grande forza interiore.

Tra i confidenti ritroviamo la prostituta Flò, interpretata da Anna Safroncick e il biscazziere Salvatore Cangemi (Manlio Dovì). Franco Castellano fa una interpretazione magistrale del Questore Ossola. La regia è di Fabrizio Costa.

Sergio Assisi è l’incarnazione vera dell’uomo del Sud, ironico, disincantato, puntiglioso fino allo sfinimento, innamorato della sua famiglia e amante della buona cucina, che si ritrova suo malgrado, tra le nebbie di una città fredda e dura che pur non appartenendogli riesce a fare sua. Assisi ha dichiarato che “margini di fantasia con un personaggio realmente esistito sono molto limitati. Ha cercato di dargli grande umanità e molta empatia”.

Nardone era un uomo che attraverso la sua normalità ha fatto delle cose straordinarie. Un uomo schivo che si sottraeva al fascino della televisione appena nata. Rilasciò un’unica intervista ad Enzo Biagi. L’entusiasmo di Nardone è contagioso, come un ciclone scova gli uomini migliori e con il suo grande carisma riesce a motivare e a rendere combattivi i suoi uomini, anche quelli più sottovalutati e sviliti come Rizzo(Ludovico Vitrano), Suderghi (Stefano Dionisi), Muraro il suo braccio destro (Luigi di Fiore) e Spitz (Francesco Zecca).Antagonista di Nardone è Luigi Bosso (Giuseppe Soleri). 

Adotta Abitare A

Le ambientazioni sono tra Milano e la Serbia dove ancora ci sono ambientazioni tipiche del nostro dopoguerra. La fiction è stata venduta in America, dove in settimana va già in onda la quarta puntata. E’ vero che la squadra costituisce il grande perno centrale della vicenda resa ancora più forte dalla grande umanità del commissario Nardone e soprattutto con il suo grande senso di giustizia.

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti