

Dal convegno organizzato da Confeservizi Lazio e dall'Università "La Sapienza" per illustrare il rapporto e la ricerca della facoltà di Economia
Si è svolto venerdì 23 febbraio 2007 il Convegno “Il contributo economico e sociale dei servizi pubblici a rete nell’area di Roma”. L’incontro è stato organizzato da Confservizi Lazio e dall’Università La Sapienza di Roma, alle ore 10.00 presso la Sala Pietro da Cortona, Musei Capitolini in Piazza del Campidoglio.
Hanno partecipato l’Assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo D’Alessandro (che ha aperto i lavori), Giuseppe Labarile, Presidente di Confservizi Lazio, Marco Causi, Stefano Bianchi, Fabiano Fabiani, Giovanni Hermanin, Raffaele Morese, Fulvio Vento, Attilio Celant e Walter Schiavella. Nel corso della giornata è stato presentato anche il Rapporto sul “Contributo economico e sociale dei servizi pubblici locali a rete nell’area di Roma”.
Dalle analisi proposte al convegno sembra che migliorino i risultati delle aziende pubbliche, e che contribuiscano alla crescita dell’economia romana.
La Facoltà di Economia dell’Università degli Studi “La Sapienza” ha presentato il Rapporto su tale contributo economico. Lo studio prende in esame le aziende di servizi del Comune di Roma che operano nel settore dei trasporti (Atac, Metro e Trambus), in quello energetico (ACEA) e in quello del trattamento dei rifiuti solidi urbani (AMA) che hanno collaborato direttamente alla realizzazione della ricerca.
Nell’anno preso in esame Roma ha registrato un tasso di crescita del valore aggiunto a prezzi costanti del 4,6%; in controtendenza positiva rispetto al complessivo dato nazionale e delle maggiori città italiane.
Nello stesso anno le aziende in questione hanno fatto registrare un tasso di crescita del proprio valore aggiunto del 9,1% rispetto al 2003. Questa notevole performance ha permesso alle aziende di contribuire alla formazione del valore aggiunto di Roma per l’1,26%.
Le aziende considerate nello studio svolgono inoltre un ruolo significativo nella produzione di servizi nell’area comunale. Nel corso degli ultimi anni, sono state oggetto di ristrutturazioni gestionali con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza operativa e la qualità dei servizi erogati.
Nel periodo che va dal 2001 al 2004 il fatturato per occupato delle 5 aziende ha registrato un significativo miglioramento.
Inoltre, nel 2004, le aziende considerate hanno realizzato complessivamente un fatturato di 3.378 milioni di Euro con 21.363 addetti ed hanno movimentato 2.828 milioni di euro di investimenti, generando occasione di crescita, per produzione di ricchezza e lavoro, nell’economia locale e regionale.
Lo studio ha realizzato un modello di stima degli impatti diretti e indiretti generati sull’economia romana dagli investimenti realizzati dalle aziende di servizi, mettendo in luce il livello di interdipendenza settoriale e il ruolo propulsivo delle aziende nei confronti del tessuto economico e sociale di riferimento.
In particolare, applicando i coefficienti individuati al volume di investimenti (2.828 milioni di Euro) attivati dalle aziende nel 2004, possiamo dire che il valore aggiunto prodotto nell’economia locale è pari a 1.709 milioni di Euro e che gli occupati generati sono 26.068.
“Decisivo è il ruolo delle aziende a rete capitoline per la crescita dell’economia locale” ha affermato il presidente Labarile a conclusione del convegno.
“I dati della ricerca della Sapienza – ha proseguito Labarile – dimostrano la forza del settore delle public utilities a Roma e la sua capacità di sostegno alla crescita economica. E’ necessario, pertanto, promuovere politiche di sostegno all’industrializzazione e di crescita dimensionale delle imprese romane di servizio pubblico locale, per migliorarne la capacità competitiva e la forza industriale”.
“La capacità di innovazione e di crescita competitiva che contraddistingue le local utilities romane – ha tenuto a precisare Labarile – ha consentito di raggiungere significativi risultati economici e occupazionali in questo settore”.
La Ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma (premesse conclusioni)
Premessa
La ricerca presenata ha come oggetto le relazioni tra sistema dei servizi pubblici locali a rete e sistema socioeconomico urbano. Lo studio offre una valutazione e la stima del contributo diretto, indiretto e indotto che i servizi pubblici locali a rete apportano al sistema economico urbano, e l’analisi delle loro esternalità di tipo ambientale e sociale.
L’obiettivo è stimare l’effettivo peso dei servizi pubblici locali a rete nell’economia romana e vedere attraverso quali canali e in che misura i benefici economici e sociali relativi all’offerta dei servizi pubblici locali si distribuiscono sul territorio metropolitano e sull’intera struttura socioeconomica locale.
Per questo è stato necessario delimitare il sistema dei servizi pubblici e locali, ricostruire il quadro delle loro relazioni di scambio con gli altri settori produttivi e valutare infine i benefici sociali e le altre esternalità ad essi connessi.
Il riferimento è ai servizi di interesse economico generale e in particolare alcuni servizi a rete soggetti agli obblighi di servizio pubblico e che sono gestiti a livello municipale, e in particolare:
1) la gestione dei rifiuti urbani;
2) il trasporto pubblico locale;
3) la distribuzione di energia, acqua e gas naturale.
Il progetto si è avvalso della collaborazione – in qualità di committenti – delle Aziende di Servizi Pubblici Locali del Comune di Roma, e inoltre del Dipartimento XII – Lavori Pubblici e Manutenzione Urbana del Comune di Roma e dell’Associazione Cantiere Europa.
La ricerca è suddivisa in due parti. La prima parte riguarda la stima e l’analisi del contributo economico dei servizi pubblici locali. In seguito alla quantificazione del peso economico diretto dei servizi considerati, in termini di occupazione, si è provveduto a individuare e quantificare il loro impatto indiretto e indotto attraverso l’utilizzo di una matrice input-output regionale, in modo da valutare tutte le relazioni intersettoriali e stimare l’indotto in termini di valore aggiunto generato e nuova occupazione per ciascun settore coinvolto. I dati presenti nella matrice sono stati ulteriormente disaggregati e specificati sulla base delle informazioni raccolte direttamente presso le aziende coinvolte, attraverso un’analisi dei loro fornitori e clienti e attraverso dati economici e di altro tipo desumibili dai bilanci. L’obiettivo finale è la stima dell’impatto sull’intera economia di una variazione nella domanda di servizi pubblici locali.
Nella seconda parte si è valutato l’impatto sociale dei servizi pubblici a rete e le loro esternalità di tipo sociale e ambientale. Il risultato è un inventario dei possibili impatti ambientali e sociali associati all’offerta di servizi pubblici e l’individuazione delle metodologie e delle informazioni necessarie alla loro quantificazione e monetizzazione in termini parametrici.
1. L’obiettivo finale è valutare le relazioni tra sistema dei servizi pubblici locali e competitività del sistema produttivo urbano e fornire alcune indicazioni in termini di politiche pubbliche e strategie imprenditoriali volte alla massimizzazione dei benefici economici e sociali associati all’offerta di servizi pubblici locali nell’ottica di uno sviluppo economico urbano sostenibile e diffuso.
Conclusioni
1. Premessa
Pur tenendo in considerazione il fatto che, per la particolare tipologia di approccio con cui si è affrontata la presente analisi, si tratta di deduzioni e argomentazioni basate su informazioni relative ad un solo anno di gestione delle aziende in esame, una ricognizione delle grandezze di bilancio relative agli anni precedenti ha confermato il buon livello di rappresentatività dei dati contabili non mostrando andamenti particolarmente difformi rispetto a quelli oggetto dello studio.
Inoltre, la particolare tipologia di aziende (nel caso in esame fornitrici di beni e servizi per la maggior parte dei casi “necessari” come la fornitura delle risorse idriche e di energia elettrica, lo smaltimento dei rifiuti e il trasporto pubblico locale) può essere ragionevolmente considerata dotate di una maggiore rigidità nei confronti di impreviste turbative del mercato rispetto ad aziende fornitrici di servizi non indispensabili.
Inoltre, come noto, le aziende in esame o più propriamente i settori in cui tali aziende operano sono stati oggetto di un recente introduzione in un mercato disciplinato da differenti regole, tale profonda trasformazione ha comportato mutamenti di tipo strutturale che in alcuni casi è ancora in essere.
Come ampiamente descritto nella metodologia, per effettuare le stime dell’impatto economico ed occupazionale sono stati presi in considerazione le informazioni relative ai flussi in entrata ed in uscita inerenti le sole gestioni caratteristiche delle aziende, vale a dire quei costi e quei ricavi direttamente riconducibili alla produzione del servizio pubblico locale oggetto dello studio. Ciò ha escluso grandezze relative ad attività collaterali e parallele o svolte in aree esterne ai confini regionali. I risultati, quindi, non sono stati influenzati da tali grandezze.
Una ulteriore precisazione è necessario fare prima della visione dei principali risultati. Come già ampiamente descritto nella metodologia, tale analisi è stata effettuata partendo dalla matrice intersettoriale le cui caratteristiche sono riportate dettagliatamente anche in allegato.
2. Valutazione comparata dei servizi pubblici a rete
Confrontando, a parità di incremento della domanda, i risultati delle precedenti simulazioni operate sulle singole aziende si nota che, in termini assoluti, l’impatto maggiore sulla produzione viene attivato dall’AMA S.p.A. (155,1 milioni di euro) mentre, rispetto al valore aggiunto creato, è l’ATO 2 dell’ACEA ad ottenere i risultati migliori (83,0 milioni di euro). Come mostrato nel grafico successivo, dal punto di vista dell’occupazione creata, viceversa, il ruolo trainate viene ricoperto dall’insieme delle aziende operanti nel Trasporto pubblico locale (1.613,4 unità lavorative annue aggiuntive), soprattutto grazie all’apporto dato dalla TRAMBUS e dalla MET.RO..
In termini relativi si nota che l’effetto moltiplicatore sulla produzione è maggiore nel caso dell’AMA S.p.A. (1,551), mentre il Trasporto pubblico locale aggregato (1,260) e le due aziende ACEA (per queste il moltiplicatore oscilla tra 1,163 e 1,067) si pongono a livelli lievemente inferiori. In termini di valore aggiunto è il settore idrico a mostrare la performance migliore con un coefficiente pari 0,830 ed un incremento conseguente di 83 milioni di Euro. Non distanti sono i valori relativi al “Trasporto pubblico locale” e al settore energetico dell’ACEA (rispettivamente 0,624 e 0,611). Decisamente inferiore, e distante dai precedenti, è il coefficiente relativo all’AMA (0,282)
I successivi grafici sono in grado di fornire un quadro d’insieme di immediata lettura per ciascuna tipologia di servizio in esame.
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali
In termini di importazioni attivate, il settore energetico dell’ACEA mostra un importo superiore alle altre attività in esame, esso risulta pari a 24 milioni di euro per un incremento di domanda aggiuntiva di 100 mln. Sostanzialmente simile è il valore per il settore idrico dell’ACEA (10) e il TPL (11,1) e AMA (14,3). Nel complesso, la quota maggiore proviene d altre regioni italiane, in particolar modo, oltre il 90% ha tale origine per entrambe i settori ACEA e per il TPL, mentre circa il 75% delle importazioni generate dall’AMA proviene dall’estero; ciò riveste notevole importanza in quanto il forte ricorso al mercato estero per i propri approvvigionamenti di fattori di produzione non apporta effetti positivi sull’economia nazionale o regionale.
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali
Infine, il dato occupazionale mostra l’importanza del Trasporti Pubblici Locali nel contesto regionale. Infatti, come ampiamente visibile nel precedente grafico, per ogni euro di domanda aggiuntiva l’intero settore attiva 16 unità lavorative contro le 6 delle aziende del settore idrico dell’ACEA, le 5 del settore energetico e dell’AMA. Complessivamente, a fronte di un simultaneo e medesimo incremento di domanda per ciascuna tipologia di servizio pubblico a rete, oltre il 50% dell’occupazione attivata proverrebbe dai “Trasporti pubblici locali”.
Volendo concentrare l’attenzione sulle aziende che operano nei “Trasporti pubblici locali”, sono stati riportati i medesimi valori ed indicatori analizzati in precedenza, per ciascuna delle aziende: ATAC, MET.RO. e TRAMBUS. Come si può osservare, a fronte di un Moltiplicatore medio pari a 1,260, ATAC mostra un valore decisamente superiore e pari a 1,592, sostanzialmente simili, ma inferiori ad ATAC sono le restanti due aziende (1,097 per TRAMBUS e 1,091 per MET.RO). Il coefficiente relativo al valore aggiunto generato evidenzia un capovolgimento della precedente graduatoria: sono MET.RO. e TRAMBUS a mostrare performance migliori rispetto ad ATAC. Da ricordare che tale risultato è fortemente influenzato dai non buoni risultati di bilancio ottenuti nell’esercizio in esame.
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali
In termini occupazionali, TRAMBUS risulta attivare un maggior numero di occupati (2.086) seguita da MET.RO. (1.746) ed ATAC (1.009).
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali
Distinguendo tra impatto diretto e indiretto l’effetto complessivo sulla produzione, sul valore aggiunto e sull’occupazione, emerge che l’AMA è l’azienda che presenta i livelli di interconnessione con il restante tessuto produttivo più elevati, in particolar modo per quanto concerne il valore aggiunto e l’occupazione.
Impatto diretto e indiretto delle aziende in esame (milioni di euro e ULA)
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali
Dalla tabella precedente si può, inoltre, notare che dal punto di vista dell’occupazione una forte pressione sul sistema economico è esercitata dalle due attività dell’ACEA e, in particolare, dal settore energetico per il quale l’impatto indiretto è pari quasi al 24% dell’effetto complessivo.
In termini di ricchezza creata, viceversa, risulta essere leggermente superiore l’incidenza dei “Trasporti pubblici locali” la cui azione sul restante tessuto produttivo regionale è pari al 9,9% dell’impatto complessivo, contro il 9,1% delle aziende del settore energetico del Gruppo ACEA.
Come mostrato nel grafico successivo, l’AMA è l’azienda che maggiormente contribuisce ad incrementare la produzione e il valore aggiunto delle altre attività economiche della regione. Segue, anche se con valori decisamente ridotti, l’apporto dei “Trasporti Pubblici Locali“ (TPL) e del settore energetico di ACEA.
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali.
Analogamente l’AMA presenta un processo produttivo con delle interconnessioni con le altre aziende operanti nella regione tali da incidere fortemente sul proprio livello di occupazione.
Il grafico successivo mostra che, rispetto alle altre aziende erogatrici di servizi pubblici a rete nell’area di Roma, questa azienda può costituire un ottimo veicolo di crescita economica e sociale.
Fonte: Elaborazioni su dati IRPET, tavole intersettoriali dell’economia regionale 2002, dati forniti dalle aziende e dati risultanti dai bilanci aziendali
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